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Stop al freddo: dal 21 Maggio scatta la fiammata africana. Ecco dove l’Estate anticiperà tutti

Meccanismo di un’anomalia: perché il Sahara ha deciso di espandersi verso l’Italia

Angelo Ruggieri di Angelo Ruggieri
12 Mag 2026 - 18:00
in A La notizia del giorno, Alla Prima Pagina Meteo, Meteo News
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Dopo giorni vissuti sotto lo ‘schiaffo‘ di correnti polari e un’instabilità che sembrava non voler concedere tregua, il panorama meteo italiano si appresta a vivere quello che potrebbe essere il cambiamento più significativo di questa primavera 2026. Gli ultimi aggiornamenti dell’autorevole modello europeo ECMWF, stanno iniziando a convergere verso un unico scenario dominante: il risveglio del grande ‘gigante africano‘.

 

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(METEOGIORNALE.IT) A partire da Giovedì 21 Maggio, l’ultima decade del mese potrebbe infatti essere segnata dall’arrivo del primo, vero anticiclone sub-tropicale della stagione, capace di stravolgere temperature e abitudini quotidiane nel giro di pochissime ore. Questo cambiamento non sarà ‘figlio’ del caso, ma sarà il risultato di una profonda riorganizzazione delle masse d’aria su scala continentale.

 

Mentre per diversi giorni l’alta pressione è rimasta confinata a latitudini settentrionali, lasciando l’Italia scoperta e vulnerabile alle discese di aria fredda, da metà della prossima settimana assisteremo a una ‘pulsazione‘ verso nord della cella di Hadley. In termini più semplici, la bolla di calore che solitamente staziona sopra il Sahara inizierà a espandersi verso il Mediterraneo centrale, agendo come una sorta di coperchio che schiaccerà le nubi e inibirà i temporali che ci hanno accompagnato finora.

 

Il passaggio da Giovedì 21 Maggio rappresenterà il momento della svolta. Sebbene le prime avvisaglie si avvertiranno già nei giorni precedenti, sarà proprio tra giovedì e venerdì che il promontorio nordafricano prenderà pieno possesso della nostra Penisola. Il sole tornerà a dominare la scena in modo incontrastato, ma sarà l’aspetto termico a destare maggiore scalpore e preoccupazione.

 

La massa d’aria calda in risalita dal Nord Africa, sorvolando il Mediterraneo, subirà un processo di riscaldamento per compressione, portando le temperature a schizzare rapidamente verso l’alto. Le pianure del Nord Italia, le valli interne del Centro e le zone pianeggianti del Sud potrebbero vedere i primi 30°C ed oltre della stagione, valori che fino a pochi giorni fa sembravano un miraggio lontano.

 

Ovviamente, il ritorno così repentino del caldo africano non è privo di conseguenze sul piano fisico e ambientale. Il terreno, reso saturo dalle abbondanti piogge delle settimane precedenti, reagirà all’aumento delle temperature con un sensibile aumento dell’umidità relativa nei bassi strati.

 

Questo significa che, nonostante il ritorno del sole, la sensazione di afa potrebbe fare la sua comparsa, specialmente nelle aree urbane e nelle zone costiere dove la brezza marina faticherà a mitigare il calore in arrivo. Sarà un assaggio d’estate autentico, capace di far dimenticare in un istante giacconi e ombrelli che sono stati nostri compagni inseparabili per diverse settimane.

 

Per ciò che concerne gli ultimi giorni del mese, la domanda che sorge spontanea è se questa fiammata africana sarà solo un episodio isolato o l’inizio di un dominio duraturo. La stabilità portata dall’anticiclone nordafricano tende spesso a essere resiliente, ma in un’annata così dinamica, il braccio di ferro con le correnti atlantiche potrebbe restare aperto. Per ora, i segnali indicano che l’ultima decade di maggio vorrà riprendersi con gli interessi tutto il caldo mancato finora. (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: Anticiclone africanoanticiclone nord africanoanticiclone subtropicaleaumento delle temperaturecaldo maggiofiammata africanaondata di caldo
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Angelo Ruggieri

Angelo Ruggieri

Angelo Ruggieri ha acquisito la certificazione di Tecnico Meteorologo Dekra nel 2019 e nel 2020 è entrato a far parte di AMPRO (Associazione Meteo Professionisti) in qualità di Meteorologo. Si occupa di previsioni meteorologiche da oltre 25 anni. Ha redatto rapporti di eventi e studi climatologici sul proprio territorio regionale. Si occupa saltuariamente di presentazione di previsioni meteorologiche all'interno di rubriche televisive. Ha pubblicato nel 2017 un'opera dal titolo "La neve a Lanciano dal 1836 al 2016". Pubblica quotidianamente previsioni ed analisi meteorologiche su diversi siti meteo. Ha diverse specializzazioni conseguite negli anni in: 'Meteorologia di base', 'Meteorologia avanzata', 'Meteorologia in mare' presso il Centro Epson Meteo.

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