
(METEOGIORNALE.IT) Le condizioni meteo sono cambiate. Dopo un fine settimana decisamente molto mite, sono arrivati i primi temporali domenica al nord e, nel corso della nottata e verso Lunedì, si sono estesi al Triveneto, all’Emilia-Romagna e ad alcune aree del centro. È solo l’anticipo di una nuova irruzione fredda, che nelle prossime ore raggiungerà l’apice della sua intensità. Non a caso, vivrà la fase più acuta nel lasso di tempo compreso tra le giornate di Mercoledì 22 e Giovedì 23. Una fase fredda toccata e fuga, insomma, ma comunque piuttosto interessante.
Il protagonista assoluto di questo marcato peggioramento sarà il vento di Bora, le cui correnti fredde inizieranno a farsi sentire con insistenza dapprima sulle regioni settentrionali, per poi scivolare rapidamente lungo tutto il versante adriatico – tradizionalmente le zone più esposte a questo tipo di venti. Analizziamo la questione attraverso il modello GFS. Nello specifico, intorno ai 1.500 metri di altitudine, le temperature subiranno un vero e proprio crollo, anche di una decina di gradi rispetto al caldo del weekend.

A titolo di esempio, l’isoterma di 0°C si posizionerà esattamente sulla verticale della Valle Padana già dalle primissime ore della mattinata di Mercoledì. Nonostante questa decisa flessione in quota, al livello del suolo non assisteremo a un crollo termico drammatico: le temperature minime si assesteranno in media intorno ai 9°C, mentre le massime riusciranno ancora a toccare valori compresi tra i 15°C e i 16°C. Salendo di quota, invece, le temperature saranno quasi invernali, soprattutto in montagna. Qualcosa di positivo, visto il caldo anomalo dei giorni scorsi.
Ma quanto durerà?
Decisamente poco. Questo perché il nucleo di aria fredda continuerà successivamente il suo moto verso il meridione. Come certificato dalle mappe e dalle elaborazioni grafiche di ECMWF e GFS, nel corso della notte su Giovedì 23 ci sarà l’apice assoluto del freddo sulle zone adriatiche.
Di conseguenza, la giornata di Giovedì si rivelerà decisamente turbolenta in queste aree e in alcune zone del sud, dove si scateneranno rovesci un po’ a macchia di leopardo, con locali temporali anche di una certa intensità. I territori maggiormente colpiti dall’instabilità saranno il basso Abruzzo, il Molise, la Lucania e i settori settentrionali della Puglia.
Questo repentino abbassamento delle temperature favorirà inoltre il ritorno della neve sull’Appennino centro-meridionale, con precipitazioni nevose che imbiancheranno le cime a partire dai 1.200-1.500 metri di quota. Ricordiamo però che in caso di piogge e temporali da rovesciamento, la neve potrà scendere anche molto più in basso – fino a 700-800 metri, anche se sarà davvero una toccata e fuga spettacolare.

La sua conclusione
Questa improvvisa parentesi dal sapore tardo invernale è destinata a esaurirsi nel giro di poco tempo. Già a partire dalla giornata di Venerdì 24 prepariamoci a un deciso aumento delle temperature: questo freddo sarà un vero e proprio ricordo. Arriverà infatti un nuovo potente anticiclone che dovrebbe condizionare positivamente il meteo del ponte del 25 Aprile e che, a più riprese, potrebbe portare bel tempo fino ai primi di Maggio.

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