
(METEOGIORNALE.IT) Le aree maggiormente esposte saranno la Liguria e la Toscana, dove le raffiche di Grecale potranno raggiungere velocità di 50 km/h, mentre lungo il medio e alto Adriatico la Bora si farà sentire con forza ancora maggiore, con picchi superiori ai 70 km/h.
L’effetto di queste correnti si estenderà progressivamente verso il Centro-Sud, determinando un calo generalizzato delle temperature, amplificato dalla forte ventilazione che intensificherà la percezione del freddo attraverso il fenomeno del windchill.
Questo effetto, dovuto all’azione del vento sulla pelle, può ridurre sensibilmente la temperatura percepita, con un abbassamento di circa 3°C ogni 10 km/h di velocità del vento, rendendo il clima ancora più rigido di quanto suggerito dalle misurazioni termometriche.
Quando la Bora e il Grecale si incontrano, il quadro meteorologico italiano può subire un drastico peggioramento, con ripercussioni che vanno ben oltre il semplice abbassamento delle temperature.
Entrambi provenienti da nord-est, questi venti trasportano masse d’aria gelida che possono trasformare le condizioni atmosferiche in maniera repentina. La Bora, tipica dell’Adriatico settentrionale, è nota per la sua potenza e per la capacità di soffiare raffiche violente che possono superare anche i 100 km/h in alcune circostanze.
Il Grecale, anch’esso proveniente da nord-est, è un vento freddo che interessa il versante tirrenico e adriatico, contribuendo a inasprire le condizioni meteorologiche quando si combina con la Bora. Il loro incontro può amplificare l’intensità del vento, generando tempeste improvvise, mareggiate lungo le coste e un raffreddamento drastico dell’atmosfera.
Gli effetti di questa situazione possono risultare particolarmente evidenti nelle regioni costiere e nelle aree più esposte alle raffiche, dove l’impatto del vento può causare danni a edifici, infrastrutture e vegetazione.
La forza combinata di Bora e Grecale è in grado di generare onde alte e condizioni marine proibitive, con ripercussioni sul traffico marittimo e sulle attività portuali. Gli episodi storici legati a questi venti testimoniano la loro potenza distruttiva: nel febbraio del 2012, ad esempio, la Bora ha raggiunto velocità impressionanti di 150 km/h a Senj, lungo la costa adriatica, provocando il congelamento del mare e onde alte fino a sette metri.
In casi estremi, l’effetto del gelo può diventare talmente intenso da causare il parziale congelamento delle acque dell’Adriatico, come accaduto nel 1956 e nel 1963 in alcune località della costa croata.
Alcune città costiere hanno da tempo adottato strategie per fronteggiare la furia di questi venti. In città come Trieste, famosa per essere esposta alla Bora, sono state installate corde e catene lungo le strade per permettere ai pedoni di camminare senza essere spazzati via dalle raffiche.
Le costruzioni nelle zone più ventose vengono progettate con tetti rinforzati e materiali resistenti per minimizzare i danni causati dalla pressione del vento. I sistemi di allerta meteo svolgono un ruolo cruciale nel preparare la popolazione a eventi estremi, fornendo aggiornamenti tempestivi e permettendo alle autorità di adottare misure di sicurezza adeguate.
Questa fase di maltempo, tuttavia, non durerà a lungo. A partire da venerdì 21 marzo, la circolazione atmosferica subirà un nuovo cambiamento con la rotazione delle correnti dai quadranti meridionali.
L’arrivo dello Scirocco porterà un deciso aumento delle temperature su gran parte del Paese, segnando una svolta rispetto al freddo intenso dei giorni precedenti.
Questo cambiamento sarà il preludio a una nuova fase meteorologica, caratterizzata da un peggioramento atteso nel corso del fine settimana, quando le condizioni atmosferiche potrebbero tornare a farsi instabili con nuove perturbazioni in arrivo. (METEOGIORNALE.IT)
