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Prima il freddo e poi il caldo africano, cosa succede da qui a fine aprile

Saliscendi delle temperature con nuova fase più fredda nella prossima settimana, poi impennata termica

Mauro Meloni di Mauro Meloni
14 Apr 2026 - 19:30
in A Scelta dalla Redazione, Ad Premiere, Meteo News
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I bruschi sbalzi di aprile non sono affatto conclusi
Italia nel mirino di correnti fredde, poi di una vampata africana

(METEOGIORNALE.IT) Non c’è pace in questo mese di aprile, che ci pone dinanzi ad un meteo ancora bizzarro, se non folle, per effetto delle repentine variazioni termiche. Chi sperava in una primavera tranquilla, fatta di sole tiepido e giornate stabili, deve fare i conti con una realtà decisamente più movimentata. In effetti, stiamo vivendo una vera e propria altalena meteorologica, un’imprevedibilità che, diciamolo, spiazza un po’ tutti.

 

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Attualmente, l’Italia è ancora sotto scacco. Un ostinato ciclone mediterraneo continua a dettare legge, portando piogge, venti a tratti sostenuti e temperature percepite fresche laddove il soleggiamento è poco presente. Ma non abituiamoci troppo a questo grigiore, perché la situazione sta per evolvere rapidamente, anche se non sarà un passaggio così rapido verso la stabilità incontrastata.

 

Verso miglioramento, dopo la parentesi capricciosa per il vortice mediterraneo

Nei prossimi giorni assisteremo a un parziale cambiamento. L’anticiclone, finora timido e confinato sull’Europa occidentale, proverà a allungare le sue propaggini verso il Mar Mediterraneo centrale. Questo si tradurrà in un progressivo miglioramento delle condizioni atmosferiche su buona parte della Penisola, a partire dal Nord. Le nubi si diraderanno, lasciando spazio a schiarite via via più ampie, e le temperature inizieranno a risalire per effetto del soleggiamento.

 

Questo intermezzo più stabile prenderà il sopravvento da Venerdì 17 e ci accompagnerà, con buona probabilità, per qualche giorno, garantendo un weekend, quello del 18, 19 aprile, decisamente più gradevole rispetto a questi giorni, con il sole che sarà abbastanza dominante. Il vortice ciclonico finalmente sarà sconfitto ed evolverà sul Mediterraneo Orientale, in colmamento. Chi ha in mente gite fuori porta o brevi vacanze potrebbe essere fortunato, a patto di monitorare sempre gli aggiornamenti locali, specialmente sulle zone montuose dove qualche disturbo pomeridiano potrebbe ancora manifestarsi. Non mancheranno insomma degli acquazzoni e per Domenica 19 le insidie instabili potrebbero peraltro un pochino crescere a causa dei primi contributi di correnti fredde in quota in arrivo da est.

 

Ritorno del freddo la prossima settimana, proprio quando meno ce lo si aspetta

Il contesto sarà tutto sommato godibile, anche tenendo conto del fatto che le carte meteorologiche per la settimana prossima mostrano uno scenario ben diverso. Ed è proprio qui che l’aprile folle darà il meglio di sé, o il peggio, a seconda dei punti di vista. Non faremo in tempo a rimettere i vestiti pesanti nell’armadio che dovremo correre a riprenderli. Le proiezioni sono quasi unanimi: una nuova incursione di aria fredda è pronta a partire dall’Europa Nord-Orientale e minaccia di investire la nostra Penisola, specie le regioni adriatiche.

 

Non parliamo di un semplice spiffero fresco, ma di una vera e propria sciabolata d’aria d’origine artica che, seguendo un moto retrogrado, punterà dritta verso l’Italia. Questa dinamica provocherà un crollo verticale delle temperature, un calo termico che potrebbe essere dell’ordine di 8-10°C rispetto ai valori del weekend precedente, almeno su alcune regioni. Tra l’altro quest’irruzione fredda potrebbe facilmente agevolarsi lo scavarsi di un nuovo vortice depressionario, con tempo di nuovo diffusamente instabile.

 

La colonnina di mercurio potrebbe portarsi sotto la media, anche se forse è eccessivo parlare di colpo di coda dell’inverno. La sensazione di freddo ci sarà e risulterà accentuata dai venti che soffieranno intensi dai quadranti settentrionali, con la tramontana e il grecale che faranno abbassare drasticamente la percezione termica. E non finirà qui. L’interazione tra l’aria gelida e le acque ancora relativamente calde del Mar Mediterraneo innescherà una nuova fase di forte instabilità.

