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La svolta meteo: ecco quando grandinerà al Nord e farà 35 gradi al Sud

Dalla finestra di previsione dal 14 al 28 Maggio, il modello ECMWF delinea un mese tutt'altro che tranquillo: instabilità al Nord, grandinate, supercelle e un'estate che potrebbe bussare alla porta prima del previsto.

Italia spaccata dal meteo: grandine al Nord, caldo fino a 35 gradi al Sud

Centro Meteo Europeo, ci prospetta ben 15 giorni di spiccata e acuta variabilità. I temporali al Nord Italia potranno essere violenti, mentre avanzerà il caldo africano

Il mese di Maggio non ha intenzione di farsi ricordare come un periodo dal meteo tranquillo. C’è davvero molto da dire, e per questa analisi ho utilizzato il modello matematico ECMWF, ovvero quello europeo di riferimento per le proiezioni a medio termine, gestito dall’European Centre for Medium-Range Weather Forecasts. Questo delinea per l’Italia un periodo articolato, con fasi distinte di instabilità atmosferica alternate a brevi finestre di stabilità più soleggiata. Non una situazione statica, dunque, ma una sequenza di cambiamenti che interesseranno la Penisola in modo anche piuttosto differenziato da nord a sud. Quello che emerge è una doppia svolta meteo, ed è per questo che, a mio parere, sarà un mese da ricordare.

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Innanzitutto, vorrei sottolineare che il deficit pluviometrico nel Nord Italia persiste, e che le previsioni per fine mese non sono confortanti.

La finestra previsionale che va dal 14 al 28 Maggio 2026 racconta di un’Europa in bilico tra correnti oceaniche perturbate e tentativi, spesso effimeri, di rimonta anticiclonica. Ricorderei che qualche giorno fa sembrava ci venisse addotta l’Africa, tuttavia il fine mese sarà quasi estivo – il dubbio, nonostante si parli di previsioni a lungo termine, risulta essere molto marginale.

Il modello ECMWF mostra con una certa coerenza questa alternanza, e la lettura delle mappe di geopotenziale a 500 hPa, ovvero in quota attorno ai 5.500 metri, è in questo senso abbastanza chiara: l’asse delle perturbazioni atlantiche manterrà una posizione tale da lambire frequentemente le regioni settentrionali e il versante tirrenico della Penisola, mentre il meridione potrà godere, a tratti, di condizioni più asciutte, orientate verso il caldo. Devo tuttavia annotare che, in più occasioni, il Sud ha avuto previsioni di bel tempo e poi invece abbiamo registrato instabilità atmosferica, piogge dalla Sardegna verso il Tirreno e oltre, con anche temporali. Questa si chiama incertezza previsionale, tipica nei periodi di forte stress meteorologico derivante da marcati contrasti termici.

Instabilità marcata al Nord, caldo in avanzata al Sud

Tra il 14 e il 15 Maggio, il modello ECMWF prospetta un avvio di settimana con correnti umide provenienti dall’oceano Atlantico che raggiungeranno le regioni del Nord Italia, in particolare il Nord-Ovest, il Triveneto e i settori alpini. L’energia convettiva disponibile, leggibile attraverso i valori di CAPE (Convective Available Potential Energy), risulta già apprezzabile su queste aree nei giorni iniziali, il che suggerisce la possibilità di rovesci anche a carattere temporalesco, localmente intensi, con il rischio di grandinate anche di medie dimensioni, simili a quelle osservate Lunedì scorso.

Quella in arrivo, visibile dal Meteosat, non è la classica perturbazione compatta e organizzata, quanto piuttosto un flusso instabile che porta con sé nubi irregolari e precipitazioni intermittenti. Il contrasto termico, specie in Val Padana, potrebbe però dar luogo a fenomeni convettivi importanti – vale a dire temporali sparsi, generalmente violenti, con lo sviluppo di supercelle nella Val Padana centro-orientale e nel settore sud delle Prealpi.

