Cosa aspettarsi per il 25 aprile e il 1° maggio
Una delle domande che ci vengono poste più spesso riguarda le condizioni atmosferiche attese verso la fine del mese, in coincidenza con il 25 aprile e il 1° maggio. Molto spesso, in altre annate, quel periodo ha riservato episodi di clima molto mite, soprattutto verso il 1° maggio: circa 15-20 anni fa le condizioni meteo concedevano una sorta di vera e propria primavera, con le prime giornate decisamente tiepide. Di certo, anche di recente abbiamo avuto giornate tiepide, ma all’epoca maggio era un periodo molto più tranquillo rispetto agli ultimi anni. Soprattutto nelle regioni centrali e meridionali italiane si attenuavano le giornate piovose, spesso c’era l’alta pressione e ci si incamminava verso la stagione estiva – del resto, giugno è il primo mese dell’estate meteorologica.
Al momento non siamo in grado di definire con certezza ciò che accadrà in quel periodo dell’anno. Parliamo di una previsione di estrema difficoltà: si tratta di meteo a lungo termine, in un contesto di variabilità atmosferica nello scenario europeo particolarmente estremo, dove a tratti vediamo il Vortice Polare perdere forza, salvo poi riproporsi, nei modelli matematici, attivo e rilevante. La novità dell’ultima ora è che questo Vortice Polare potrebbe avere una certa importanza proprio verso la terza decade di aprile, il periodo di cui stiamo discutendo.
Questo Vortice Polare, però, non andrebbe a interessare direttamente il meteo italiano, ma in modo indiretto: si espanderebbe verso sud coinvolgendo gran parte dell’Europa e, per l’Italia, favorirebbe il transito di aree perturbate. Che a fine aprile e ai primi di maggio si registrino precipitazioni sul Nord Italia è del tutto normale – la fine di aprile e i primi giorni di maggio rappresentano un periodo classicamente favorevole alle piogge nelle regioni settentrionali, perché la primavera è storicamente una stagione di grandi piogge per questa parte d’Italia.
Una primavera alla rovescia: verso fine aprile il tempo potrebbe peggiorare
Quello che invece emerge dai modelli è quasi il contrario di quanto ci si aspetterebbe: verso la fine di aprile sembrerebbe profilarsi una tendenza al peggioramento del tempo, con un deterioramento delle condizioni meteorologiche e persino un calo delle temperature rispetto alla prima parte del mese. Una sorta di stagione alla rovescia, che in realtà potevamo anche immaginare, viste le anomalie termiche notevolissime registrate nella prima parte di aprile – con la Pasqua caldissima e la settimana successiva altrettanto calda.
Insomma, sperare in un aprile primaverile nel senso più genuino del termine è abbastanza arduo osservando le mappe dei modelli matematici, anche perché gli scenari proposti sono spesso dominati da forti scambi di masse d’aria secondo i meridiani. Questi scambi possono determinare impulsi caldi da sud e freddi da nord, con sbalzi termici improvvisi e marcati. Ne abbiamo già un esempio nelle ultime ore: su gran parte del Nord Italia le temperature massime sono scese di oltre 10°C rispetto a qualche giorno fa. Poi, nel corso della settimana, saliranno nuovamente, portandosi oltre la norma soprattutto sulle regioni settentrionali.
Questo è il paradosso del momento: temperature spesso sopra la media, ma senza quel senso di primavera che dovrebbe accompagnarle. Una stagione profondamente incerta che, pur manifestandosi più calda, lascia intravedere il rischio di episodi di freddo improvvisi. E a complicare ulteriormente il quadro c’è la difficoltà di formulare previsioni attendibili anche sul breve termine – un’ulteriore variabile con cui dobbiamo fare i conti.
Il ciclone Mediterraneo e l’imprevedibilità della meteorologia estrema
Stiamo avendo a che fare con questo ciclone Mediterraneo che, tra le altre cose, ha provocato danni e purtroppo delle vittime in Puglia: a causa del vento forte, un grosso albero si è abbattuto al suolo e due persone sono decedute. Purtroppo questo tipo di fenomeno è difficilmente prevedibile – come si fa a prevedere che un albero possa cadere per il vento forte?
