
(METEOGIORNALE.IT) Ancora una volta stiamo parlando di pattern meteo bloccati. Ma che cosa indichiamo con questo termine? Semplicemente una sorta di condizioni del tempo piuttosto ripetitive, le quali continuano a propinarsi Nel corso delle settimane. Anche se nel nostro orto il tempo è piuttosto variabile, non dobbiamo dimenticarci che manca un vero e proprio come un denominatore. Il Flusso Atlantico.
Cosa sta succedendo
In questa specifica fase, l’anticiclone mantiene i suoi massimi di pressione posizionati in modo anomalo tra l’Europa occidentale e l’Oceano Atlantico. Questa imponente barriera non fa piovere alcunché negli Stati occidentali, ma lascia l’Italia esposta sul suo margine orientale.
È proprio lungo questo corridoio periferico che riescono a scivolare e a infiltrarsi correnti decisamente più fresche provenienti dai quadranti settentrionali. Ed è quello che sta accadendo oramai da diverso tempo. Continue irruzioni da Est e Nord-Est, le quali non portano certo precipitazioni diffuse, rapide e violente. E questo non è un bene.

Fino ai primi di maggio è sempre così
Nel corso dei prossimi giorni e spingendoci fino ai primi di maggio, questa configurazione di blocco dovrebbe continuare a persistere. E ribadiamo che non è affatto una bella cosa. All’atto pratico, ciò si tradurrà in una continua alternanza del tipo di tempo.
Vivremo parentesi più asciutte e piacevolmente soleggiate, favorite da temporanei e fragili rinforzi dell’alta pressione, ma poi arriverà improvviso forte maltempo. Anche con rischio nubifragi e grandinate. Purtroppo questo non è granché positivo per la situazione in esame.
In linea di principio, sarebbe un tipo di pattern meteorologico di stampo estivo. È vero che non ci sono temperature di caldo infernale, ma è anche vero che, sempre a livello europeo, la stagione dove manca di più il Flusso Atlantico è proprio quella estiva.


Ci sarà una svolta?
La risposta è sì, il problema è capire quando. Diamo un’occhiata alle mappe meteorologiche del modello europeo ECMWF, uno dei massimi mondiali per quanto riguarda le tendenze a medio e lungo termine. Se ci focalizziamo sulla finestra temporale attorno al l’8-15 maggio notiamo qualche novità importante. Sarebbe una finestra dove si comincerebbero a vedere i primi segnali di cambiamento. Se da un lato bisogna ancora aspettare molto tempo, da quell’altro le probabilità stanno aumentando.
Che cosa comporterebbe? La solida struttura di alta pressione potrebbe perdere finalmente un po’ di vigore e successivamente iniziare ad arretrare in modo significativo verso latitudini diverse. In questo caso oceaniche. O comunque del Nord Africa occidentale.
Questo ritiro aprirebbe letteralmente la porta a un ritorno deciso e imponente delle umide correnti atlantiche verso il Bacino del Mediterraneo. Queste sì che sarebbero davvero benefiche! Stiamo parlando di piogge più democratiche, durature e soprattutto meno violente.
Non dobbiamo avere già adesso paura Ogni volta che piove! I mostri grandinigeni del 19/20 aprile, che hanno imperversato in più posti nella Valle Padana, sono assolutamente anomali. Un tempo capitavano di rado anche nel cuore dell’estate. E ora ce li troviamo addirittura a fine aprile. C’è davvero qualcosa che non torna nel nostro clima odierno.

Cosa emerge dalle proiezioni
Entrando nel dettaglio delle proiezioni elaborate dal modello europeo (ECMWF), finalmente potrebbero tornare piogge a larga scala, con meno violenza e maggiore diffusione. Le precipitazioni tornerebbero a bagnare, anche se non con l’intensità dell’inverno, la Spagna, la Francia, gran parte dell’Europa occidentale e il Mediterraneo occidentale. Ovviamente, in questo rinnovato assetto sinottico, anche l’Italia verrebbe coinvolta in maniera molto più diretta.
Così facendo, potremmo andar incontro a precipitazioni abbondanti e diffuse, localmente superiori alla norma stagionale del periodo. Questo sarebbe un grosso sollievo, anche perché le precipitazioni violente non fanno un granché bene alla terra Se vogliamo arrivare con scorte idriche nel periodo estivo. Tutt’altro!
I nubifragi sono acque dilavanti, che non penetra nel terreno se non in particolari condizioni. Una buona fetta di acqua se ne va via e quindi viene persa. Giova ricordare un’ultima cosa prima di concludere questo nostro nuovo articolo. Trattandosi di una tendenza meteo a medio-lungo termine, queste proiezioni andranno ovviamente confermate dai prossimi aggiornamenti. Non possiamo dare ulteriori dettagli più precisi.

Credit:
L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE (METEOGIORNALE.IT)