Al tempo stesso, il Centro e il Sud Italia vivranno una fase di pressione al suolo più sostenuta, con temperature massime che tenderanno a salire già in queste giornate. Le anomalie termiche a 850 hPa, cioè intorno ai 1.500 metri di quota, evidenziate dal modello ECMWF, mostrano valori superiori alla norma stagionale soprattutto sulla Sicilia, sulla Sardegna e sul basso Tirreno, un segnale chiaro di come l’aria più mite stia già guadagnando terreno in quota sulle regioni meridionali. Questo elemento, combinato con il raffreddamento del Nord Italia, costituisce un fattore aggiuntivo di rischio per temporali violenti al settentrione, data la maggiore energia disponibile rispetto a Lunedì scorso, quando grandinate si svilupparono su un fronte di 300 km, accompagnate anche da un tornado. Quest’ultimo ha interessato la zona urbana di Verona, provocando ingenti danni materiali, cui si sono aggiunti quelli causati dalle grandinate.

La seconda metà di Maggio: dinamiche più complesse

È nella fascia compresa tra il 16 e il 22 Maggio che il modello ECMWF diventa, come spesso accade, più articolato e meno definitivo nei dettagli. Occorre fermarsi un momento per precisare che tutta la previsione successiva a questa data andrà confermata, poiché il modello la rimodellerà. La tendenza generale è tuttavia leggibile. Un cavo d’onda in quota tenderà a scorrere sull’Europa centrale, favorendo l’ingresso di aria più fresca in quota verso il Mediterraneo centro-settentrionale. Questo elemento dinamico, ben visibile nelle mappe di geopotenziale a 500 hPa elaborate dall’ECMWF, potrebbe innescare una nuova fase di instabilità convettiva piuttosto vivace, in particolare sulle regioni del Centro-Nord e sull’Appennino.

Nuovo rischio di temporali anche intensi e grandinate, dunque. Le grandinate sono il fenomeno che più seguiremo, in quanto particolarmente dannoso per l’agricoltura e i beni.

I valori di bulk shear (taglio verticale del vento) stimati dall’ECMWF per questo intervallo temporale risultano significativi sui settori alpini orientali e padani, un parametro che, in combinazione con un CAPE elevato, costituisce il terreno ideale per la formazione di sistemi temporaleschi organizzati, anche a supercella. Non è detto che tutto questo si concretizzi con la massima intensità, ma il segnale è sufficientemente robusto da meritare attenzione, e la daremo con i prossimi aggiornamenti.

Le precipitazioni accumulate sulle regioni settentrionali nella prima parte della finestra previsionale, secondo le stime dell’ECMWF, potrebbero essere localmente abbondanti, soprattutto sui rilievi alpini e prealpini. Le proiezioni di precipitazione nelle 24 ore mostrano picchi che, in alcune zone montuose del nord, potrebbero superare valori compatibili con situazioni di rischio idrogeologico, seppur localizzato. Va però considerato che si tratta di aree abituate a ricevere ingenti piogge nel semestre caldo, anche se i cambiamenti del clima ne stanno incrementando l’intensità.

Vento e raffiche: un fattore da non trascurare

Un aspetto che emerge con una certa evidenza dall’analisi del modello ECMWF riguarda il regime ventoso. Le carte di vento a 10 metri e le raffiche massime attese mostrano che, durante le fasi più attive dell’instabilità, il vento assumerà un ruolo tutt’altro che marginale. In particolare, i settori tirrenici centrali, la Liguria e i canali delle Isole Maggiori – il Canale di Sicilia e il Mare di Sardegna – potranno essere interessati da raffiche intense, accompagnate dallo scirocco o dal maestrale a seconda della disposizione dei sistemi di pressione. Non è possibile, ovviamente, scendere a una previsione su scala locale e giornaliera, ma la visione d’insieme dell’evoluzione meteo è già significativa.

