
(METEOGIORNALE.IT) Brutte notizie per quanto riguarda il meteo delle prossime due settimane. Si aprirà una ferita decisamente profonda sull’Italia. Ma che cosa vogliamo dire con questa nostra affermazione? Il tempo sarà letteralmente guastato per giorni.
Avremo una serie di affondi freddi da Est e Nord-Est. Questo di per sé non sarebbe un male, anche perché le precipitazioni servono in vista del periodo caldo. Il problema è che quest’anno, con largo anticipo, è iniziata la stagione della grandine grossa già appena dopo la metà di aprile.
E questo è un brutto, anzi un pessimo segnale. Da un lato viene l’ansia ai cittadini ogni volta che ci sono tanti fulmini. Da quell’altro è purtroppo solo l’inizio di una lunga stagione che Ci accompagnerà oramai fino alla fine di settembre.
Cosa succederà
Le ultime emissioni dei principali Centri di Calcolo internazionali (in particolare ECMWF e GFS, i nostri fari nel campo delle previsioni) sono particolarmente chiari. L’Italia, secondo gli ultimi modelli matematici, rischia di trovarsi in una sorta di complessa terra di nessuno.
Si chiama palude barica. Questo termine indicherebbe una situazione molto particolare, dove non ci sono né anticicloni né perturbazioni. Se fossimo nel periodo invernale non succederebbe praticamente nulla. Tante nubi qua e là, cieli grigi, qualche schiarita e qualche nebbia. Fine nel discorso. Ma siamo all’inizio della stagione calda e purtroppo questo indica solo una cosa. Elevata possibilità di fenomeni temporaleschi.
Facciamo un excursus
La primavera è, per sua stessa natura, una stagione di profonda transizione, un ponte tra il gelo invernale e la canicola estiva. L’atmosfera in questi mesi è molto irrequieta. Questo perché accadono diverse cose. L’emisfero settentrionale inizia a ricevere una maggiore quantità di radiazione solare, riscaldando progressivamente il suolo e le acque superficiali del Mar Mediterraneo.
Al contempo, però, le alte latitudini (come il Circolo Polare Artico e il comparto scandinavo) conservano ancora vasti bacini di aria gelida. È chiaro che, aumentando questi sbalzi, ne derivano le concrete possibilità delle prime fasi di caldo e degli ultimi rigurgiti freddi.
In termine meteo, si chiamano scambi meridiani. Si tratta di movimenti dell’aria che avvengono lungo i meridiani terrestri, ovvero da nord verso sud o viceversa, in netta contrapposizione con le più stabili correnti zonali che viaggiano parallelamente all’equatore (da ovest verso est).
Cosa succede durante queste fasi
L’aria fredda, che è fisicamente più pesante, scivola rapidamente verso le medie latitudini partendo dal Nord Europa o dal Nord Atlantico. Questo flusso raffredda bruscamente i territori che incontra, portando un calo termico sensibile e maltempo.
Contemporaneamente, quasi per un effetto di compensazione, l’aria calda e secca di origine subtropicale africana viene richiamata verso nord. Questa risale il bacino del Mediterraneo e investe l’Europa, generando quelle improvvise fiammate di caldo anomalo. Ed è quello che sta accadendo in questi giorni, con un clima spiccatamente più caldo della media. E non è la prima volta…
In queste dinamiche, il nostro bacino gioca un ruolo cruciale: accumulando calore nei bassi strati, funge da vero e proprio innesco. Quando l’aria fredda in quota irrompe su questa superficie più mite, si generano moti convettivi violenti. Quello che è successo tra il 19 e il 21 aprile, purtroppo, è un assaggio di quello che capiterà nei prossimi mesi.

Ponte del Primo Maggio
Tornando alla previsione specifica per l’imminente ponte, le mappe sinottiche (anche di UKMO) per la fine di aprile e l’avvio di maggio sono chiare. L’Italia si troverà, con molta probabilità, esattamente a metà strada tra due grandi figure bariche antagoniste.
A ovest, un promontorio di alta pressione cercherà di spingersi verso il nostro Paese, con l’intento di portare stabilità e sole e ovviamente temperature molto al di sopra della media. Da nord-est, correnti più fresche e instabili tenteranno di penetrare prepotentemente nel Mediterraneo.
Rispetto agli aggiornamenti di qualche giorno fa, registriamo una virata significativa. Se inizialmente i modelli suggerivano che il freddo ci fosse piombato addosso all’impazzata, con le nuove tendenze meteo emerge che il nocciolo gelido potrebbe passare un pelo al di sopra delle Alpi. Questo però comporterebbe lo stesso una decisa instabilizzazione della colonna d’aria.

E non è certo finita qui
Il risultato di questo braccio di ferro è che l’Italia, e in modo particolare le regioni del Centro-Nord, rischierà di trasformarsi in una “zona di convergenza”. In questa area interagiranno e si scontreranno fisicamente masse d’aria di origine e caratteristiche diametralmente opposte.
Ecco perché è proprio questa ipotetica linea che si dovrebbero sviluppare i fenomeni più intensi. Il calore che si sarà accumulato nei bassi strati dell’atmosfera nei giorni precedenti aumenterà vertiginosamente il rischio di formazioni temporalesche. Soprattutto tra il 2 e il 4 maggio.
Questo perché la ferita, esattamente come spiegato nel nostro titolo, sarà particolarmente profonda. Dobbiamo aspettarci quindi che, per diversi giorni, potrebbe piovere praticamente a livello Quotidiano. Non è detto che ci sia sempre maltempo, però l’atmosfera rimarrà molto instabile e capricciosa. Prepariamoci quindi a un periodo con meteo ballerino e, si duole dirlo, la possibilità non affatto trascurabile di fenomeni temporaleschi di forte intensità. Che andremo ad analizzare di volta in volta.

CREDIT
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European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ECMWF) – ecmwf.int
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National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA – GFS) – ncep.noaa.gov
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Met Office (UKMO) – metoffice.gov.uk
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World Meteorological Organization (WMO) – wmo.int
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Météo-France – meteofrance.com (METEOGIORNALE.IT)