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10 giorni e scatta l’Estate 2026: il caldo rovente è già alle porte

I modelli matematici europeo e americano segnalano un'invasione di aria calda africana verso il 25 maggio. Un'anticipazione anomala in un 2026 che si preannuncia tra i più torridi, con El Niño pronto a sconvolgere autunno e inverno.

Federico De Michelis di Federico De Michelis
12 Mag 2026 - 18:19
in A La notizia del giorno, A Scelta dalla Redazione, Alla Prima Pagina Meteo, Meteo News, Zoom
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Mancano solo 10 giorni all’Estate 2026: arriva subito il caldo rovente

Perché scrivo di meteo a lungo termine

(METEOGIORNALE.IT) Vi chiederete come mai scrivo così spesso articoli dedicati al meteo del lungo termine e, in aggiunta, anche di natura climatica. In tutto questo c’è un motivo ben preciso: buona parte di voi, che leggete queste pagine, ha la possibilità di consultare delle proiezioni meteorologiche attraverso le varie applicazioni e i siti meteo che indicano il meteo locale; quindi, in una visione d’insieme, avete già un’idea del tempo che potrebbe fare.

Però, allo stesso tempo, notate che quelle previsioni spesso cambiano; si verificano inoltre fenomeni atmosferici tutto attorno, o anche nella località dove vivete o lavorate, che non erano stati previsti oppure che presentano una certa anomalia. Lo scopo di questo sito web è capire il perché della meteorologia, e lo è stato da sempre, da oltre 25 anni. Quindi proseguiamo su questa linea, e la mia attenzione è rivolta soprattutto ai modelli matematici, perché sono la fonte scientifica che ci permette di tracciare le linee di tendenza.

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Estate già a fine maggio: l’invasione africana si avvicina

Il punto fondamentale di questa linea di tendenza riguarda le prossime due settimane e se avremo o meno l’arrivo del caldo rovente, tra le altre cose. E devo dire che quando i modelli matematici indicano caldo rovente nel lungo termine – e lo fanno in questo caso verso già il 25 maggio – c’è da preoccuparsi un po’, ma non allarmarsi. Non bisogna allarmarsi: stiamo solo facendo delle considerazioni, e l’allarmismo non serve a nessuno.

 

Il caldo ormai sappiamo che fa parte delle nostre stagioni estive, sappiamo che è molto intenso e che dobbiamo premunirci per quanto ciascuno di noi possa fare. Purtroppo, proteggersi dal caldo durante la stagione estiva comporta dei costi considerevoli; parliamo in questo caso della climatizzazione degli ambienti. In Italia questa forma di protezione si è fortemente diffusa, però bisogna riconoscere che ci sono persone che non possono permettersi l’utilizzo del climatizzatore, né tantomeno l’installazione, o ancora – se l’installazione è avvenuta – non riescono ad accenderlo perché costa parecchio.

Ci sono in merito – e non sono un venditore – impianti o pompe di calore con un consumo estremamente contenuto. Devo dire che personalmente, in una città piuttosto calda durante la stagione estiva e in un centro cittadino che soffre dell’isola di calore, tengo la climatizzazione accesa molte ore al giorno, addirittura fino a 24 ore, pagando una bolletta veramente contenuta: parlo di poche decine di euro al mese, grazie a strumenti di ottima classe energetica, superiore al livello A.

 

È importante quindi premunirsi contro queste condizioni atmosferiche estreme che ormai, sempre più spesso, già da giugno si palesano con ondate di calore furiose e temperature che diventano rapidamente insopportabili – e lo diventano proprio perché usciamo dal periodo primaverile. Se in questi giorni nella vostra località ci sono circa 20°C, il clima è estremamente favorevole: magari alcuni sentono il bisogno di un giacchino, altri invece escono in camicia o a maniche corte; tutto dipende dal sole e dalla ventilazione presente, visto che non tutti percepiamo la temperatura allo stesso modo. E poi c’è anche la percezione termica legata ai fattori meteorologici e climatici.