 

Rischio neve in montagna, ma poi di colpo tornerà l’anticiclone africano entro fine mese

Torneranno le piogge, i temporali, anche accompagnati da grandinate, e la neve farà la sua comparsa sui rilievi a quote insolitamente basse per il periodo. Sull’Appennino Centrale i fiocchi potrebbero scendere persino sotto i 1500 metri, imbiancando le vette proprio mentre ci avviamo verso la primavera ormai inoltrata. È una bizzarria meteorologica che destabilizza non solo i nostri piani, ma anche la natura stessa. L’agricoltura trema di fronte al rischio di gelate tardive, un pericolo concreto che potrebbe persino manifestarsi a bassa quota subito dopo l’irruzione fredda.

 

Gli sbalzi sono però all’ordine del giorno e come ogni primavera che si rispetti, il colpo di scena è sempre dietro l’angolo. Quando sembrerà che il freddo possa mantenersi protagonisti, ecco profilarsi all’orizzonte un cambiamento radicale, quasi violento nella sua rapidità. Proprio negli ultimi giorni di aprile, probabilmente subito dopo il Ponte del 25 aprile, i modelli matematici ipotizzano una svolta eclatante. L’anticiclone africano, quella potente figura barica che solitamente ci visita in piena estate, potrebbe decidere di puntare prepotentemente verso nord.

 

Se fossero confermate queste proiezioni, il freddo di qualche giorno prima sarebbe spazzato via in men che non si dica. I flussi d’aria calda, provenienti direttamente dal deserto del Sahara, investirà l’Italia, con particolare foga sulle regioni meridionali e sulle due Isole maggiori, Sicilia e Sardegna. È lì che l’estate farà la sua prima, prepotente apparizione. Le temperature schizzeranno verso l’alto, ben oltre le medie stagionali, raggiungendo e superando tranquillamente la soglia dei 30°C. In alcune zone interne della Sicilia, forse si toccheranno punte anche superiori, sfiorando valori quasi record per il periodo, specie sulle aree sottovento rispetto ai venti sciroccali.

 

Non tutta Italia avvolta dal caldo africano

L’Italia potrebbe però trovarsi spaccata in due. Anche le regioni del Centro vedranno un deciso riscaldamento, con valori spesso attorno ai 25-27°C, mentre il Nord potrebbe rimanere più ai margini, forse lambito da correnti più umide e meno calde provenienti dall’Atlantico, ma comunque con temperature miti e gradevoli. Un ribaltone termico pazzesco in meno di una settimana. Passare dal maglione di lana al costume da bagno nel giro di pochi giorni, questa è la primavera italiana moderna.

 

Inutile cercare regolarità, non ce n’è. L’atmosfera è inquieta, e noi con lei, costretti a rincorrere previsioni che cambiano con una velocità impressionante. Diciamolo, è affascinante e al tempo stesso faticoso. Ma tant’è. Preparatevi a tutto, perché questo fine aprile promette di essere memorabile, nel bene e nel male.

 

Questi scenari li abbiamo già visti. Le temperature registrate nella scorsa settimana sull’Italia, con punte che hanno localmente sfiorato o superato i 30°C, non avevano nulla di normale per il periodo. Erano valori folli, frutto dell’ennesima, asfissiante fiammata dell’anticiclone africano fuori stagione, alimentata da un contesto di Riscaldamento Globale che, inutile girarci intorno, sta rendendo queste anomalie sempre più frequenti e intense. Tutto questo è ormai sempre più tipico del meteo anche in nel cuore della primavera.

 

Questo articolo è redatto da parte dell’autore, tenendo conto dei più recenti aggiornamenti degli autorevoli modelli proposti da ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts) ed il Global Forecast System (GFS), interpretati per le previsioni e l’evoluzione meteo. (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: Anticiclone africanoaprile follecaldo africanociclone mediterraneofreddo artico
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Mauro Meloni

Passione innata per la meteorologia, fin da piccolissimo, con particolare predilezione per la neve ed i fenomeni estremi. In campo da oltre vent’anni, con esperienza maturata a partire dal 2002 attraverso la collaborazione costante su Meteo Giornale e diversi altri portali di meteo e scienza. Esperto nella comunicazione digitale, attualmente mi occupo di redazione contenuti, grafica e supporto nella gestione della linea editoriale

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