
(METEOGIORNALE.IT) Siamo a fine marzo ma in questo articolo tratteremo di condizioni meteo nel lunghissimo periodo. Parliamo nella fattispecie di maggio. Perché ha senso discuterne ora? Perché vogliamo proporvi uno scenario che sarà largamente plausibile a cominciare dal suddetto mese.
Le dinamiche
L’immaginario collettivo sarebbe quello di un periodo fatto di sole oramai quasi estivo, freschino di notte e clima da tintarella soprattutto sul finire del mese. In parte è vero, ma non dimentichiamoci che può risultare un mese da accesi contrasti. Forti temporali si possono originare in maniera piuttosto improvvisa. Soprattutto lo era un tempo quando non c’erano le previsioni meteo precise come i giorni nostri.
Perché accade tutto questo? La colpa è della dinamica atmosferica. Sul Mediterraneo centrale è facile che si possano scontrare masse d’aria con carte d’identità diametralmente opposte. Da una parte abbiamo le correnti roventi e cariche di umidità in risalita dal nord Africa, dall’altra i flussi freddi e instabili che scivolano veloci dal nord Europa. Capite anche voi, cari lettori, questa potrebbe essere una sorta di dinamica esplosiva.
Cosa succede
Si innescano i moti convettivi, correnti ascensionali (talvolta potentissime) che fanno da motore ai giganteschi cumulonembi. Basti pensare a cosa succede quando un fronte freddo riesce a scavalcare la barriera delle Alpi, trovando ad attenderlo, nei bassi strati, un cuscino di aria già piuttosto calda e ricca di vapore acqueo.
In una manciata di ore il cielo si trasforma. Nascono celle temporalesche capaci di scaricare piogge anche di forte intensità, accompagnate da un’attività elettrica incessante, grandinate con chicchi notevoli e, seppur più raramente, persino devastanti trombe d’aria. E poi ci sono loro, le supercelle, le vere e proprie regine delle tempeste, i fenomeni più distruttivi che la natura possa scatenare alle nostre latitudini.
Ecco il possibile rischio
Tutta questa violenza ha una radice chiara. Si chiama energia termica dell’atmosfera. Con l’avanzare della primavera, la radiazione solare picchia molto di più, riscaldando inesorabilmente il suolo. Questo fatto, combinato con alti tassi di umidità e le frequenti infiltrazioni di aria fredda in quota, crea la combinazione perfetta per l’innesco di fenomeni meteo di una certa intensità.
Non tutti i territori, però, rischiano allo stesso modo. Il Nord Italia, in particolar modo la Pianura Padana e la fascia prealpina, si trova costantemente in prima linea. Regioni come Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia sono molto più bersagliate rispetto ad altre. Il motivo è semplice, la conformazione orografica a catino intrappola un’enorme quantità di umidità proprio a livello del suolo, pronta a esplodere verso l’alto quando arrivano pronti freddi.
L’estate che gioca di anticipo
C’è poi l’altra faccia della medaglia, un aspetto che stiamo imparando a conoscere bene. Sempre più spesso, maggio indossa i panni del mese estivo a tutti gli effetti, inaugurando la stagione del temuto anticiclone africano. Basti pensare che è abbastanza frequente toccare 30 gradi, spesso sul finire, e magari in maniera diffusa. Questo fatto non sarebbe normale.
Ma negli ultimi anni l’ultimo mese primaverile ci ha riservato periodi molto caldi. Qualche esempio? Il 2009, il 2011, il 2015, il 2017 e il 2022. Un tempo erano rarissime e ora invece capitano abbastanza di frequente. E per questo 2026? Impossibile fare previsioni meteo a fine marzo. Anche perché ci saranno molti colpi di scena. Quello che vogliamo dire è che, in genere col mese di maggio, sia per la stagione del caldo e dei forti temporali.
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