Però, in questo contesto, quello che voglio sottolineare è che l’arrivo di un caldo improvviso, violento e furioso accentua sensibilmente la sensazione di calore. Se, per esempio, ci ritrovassimo a passare dai 20-22°C di questo periodo ai 35°C improvvisi dei primi di giugno, scatterà la stagione del gran caldo, e gradualmente il calore si insinuerà nelle nostre abitazioni e nei luoghi di lavoro. Avremo necessità di trovare refrigerio, faremo il cambio d’armadio, insomma ci adatteremo al nuovo clima – all’estate che arriva, e che arriva di botto.

 

Nord e Sud: due modi diversi di sentire il caldo

Mediamente, nelle regioni settentrionali, negli ultimi anni si sono verificate precipitazioni – giornate di piogge e temporali – che hanno ridotto la calura, specialmente in concomitanza di questi fenomeni, abbassando così la soglia di percezione del caldo. Nelle altre regioni, invece, la sensazione di calore può essere attenuata soprattutto lungo le coste, dove soffieranno le correnti dal mare ancora abbastanza fresco – nonostante le temperature superficiali mostrino già valori superiori alla norma climatica. Il caldo si sentirà meno che nel Nord Italia, dove il mare c’è praticamente solo in alcune aree, la brezza non si fa sentire e il caldo – senza temporali – diventa particolarmente insidioso, superando addirittura le temperature di molte zone del Sud Italia. A farne le spese sono soprattutto le grandi città del Nord Italia.

Per questo motivo sarebbe davvero importante che ci siano le piogge che dovrebbero verificarsi nel periodo primaverile – quest’anno particolarmente latitanti – e che proseguano anche a giugno, cosa che rientra nella media climatica. Sulle regioni del Nord Italia, a giugno, le precipitazioni sono spesso ancora abbondanti; e la media climatica prevede, specialmente a nord del Po, piogge abbondanti anche a luglio e agosto, pur con il caldo e l’afa che finiscono per prevalere in pianura.

Perciò, l’arrivo di un caldo così precoce fa sentire davvero una grande pressione. Il fatto che la stagione estiva possa durare molto più a lungo rispetto alla media è argomento di cui parliamo da tempo: la stagione estiva non ha più una durata di tre mesi, ma in alcune annate si allunga addirittura a cinque mesi, ovvero quasi metà dell’anno trascorsa in piena estate. A volte una parte di quella stagione è abbastanza piacevole dal punto di vista termico, ma non è sempre così.

 

Man mano che passano i mesi – specialmente da luglio in poi – impenna notevolmente anche il tasso di umidità. I mari si riscaldano considerevolmente, specie quando si insediano quegli anticicloni di blocco di natura africana, con quel fenomeno atmosferico che comprime l’aria negli strati bassi. Le temperature salgono sensibilmente, i mari diventano molto caldi, c’è una forte evaporazione e l’umidità finisce in atmosfera. Quando poi arriva la brezza, questa porta aria umida e il refrigerio si riduce sensibilmente, sino ad attenuarsi nel cuore della stagione estiva perché il mare è diventato troppo caldo. Questo è un fatto che viviamo ormai da molti anni: dal 2015 in poi non facciamo altro che attraversare stagioni estive molto fastidiose, al punto che tantissime persone ci scrivono – anche sui social network – chiedendo quando arriverà il fresco.

Quel refrigerio che poi arriva non è altro che temperature in linea con quella che era la media climatica di un tempo. Pensate un po’ a quanto è cambiato il clima, quanto sono cambiate le stagioni. Parlo di questo mentre siamo ancora in primavera, ancora a metà mese, eppure mancano ormai poco più di dieci giorni a quel fenomeno atmosferico prospettato dai principali modelli matematici – quello europeo e quello americano – che indicano un’invasione di masse d’aria calda provenienti dall’Africa. Non si parla di un’ondata di calore di quelle terrificanti, ma di un’ondata che comincia a darci fastidio – e soprattutto lo fa in modo molto precoce. Dà fastidio soprattutto, come ho già detto, perché la viviamo subito dopo una fase tutto sommato abbastanza fresca o di clima piacevole: non abbiamo nemmeno quel graduale cambio di stagione che ci avrebbe accompagnato verso il caldo estivo. Ci ritroviamo sostanzialmente di botto nella cosiddetta sauna della stagione estiva. Ed è per questo motivo che molti tendono ormai a odiare la stagione estiva.