Tra il 17 e il 20 Maggio, il modello ECMWF evidenzia un rinforzo del gradiente barico al suolo in corrispondenza delle fasi perturbate, con vento che potrà risultare sostenuto anche sulle coste adriatiche centro-settentrionali. Non si tratta solo di un disagio, perché raffiche di questa entità possono avere un impatto rilevante sul territorio.

Temperature: caldo precoce con colpi di coda freschi

La lettura delle temperature massime e minime previste dall’ECMWF per l’Italia nel periodo in esame racconta di una situazione termica piuttosto movimentata. Nelle fasi di maggiore instabilità, le temperature massime potranno mantenersi su valori nella norma o leggermente al di sotto, specialmente al Nord e nelle aree interessate da rovesci. Al contrario, nelle brevi finestre di alta pressione, soprattutto al centro-sud e sulle Isole Maggiori, i termometri tenderanno a salire con una certa decisione.

Le anomalie termiche a 850 hPa calcolate dall’ECMWF mostrano un segnale positivo piuttosto persistente sulle regioni del Meridione e sulle Isole: Sicilia e Sardegna in particolare. Significa che, al netto delle fasi perturbate, la tendenza di fondo è verso valori termici superiori alla media climatologica del periodo. Non è ancora l’afa estiva, ma qualcosa che le si avvicina sensibilmente, almeno nelle giornate più calde della seconda parte del mese.

Per le regioni alpine e prealpine, il discorso è diverso. Le temperature minime notturne potranno risultare ancora fresche, con valori che scenderanno su alcune vallate a quote medie attorno ai 5°C, o anche meno durante le notti più rigide. La neve sulle Alpi, secondo l’ECMWF, rimarrà ancora presente a quote superiori ai 2.000 metri, senza ulteriori accumuli significativi nella parte finale del mese, ma senza neppure un drastico arretramento del manto nevoso residuo.

Verso fine Maggio: una finestra di meteo dal sapore estivo

Gli ultimi giorni della finestra previsionale, tra il 24 e il 28 Maggio, sono quelli su cui il modello ECMWF esprime naturalmente il maggiore grado di incertezza. È la natura stessa delle proiezioni numeriche a medio termine a suggerire cautela in questa fascia temporale. Il segnale di tendenza che emerge dall’ECMWF non è però privo di interesse.

Sembra delinearsi un progressivo consolidamento di una struttura anticiclonica sull’Europa meridionale e sul bacino del Mediterraneo centrale. Questo potrebbe tradursi in una fase di tempo più stabile e soleggiato per gran parte della Penisola, con temperature in ulteriore aumento, in particolare al centro-sud. Le precipitazioni tenderebbero a spostarsi verso il quadrante nord-europeo, lasciando l’Italia in una condizione di pressione al suolo crescente.

Siamo, insomma, davanti a uno scenario di fine Maggio che potrebbe annunciare un inizio di stagione estiva anticipato. Non è ancora una certezza, ma il modello ECMWF è abbastanza coerente nel mostrare questa tendenza – la propone ormai da giorni. Un cambiamento meteo di questa portata costituirebbe una svolta, con l’avvento di un caldo fastidioso considerando le temperature di questi giorni. Il che non significa, tuttavia, che avrà inizio la vera e lunga estate.

Un focus sull’Appennino e le aree interne

Vale la pena dedicare qualche riga alle aree interne e appenniniche, spesso trascurate nelle previsioni di carattere generale. L’ECMWF segnala per queste zone una variabilità piuttosto marcata durante tutto il periodo. Le catene appenniniche, sia quella settentrionale che quella centro-meridionale, fungeranno da barriera e da catalizzatore per l’instabilità, con temporali che potranno svilupparsi soprattutto nel pomeriggio nelle giornate più calde.

I valori di CAPE attesi dall’ECMWF sull’Appennino centrale tra il 15 e il 20 Maggio sono compatibili con lo sviluppo di temporali di moderata intensità, localmente forti, che potranno essere accompagnati da grandine di piccole dimensioni e vento forte in quota. Chi frequenta montagne e sentieri in questo periodo farebbe bene a tenersi aggiornato con regolarità.

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