Avevamo parlato di una bassa pressione in arrivo sulla Sardegna. Ebbene, l’intensità del minimo è risultata maggiore rispetto alle proiezioni precedenti, e tutto questo si è materializzato nell’arco di sole 24 ore. Viviamo una situazione di meteorologia estrema, e parlarne diventa quasi imbarazzante: sembra quasi che chi si occupa di meteorologia voglia esaltare l’intensità dei fenomeni, quando invece questi si presentano davvero così violenti e devastanti.
Erano previsti grandi quantitativi di neve sulle Alpi occidentali. In effetti sta nevicando in abbondanza, ma siamo ancora lontani da un metro di neve – perlomeno sulle Alpi tra Piemonte e Valle d’Aosta. Era atteso anche un temporale su Milano, previsto insistentemente dai modelli matematici e da più fonti: ebbene, mentre scrivo – sono le 17:23 – il temporale non si è visto; è caduto appena 1 mm di pioggia, quando ne erano attesi una trentina. Queste sono le condizioni in cui lavoriamo e in cui vi raccontiamo il tempo previsto.
Per certi versi risulta più semplice dare indicazioni sulle linee di tendenza a lungo termine, perché non si entra nel dettaglio, rispetto al meteo a breve termine: dire cosa succederà a Milano, a Torino, a Roma o a Palermo nelle prossime 24 ore comporta un margine di errore che non è facile da definire.
Il grande caos atmosferico: le tendenze verso fine aprile
Ed è per questo che ho voluto affrontare il discorso del 25 aprile e del 1° maggio: come detto, l’aspettativa comune è quella di un miglioramento del tempo e di un clima più mite, ma al momento sembrerebbe che ci sia questa tendenza a un Vortice Polare che, dopo aver minacciato il Nordamerica, punti stavolta verso l’Europa, pur senza che, in ambito locale, si possano già tracciare scenari precisi.
Questo grande caos – che ho descritto più volte – viene interpretato dai modelli matematici di previsione. Non è la voglia di fare previsioni a lungo termine quando anche quelle a breve termine risultano imprecise a scala locale. Nel lungo termine parliamo esclusivamente di linee di tendenza generali, di visione d’insieme: e la visione d’insieme è quella già descritta, verso una persistente instabilità atmosferica, soprattutto perché il Vortice Polare, con la sua ansa, intenderebbe espandersi verso l’Europa. Peraltro ci sono disturbi provenienti dalla Russia, dove in Siberia fa ancora molto freddo con il gelo persistente: sembrano destinati, nel corso delle prossime due settimane, ad avanzare verso occidente. Non sto dicendo che arriveranno in Italia – qui potrebbero invece transitare delle perturbazioni – ma al momento non vedo sistemi perturbati sufficientemente organizzati da portare quelle grandi piogge primaverili alle regioni settentrionali. Questo è un aspetto estremamente negativo.
Deficit pluviometrico al Nord e piogge irregolari al Centro-Sud
Ne abbiamo parlato già molte volte: il Nord Italia sta vivendo un grave deficit pluviometrico. Per quanto riguarda il Centro-Sud, le grandi piogge ci sono state, ma attenzione: sono state di breve durata, concentrate principalmente nell’arco di circa un mese-un mese e mezzo, con grande abbondanza. La primavera sta poi trascorrendo con precipitazioni esigue, alternate a quegli eventi alluvionali localizzati dalla Calabria all’Abruzzo e al Molise. Anche in Puglia e Basilicata si sono registrate piogge abbondanti, ma sul versante tirrenico manca una regolarità pluviometrica. Le piogge sono troppo irregolari – e di questo ne stiamo parlando da parecchio tempo. Se questo schema si ripete anche in primavera, non è per niente un segnale positivo.
Credit:
- ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
- NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration
- WMO – World Meteorological Organization
- Copernicus Climate Change Service (C3S)
- NASA Climate