
Imbiancata di grandine una striscia di oltre 100 km in Lombardia con oltre 10 cm di ghiaccio. Si inizia, ma òa grandine cadrà anche in altre Regioni d’Italia
(METEOGIORNALE.IT) Ora la stagione della grandine inizia a fare sul serio. In questi giorni si sono verificati eventi piuttosto importanti, più che altro scenografici: è caduta tantissima grandine, che ha imbiancato territori amplissimi. Le grandinate maggiori si sono manifestate ancora una volta in Lombardia. Pensate che ha grandinato dalla provincia di Varese fino a quella di Bergamo e Brescia, lasciando lungo la sua scia, su un’ampia porzione di territorio, anche oltre 10 centimetri di ghiaccio al suolo. Si tratta di chicchi di medie dimensioni, che hanno provocato qualche danno agli autoveicoli, oltre a quelli arrecati all’agricoltura e alla vegetazione di primavera.
Questi fenomeni meteo non sono così anomali come si pensa: una grandinata estiva o di fine primavera è abbastanza frequente su queste aree e si verifica più o meno ogni anno. Questa volta, però, l’anomalia è stata l’estensione del fenomeno, che ha investito un’amplissima fascia – oltre 100 chilometri – una striscia che potremmo definire a sud delle Prealpi, verso la Brianza, con chicchi abbondanti e fittissimi. Una dinamica raccontata nei giorni scorsi anche dalla cronaca delle prime grandinate giganti al Nord Italia.


Quando i contrasti termici sono determinanti
Siamo già in quella stagione in cui non solo possono avvenire grandinate abbondanti, ma anche chicchi di grosse dimensioni. Questo accade soprattutto quando cominciano a salire le temperature: a quel punto si creano fortissimi contrasti termici e la grandine che cade può essere di medie e grosse dimensioni, superando perfino i 5 centimetri di diametro. Non solo danni alle auto, dunque, ma pure ai tetti e agli impianti di energia solare, ormai sempre più diffusi soprattutto nel nord Italia, e ovviamente in agricoltura. Una dinamica analizzata anche in questo approfondimento sui rischi di grandine grossa nei prossimi mesi.
La grandine può cadere ancor più voluminosa, e di questo abbiamo dato notizia più volte: ci sono state grandinate, soprattutto qualche anno fa, che hanno raggiunto dimensioni smisurate. Per fortuna questi episodi sono abbastanza rari, anche se interessano parecchie volte il nord Italia. La Pianura Padana è un’area a estremo rischio, soprattutto a causa dei cambiamenti climatici, che provocano non solo un aumento della temperatura ma anche un incremento del tasso di umidità. Basta quindi anche il più piccolo sbuffo di aria fresca proveniente dall’Oceano Atlantico per portare precipitazioni abbondanti e grandinate, spesso associate alle Supercelle, ovvero sistemi temporaleschi che ruotano attorno a un minimo di bassa pressione locale e che si spostano sul territorio autorigenerandosi, traendo energia dal suolo caldo e umido. Sul tema, una recente analisi spiega perché le supercelle saranno sempre più frequenti e violente in futuro.
Peraltro la Pianura Padana ha pure il vantaggio – se così possiamo definirlo – di un suolo umido: anche se quest’anno è piovuto decisamente molto poco, ci sono laghi, canali, fiumi. L’acqua, insomma, da queste parti non manca, ed ecco perché si possono verificare con frequenza maggiore, rispetto al resto d’Italia, grandinate di grosse dimensioni.
Cosa fare quando il chicco di grandine diventa pericoloso
La domanda viene spontanea: che fare se ci si imbatte in un evento meteorologico di questa tipologia? Mediamente bisogna evitare di essere colpiti dai chicchi più grossi, perché questi possono procurare anche delle ferite. Qualche anno fa ci fu una grandinata in piena città a Milano e ci furono decine di feriti. Un’altra grandinata si ebbe nella provincia di Bologna e anche qui ci furono numerosi feriti, così come in altre province dell’Emilia-Romagna. Stessa storia, con persone ferite, in Abruzzo: parliamo di gente che si trovava magari all’esterno cercando di proteggere l’auto dai chicchi – una scelta tutt’altro che saggia. Bisogna mettersi al riparo, anche perché i chicchi cadono a una velocità veramente notevole, decisamente superiore ai 100 km/h. Il caso più eclatante, ancora oggi, resta quello con chicchi di 7 centimetri caduti su Milano ben prima dell’estate.
