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Estate 2026 rovente: temperature mai così alte dal 2003

Il Nord Africa brucia con picchi oltre 50°C e le proiezioni stagionali dell'ECMWF indicano Luglio e Agosto roventi in Italia. Con il Riscaldamento Globale che accumula calore da vent'anni, l'estate 2026 rischia di superare persino il terribile 2003. Un'analisi dei segnali che non lasciano spazio all'ottimismo.

Federico De Michelis di Federico De Michelis
16 Mag 2026 - 18:15
in A La notizia del giorno, A Scelta dalla Redazione, Meteo News
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Estate 2026, il rischio di un caldo peggiore degli ultimi vent’anni. I valori indicati sono stime estreme di calura, non valori che ci saranno diffusamente.

Caldo africano, o meglio Head Dome e cambiamento climatico nell’Estate 2026

(METEOGIORNALE.IT) Mentre ce ne stiamo qui in Italia a goderci il fresco – o quantomeno temperature piacevoli – c’è chi nei paesi più a sud della costa mediterranea sta patendo un caldo pazzesco. Pensate che in vari paesi del Nord Africa la colonnina di mercurio tocca ormai quotidianamente, su ampie aree, circa 50°C, mentre di notte le temperature diffuse superano i 35°C, con picchi persino vicini ai 40°C nelle ore notturne. Stiamo ovviamente parlando di aree a clima decisamente molto caldo, eppure anche per loro si tratta di un’ondata di calore di eccezionale intensità, anche perché ci troviamo all’inizio del periodo caldo.

 

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GFS: in un contesto di forte riscaldamento globale sono possibili ondate di freddo come quella rappresenta. Questo è il culmine dell’attuale evento meteo.

 

Negli anni scorsi abbiamo osservato che quando il Nord Africa si riscalda in maniera così esagerata, come sta succedendo adesso, ne paghiamo poi le conseguenze nelle regioni del Mar Mediterraneo.

 

In un articolo già pubblicato ho trattato del Giugno che si preannuncia con un clima tutto sommato non male per il Nord Italia, dato che le temperature si collocheranno tra la media e appena sotto, secondo l’ECMWF – ovvero il centro meteorologico europeo. Ma parliamo di previsioni fino a 46 giorni: le analizziamo sapendo che non sono puntuali, bensì linee di tendenza che necessitano di ampie conferme, pur fornendoci informazioni utili. Il rischio maggiore, tuttavia, resta quello opposto: che anche il Nord Italia venga coinvolto da temperature sopra la media. Riguardo poi ai temporali – cioè alla possibilità di precipitazioni superiori alla norma – potremmo essere interessati da una previsione di buona affidabilità, ma al momento non lo sappiamo ancora.

 

GFS: il caldo africano da molti giorni nord scherza proprio. E’ atteso spostarsi verso ovest e salire verso la Penisola Iberica per poi coinvolgere l’Italia e la Francia.

Estate 2026, la più calda da vent’anni?

Al momento sembra abbastanza certa la situazione che ci porterà verso il caldo intorno al 25 Maggio, preceduta da un aumento graduale della temperatura fino ai valori medi di fine mese, dopodiché si farà sentire questa spinta nordafricana. È proprio questo aspetto che mi crea qualche apprensione: l’anticiclone nordafricano dà vita a un’alta pressione mediterranea e in parte europea che ha la sua origine nel Nord Africa, ma sviluppa poi tutta una sua autonomia nel continente europeo – come spiegato in un articolo didattico di approfondimento: il calore è determinato dal fatto che la pressione atmosferica molto elevata in quota comprime i bassi strati dell’atmosfera. Ebbene, quel grande caldo nordafricano può essere l’innesco di una stagione estiva straordinariamente calda, probabilmente anche la peggiore degli ultimi vent’anni.

 

Sono trascorsi 23 anni da quell’estate terrificante che fu quella del 2003. Prevedere una replica è ancora troppo prematuro, anche perché quelle stagioni non si lasciano prevedere facilmente. In meteorologia niente si replica: possono esserci notevoli analogie, ma una fotocopia esatta del tempo passato non esiste. Rispetto al 2003 portiamo con noi 23 anni di Riscaldamento Globale, durante i quali la temperatura media del pianeta è aumentata. Le ricerche indicano che in Europa la probabilità di un’ondata di calore lunga e persistente come quella del 2003 è oggi ben maggiore rispetto a quell’epoca. Man mano che passano gli anni, ondate simili diventeranno sempre più probabili, con tempi di ritorno progressivamente più brevi e con il rischio che possano essere anche peggiori.

 

Ci sono poi i modelli matematici che formulano proiezioni sui picchi massimi raggiungibili in alcune aree del Mar Mediterraneo – meglio, nelle zone precoste. Si parla di picchi estivi fino a 50°C, ovvero il valore che oggi alcune aree del Nord Africa già raggiungono. La soglia dei 50°C sembra essere per la nostra atmosfera un limite quasi invalicabile, toccato solo in pochi luoghi.

 

Qui nel seguito mappe stagionali ECMWF con le anomalie termine stimate. Noterete in giallo anche intenso, che i valori prospettati sono sensibilmente superiori alla media, e c’è il rischio che siano ancor maggiormente più alti.

L’India sotto assedio: un avvertimento per tutti noi

Proprio in questi giorni un’ondata di calore terrificante sta colpendo l’India. Dai social network arrivano notizie sul grande caldo: c’è chi riferisce di avere in casa 44°C. Pensate a cosa vuol dire – si va a dormire con 44°C, si va al lavoro in ambienti dove la temperatura supera i 40°C. L’India è un paese popolatissimo, ma la povertà rispetto alla Cina è molto maggiore, la tecnologia meno sviluppata, con una diffusione degli impianti di climatizzazione assai più limitata. Si trova inoltre più a sud, e questa è la stagione più calda prima dell’arrivo del monsone: stanno patendo un caldo smisurato. Qualsiasi aggettivo, quando si parla di queste temperature, è sicuramente superfluo.

