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Meteo, l’ora X dell’Irruzione Polare: dal 15 Maggio violenti temporali e neve. Ecco le zone più a rischio

Contrasti esplosivi: perché il rischio grandine sarà così elevato

Angelo Ruggieri di Angelo Ruggieri
12 Mag 2026 - 16:00
in A La notizia del giorno, Alla Prima Pagina Meteo, Meteo News
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Mentre la natura dovrebbe ormai correre spedita verso i primi caldi rassicuranti, il calendario meteo di questo 2026 sembra aver subito un brusco deragliamento. Gli ultimi aggiornamenti dell’autorevole centro di calcolo ECMWF confermano uno scenario che ha del clamoroso per il periodo: una massa d’aria di estrazione polare è pronta a gettarsi nel bacino del Mediterraneo.

 

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(METEOGIORNALE.IT) L’appuntamento con questo vero e proprio shock termico è fissato a partire da Venerdì 15 Maggio, una data che segnerà l’inizio di una fase meteo turbolenta, capace di riportare condizioni simil invernali in un periodo dell’anno in cui le cronache dovrebbero occuparsi di ben altro.

 

L’origine di questa irruzione va ricercata in un movimento anomalo dell’Anticiclone delle Azzorre. Invece di distendersi lungo i paralleli, l’anticiclone infatti punterà con decisione verso il Circolo Polare Artico, favorendo sul suo bordo orientale una discesa di aria fredda in quota. Questo fiume di aria fredda, scorrendo sopra un Mar Mediterraneo che ha già accumulato il primo calore stagionale, creerà un mix esplosivo.

 

Il contrasto termico sarà il protagonista assoluto, trasformando una normale fase instabile primaverile in una serie di fenomeni estremi che colpiranno la Penisola a partire dalle regioni settentrionali, per poi estendersi rapidamente verso il Centro.

 

Come già accennato in precedenza, la giornata di Venerdì 15 Maggio rappresenterà il momento clou. L’ingresso del fronte freddo sarà accompagnato da temporali di forte intensità, caratterizzati da una spiccata attività elettrica e, purtroppo, dal rischio concreto di violente grandinate. In questo contesto, la grandine non sarà un fenomeno isolato, ma potrà assumere dimensioni rilevanti a causa delle forti correnti ascensionali alimentate proprio dallo scontro tra l’aria polare in arrivo e quella mite preesistente al suolo.

 

Le aree di pianura, specialmente tra Lombardia, Veneto ed Emilia, saranno le zone più esposte a queste violente manifestazioni, che colpiranno in modo rapido ma potenzialmente distruttivo. L’aspetto più sorprendente di questa irruzione riguarderà la neve. Nonostante ci si trovi ormai a ridosso dell’estate meteorologica, il crollo verticale delle temperature permetterà ai fiocchi di tornare a imbiancare le Alpi e l’Appennino settentrionale a quote insolitamente basse per metà maggio.

 

In alcuni settori, la neve potrebbe spingersi fin verso i 1000 metri, regalando scenari che sarebbero stati rari persino a marzo. Anche l’Appennino centrale non resterà a guardare: dopo i temporali del venerdì sera, il calo termico previsto per sabato potrebbe portare una spolverata di bianco sulle vette più alte, confermando l’eccezionalità di questa configurazione.

 

Le temperature subiranno un vero e proprio tracollo, con differenze anche di 10-12 gradi rispetto ai giorni precedenti nel giro di poche ore. Questo colpo di coda simil invernale metterà a dura prova l’agricoltura, purtroppo già in fase avanzata, oltre ad un repentino cambio di abbigliamento per tutti.

 

Non si tratterà di un passaggio rapido e indolore: l’instabilità è destinata a protrarsi per l’intero fine settimana, poiché il nucleo freddo rimarrà ‘intrappolato’ sul nostro Paese, alimentando una circolazione ciclonica che manterrà il tempo perturbato e il clima decisamente autunnale. (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: allerta temporalianomalie meteo maggioaria polare marittimabombe di grandinefreddo maggiofreddo tardivoirruzione aria freddairruzione aria polareneve alpineve appennino
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Angelo Ruggieri

Angelo Ruggieri

Angelo Ruggieri ha acquisito la certificazione di Tecnico Meteorologo Dekra nel 2019 e nel 2020 è entrato a far parte di AMPRO (Associazione Meteo Professionisti) in qualità di Meteorologo. Si occupa di previsioni meteorologiche da oltre 25 anni. Ha redatto rapporti di eventi e studi climatologici sul proprio territorio regionale. Si occupa saltuariamente di presentazione di previsioni meteorologiche all'interno di rubriche televisive. Ha pubblicato nel 2017 un'opera dal titolo "La neve a Lanciano dal 1836 al 2016". Pubblica quotidianamente previsioni ed analisi meteorologiche su diversi siti meteo. Ha diverse specializzazioni conseguite negli anni in: 'Meteorologia di base', 'Meteorologia avanzata', 'Meteorologia in mare' presso il Centro Epson Meteo.

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