Questi chicchi di grandine si formano all’interno di nubi estremamente voluminose in altezza. Vengono sballottati dal vento ascensionale, cioè il vento che dal basso si porta verso l’alto, mentre l’umidità della nube si aggrega sui nuclei di ghiaccio, che diventano via via più spessi. Il chicco viene scagliato dall’alto verso il basso e di nuovo verso l’alto, accrescendo così le sue dimensioni. Ecco perché la grandine può diventare di grosse dimensioni, peraltro con forme a volte piuttosto curiose. L’importante è prevenire questo fenomeno mettendosi al riparo ed evitando di esporsi.
Questi temporali sono accompagnati anche da fulmini, e i fulmini possono rappresentare un vero pericolo per le persone: in caso di eventi meteo di questa natura, dunque, è meglio mettersi al sicuro. Chi si trova in auto deve poi affrontare un secondo problema: dove portare l’autoveicolo per evitare che venga danneggiato. Vediamo molte scene impressionanti, con automobilisti che si affollano sotto le gallerie oppure nei distributori di carburante, magari sotto i tettucci. Insomma, ogni riparo è buono per evitare i grossi chicchi che cadono dal cielo.
Si può prevedere una grandinata di grosse dimensioni?
Ma la grandine di grosse dimensioni è prevedibile? Sì, si prova a fare delle stime di possibilità che questi eventi si verifichino. Più che altro non si può conoscere la località precisa che ne sarà colpita, anche se sappiamo quali sono le aree maggiormente soggette a questi fenomeni. Con l’ausilio dei radar meteorologici è possibile stimare, conoscendo dove si stanno verificando le grandinate, i territori che potrebbero essere coinvolti nel brevissimo termine. Il fenomeno è quindi prevedibile, ma solo poco prima che si manifesti, con una certa affidabilità. In questo caso si può fare prevenzione, mettendosi al riparo e non di certo restando all’aperto, magari per cercare di proteggere come dicevamo l’auto dai chicchi.
Per difendere l’auto dalla grandine esistono numerosi sistemi che troverete su internet: alcuni non riescono a frenare le botte procurate da chicchi piuttosto robusti e voluminosi, ma comunque possono evitarvi i danni peggiori. Esistono poi le polizze auto specifiche per la grandine, e anche in questo caso dovete consultare bene le condizioni di assistenza che vengono poi applicate. Succede che in alcune annate le grandinate siano così frequenti da lasciare i carrozzieri specializzati nelle riparazioni oberati di lavoro: bisogna allora aspettare parecchio tempo prima di poter sistemare l’autoveicolo. Qualche anno fa si attese addirittura per mesi.
Un fenomeno sempre più diffuso anche sulle Isole Maggiori
La grandine, come abbiamo detto, può procurare danni anche ai tetti delle abitazioni – lo abbiamo visto in varie circostanze – e perfino alle pareti degli edifici, soprattutto se esposti al fortissimo vento del temporale. Insomma, la grandine è un fenomeno meteorologico molto avverso, che si presenta più frequentemente al nord Italia, ma sta diventando sempre più diffuso anche sul resto delle nostre regioni, persino sulle Isole Maggiori: in Sardegna e in Sicilia, e soprattutto sulla prima, che ne sta diventando vittima ben più spesso rispetto alla seconda, probabilmente perché più esposta a determinate correnti atmosferiche. Su questo cambio di rotta, segnaliamo anche l’analisi sui temporali sempre più violenti nel Mediterraneo.
Credit (METEOGIORNALE.IT)
- European Severe Storms Laboratory (ESSL)
- Munich Re – Severe hailstorms increasing most rapidly in Europe
- Nature Geoscience – Battaglioli et al., 2026: Contrasting trends in very large hail events
- Atmospheric Science Letters (Wiley) – Faranda et al., May 2025 hailstorm and climate change
- Future changes in severe hail across Europe (Nature Communications, 2025)