 

Proiezioni stagionali: Estate 2026 già bollente nelle tendenze

Le proiezioni stagionali ci dicono che farà molto caldo durante la stagione 2026. Sostanzialmente non ci saranno nemmeno le classiche giornate con temporali che nel Nord Italia di frequente portano sollievo. I fenomeni temporaleschi potrebbero essere meno frequenti rispetto alla media, secondo queste tendenze, che possono tuttavia ancora cambiare e proporci un’evoluzione meno sfavorevole. Siamo qui per capire che cosa potrebbe succedere, ma comprenderete che quando parliamo di proiezioni stagionali si tratta di ipotesi basate su modelli stagionali, ovvero tendenze climatiche di anomalia sperimentale: non sono previsioni puntuali, cioè non vi dicono quale tempo atmosferico farà in questa o quella località.

In poche parole, il fatto che l’estate possa arrivare intorno al 25 maggio è fastidioso perché anomalo, e stiamo vivendo ormai da mesi anomalie climatiche costanti che non sembrano voler terminare – anzi, sembrano accentuarsi. E poi c’è El Niño, che durante quest’estate farà la sua comparsa con una forza, si dice, incredibile. Anche se in Europa e in Italia le conseguenze sono indirette, ci saranno. Questo potrebbe poi sconvolgere le condizioni meteorologiche dell’autunno e della stagione invernale.

 

Parliamo, in definitiva, di una situazione meteorologica – che è il nostro lavoro monitorare – costantemente sempre più anomala rispetto al passato. È consigliabile, pertanto, premunirsi di fronte ai Cambiamenti Climatici.

 

Peraltro, abbiamo parlato oggi di un articolo che evidenzia come il Riscaldamento Globale non sia indotto solo dalle attività umane: le attività umane generano un aumento della temperatura che porta a ulteriori conseguenze. Abbiamo visto, ad esempio, che gli oceani emettono grandi quantità di metano, che accelerano il riscaldamento e creano maggiori ripercussioni sul clima terrestre. Del resto, oltre il 70% del nostro pianeta è costituito da mare, perciò le conseguenze appena scoperte cambiano probabilmente anche le previsioni, e i modelli matematici saranno tarati tenendo conto di queste novità individuate dalla scienza – una scienza che non si ferma mai e propone continuamente nuovi elementi. Noi cerchiamo di portarvi queste informazioni con un linguaggio il più semplice possibile. So che a volte può risultare forse un po’ noioso, spero di no, però.

 

Credit (METEOGIORNALE.IT)

  • ECMWF – El Niño 2026: How confident should we be in the seasonal forecast? (2026)
  • NOAA Climate Prediction Center – ENSO Diagnostic Discussion (2026)
  • WMO – Earth’s climate swings increasingly out of balance (marzo 2026)
  • Copernicus Climate Change Service / ECMWF – European State of the Climate 2025 (2026)
  • ScienceDaily / University of Rochester – Scientists discover hidden ocean methane source (aprile 2026)
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Federico De Michelis

Federico De Michelis

Libero professionista nel campo dei dati meteo e dell’Osservazione della Terra. Laurea in Ingegneria Spaziale (Brunel University London). Formazione avanzata in meteorologia in Europa e in Canada, con approfondimenti su modellistica numerica, telerilevamento e analisi dei dati ambientali. Cosa faccio Previsione operativa e analisi per settori meteo-sensibili (energia, outdoor, eventi, turismo) Interpretazione di prodotti satellitari e di modelli (EO/remote sensing) Assessment dei rischi meteo-climatici e reportistica Divulgazione e supporto a media e progetti educativi/R&D Lavoro all’intersezione tra scienza, tecnologia e decisioni concrete, con attenzione a qualità dei dati e comunicazione chiara. La meteorologia è la mia passione fin da bambino; dopo un anno di liceo all’estero mi sono trasferito a Londra dove ho conseguito la laurea alla Brunel University London.

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