Noi abbiamo la fortuna di trovarci in un paese ricco, di poterci proteggere e fare prevenzione. Eppure la prevenzione è quella che non si fa – diciamocelo pure – perché siamo assolutamente impreparati al cambiamento climatico, all’aumento delle temperature, alla crescita incredibile di intensità delle ondate di calore. Abbiamo dedicato un articolo alle previsioni del Met Office, che stima un incremento sensibile delle ondate di calore con picchi di 40°C sulle Isole Britanniche, molto più a nord, quelle influenzate dalle correnti oceaniche che garantiscono un clima fresco durante l’estate.

 

Il Riscaldamento Globale fa la differenza

Dobbiamo davvero guardare al Riscaldamento Globale, perché è quello che incide sulle prossime ondate di calore e sulle stagioni a venire. Anche quando i modelli matematici – soprattutto quelli a lunghissimo termine – prospettano del fresco, non dobbiamo dimenticare che viviamo un’epoca in cui il trend è verso il riscaldamento. Molto spesso abbiamo visto previsioni che indicavano una tendenza al freddo o al raffreddamento, un inverno rigido, e poi ci siamo trovati con la solita sorpresa europea: il caldo, le temperature sopra la media. Detto questo, non bisogna neppure dimenticare che, nonostante il Riscaldamento Globale, possono verificarsi eventi di freddo. Quest’inverno, ad esempio, la Scandinavia, la Germania, la Polonia e parte dell’Europa orientale hanno vissuto un inverno in parte estremamente rigido – con ghiaccio su fiumi, mari e laghi.

 

Tornando a un passaggio fondamentale: avrete sentito parlare di El Niño. Questo fenomeno non avrà un’influenza diretta sull’estate 2026 – per nostra fortuna – perché El Niño tende a portare fasi calde, pur senza un impatto diretto sul clima europeo. Il trend, però, è quello che ho già descritto: influenzare gli indici climatici e deviare il clima verso il caldo.

 

Luglio e agosto 2026: il verdetto dell’ECMWF

Per concludere: l’estate 2026 rischia comunque di essere tra le più calde. Non solo perché esiste una previsione – attenzione, sempre formulata dal modello matematico europeo, che ha un nome: si chiama ECMWF – che indica come Luglio e Agosto registreranno temperature decisamente sopra la media in Italia e precipitazioni sotto la norma. Nell’ambito delle proiezioni stagionali, Luglio e Agosto 2026 si prospettano caldissimi e roventi: le possibilità che si realizzino sono concrete – purtroppo – ma non soltanto perché le previsioni stagionali sono più affidabili che in passato.

 

Il vero motivo è un altro: il cambiamento climatico, cioè l’aumento globale della temperatura. Quel background termico del pianeta è più elevato rispetto al passato: dal 2003 la temperatura è aumentata di circa 0,5°C a livello globale. Sembrerebbe poco, ma è tantissimo. E questo solo farebbe scaturire un rischio molto maggiore rispetto al 2003: che si verifichi un’ondata di calore di lunghissima durata nei mesi di Luglio e Agosto, con picchi termici elevatissimi e anticicloni potenti in ambito europeo, capaci di comprimere l’aria per settimane nei bassi strati dell’atmosfera e rendere la stagione estiva – o meglio, parte di essa – estremamente impegnativa.

 

Noi nel bacino del Mar Mediterraneo siamo tra i più esposti, per l’influenza diretta del Nord Africa, ma soprattutto per quella di questi anticicloni che si formano nelle vaste aree continentali europee tra Spagna e Francia e Germania, coinvolgendo poi anche l’Italia. Abbiamo visto negli anni scorsi i picchi termici stravaganti che si sono verificati: ci sono troppi precedenti per poter essere ottimisti e sperare in un’estate nella media.

 

Anche se – nonostante il Riscaldamento Globale – sappiamo bene che possono esserci episodi di freddo come quello che stiamo vivendo in questi giorni, con l’Europa interessata da un’ondata di freddo fuori stagione che coinvolge anche l’Italia. Stiamo ormai raggiungendo l’apice di questo evento atmosferico e ci accingiamo a vivere un altro apice, quello del caldo, entro fine mese.

 

Credit (METEOGIORNALE.IT)

  • ECMWF – Seasonal forecasts
  • Copernicus Climate Change Service – European heatwave monitoring
  • Climate Impact Company – Summer 2026 Europe outlook: major drought forecast
  • Met Office – UK warm spell forecast and climate outlook 2026
  • NOAA – ENSO: El Niño/La Niña
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Libero professionista nel campo dei dati meteo e dell’Osservazione della Terra. Laurea in Ingegneria Spaziale (Brunel University London). Formazione avanzata in meteorologia in Europa e in Canada, con approfondimenti su modellistica numerica, telerilevamento e analisi dei dati ambientali. Cosa faccio Previsione operativa e analisi per settori meteo-sensibili (energia, outdoor, eventi, turismo) Interpretazione di prodotti satellitari e di modelli (EO/remote sensing) Assessment dei rischi meteo-climatici e reportistica Divulgazione e supporto a media e progetti educativi/R&D Lavoro all’intersezione tra scienza, tecnologia e decisioni concrete, con attenzione a qualità dei dati e comunicazione chiara. La meteorologia è la mia passione fin da bambino; dopo un anno di liceo all’estero mi sono trasferito a Londra dove ho conseguito la laurea alla Brunel University London.

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