
Un’ondata di caldo smisurato per Pasqua
(METEOGIORNALE.IT) L’ondata di caldo che interesserà l’Italia nel periodo di Pasqua sarà veramente molto importante: non capitava da molti anni che, nel giorno di Pasqua e Pasquetta, si verificasse una fase di calura come quella che avremo, e soprattutto con un tempo così soleggiato. Ci troveremo di fronte a una situazione meteorologica che non si vedeva da qualche decennio, soprattutto con temperature che toccheranno valori di 25°C anche in alcune località della Pianura Padana, oltre che in tantissime città del centro e del sud Italia. Sulle coste, le temperature saranno mitigate dalle brezze provenienti dal mare – un mare ancora freddo perché stiamo uscendo dalla stagione invernale, anche se già registra temperature superiori alla media.
Questo evento atmosferico va però classificato come fenomeno meteo estremo, dato che si configura dopo una fase acuta di maltempo e di aria fredda giunta nei giorni scorsi, che ha colpito principalmente il centro e il sud Italia con nevicate di forte intensità, soprattutto sull’Appennino centrale e meridionale. La neve non è caduta solo in Abruzzo e Molise, ma anche sui rilievi della Campania, della Basilicata e della Calabria: sulla Sila, ad esempio, è caduto ben oltre 1,5 metri di neve, con picchi di 2 metri. Un fenomeno abbastanza tardivo come quantità, ma dobbiamo ormai considerare il fatto che viviamo una fase di Cambiamento Climatico che produce degli estremi – ovvero degli eccessi meteo. Quanto appena passato è da considerare un evento meteo estremo, così come quello che avremo nel periodo pasquale con temperature estremamente elevate.
Dopo Pasqua arriva il freddo: burrasche, vento e mareggiate
Dopo le festività, le condizioni meteorologiche cambieranno: arriverà aria artico-marittima che abbatterà sensibilmente le temperature sull’Italia. Sono previste perturbazioni in transito, con profonde aree di bassa pressione che colpiranno il Mediterraneo centrale e l’Italia, portando nuove burrasche, precipitazioni e soprattutto tanto vento, con mareggiate sulle coste esposte. Si verificherà un fortissimo abbassamento della temperatura, che sarà senz’altro percepito sulla fascia alpina – in particolare sul crinale. Per il resto della penisola, come avvenuto in altre occasioni, la situazione potrebbe andare diversamente: si potrebbero verificare fenomeni anche sul settore centrale e orientale, molto meno su quello occidentale. Fa eccezione la Pianura Padana, dove soffierà nuovamente il vento che scende dalle Alpi, anche se stavolta le cose potrebbero non andare esattamente come in passato.
Verso il 10 aprile: neve sino a basse quote
Viviamo fasi meteo piuttosto estreme e, nel dopo Pasqua, le previsioni richiedono grande attenzione nell’esaminare l’entità dei fenomeni, che sembrano essere piuttosto considerevoli. Ci saranno maggiori contrasti termici rispetto alle precedenti situazioni atmosferiche: attorno al 10 aprile è atteso l’ingresso di aria fredda sul settore centro-orientale, con nevicate fortissime sulle Alpi e Prealpi nord-orientali dal Trentino verso il Veneto e il Friuli. La neve scenderà anche a quote medio-basse, perché ci sarà un rovesciamento di aria fredda verso il suolo – condizione ideale, come sappiamo, per nevicate a quote decisamente inferiori rispetto allo zero termico.
Dopo il 10 aprile il tempo tenderà lievemente a migliorare, mentre persisterà molta variabilità e le temperature scenderanno su valori sotto la media su gran parte d’Italia. Successivamente si intravede il rischio di nuove aree di bassa pressione verso l’Italia, nuove perturbazioni, ma anche un rialzo termico dopo il forte raffreddamento. Avremo insomma una situazione meteorologica piuttosto ondulata, con bruschi abbassamenti della temperatura seguiti da impennate verso l’alto – tutto questo ruotando attorno a un sistema che tende ad intensificare i fenomeni atmosferici, perché si creano contrasti rilevantissimi capaci di generare eventi meteo di forte intensità.
Una primavera da soqquadro: variabilità estrema e nessuna stabilità
Si presuppone a questo punto che la primavera possa proseguire in aprile contraddistinta da fenomeni piuttosto intensi: ci sarà un’impennata termica – la vedremo già a Pasqua – poi un nuovo forte calo, bufere e vento forte, e successivamente ancora un rialzo, poi di nuovo un abbassamento. Tutto nel giro di due settimane. Arriveremo a ben oltre metà di aprile con situazioni atmosferiche che hanno appena qualche traccia di primavera, e soltanto in alcune giornate, peraltro anche con anomalie: le temperature saliranno sopra la media per poi lasciare spazio a periodi con valori sotto la norma. Un vero e proprio soqquadro della primavera: non ci sarà la tipica stabilità atmosferica, bensì un tempo molto variabile. Tra le altre cose, sarà molto difficile gestire l’abbigliamento – specie per chi deve affrontare un viaggio – perché in pochi giorni si passerà da temperature rigide a improvvise fasi molto più miti.
Un aspetto che continua però a mancare è l’avvio della stagione delle precipitazioni abbondanti e diffuse sulle regioni settentrionali. Il passaggio atteso sul settore orientale del nord sarà temporaneo, mentre le piogge primaverili sono qualcosa di diverso: una ricorrenza di fasi precipitative che ancora non si vede. Non sono peraltro attese grandi nevicate sulle Alpi, a parte questa sfuriata sul settore alpino orientale. Nel resto d’Italia le precipitazioni si manifesteranno come se fossimo in una stagione diversa dalla primavera – direi un meteo di fine febbraio-inizio marzo – alternandosi poi a periodi molto più miti.
Il Cambiamento Climatico e la spiegazione scientifica degli eccessi meteo
La situazione atmosferica che ho cercato di delineare è quella di una variabilità estrema, figlia del meteo estremo e del Cambiamento Climatico, che non può essere negato solo perché in alta montagna, sull’Appennino, ci sono state grandi nevicate. Anzi, la maggior quantità di umidità atmosferica causata dall’aumento della temperatura globale va proprio a favorire queste precipitazioni abbondanti – ed ecco la spiegazione, semplice e scientificamente provata. Queste grandi nevicate non vanno interpretate come una riduzione degli effetti del Cambiamento Climatico e del Riscaldamento Globale.
La prossima estate sarà molto calda: su questo non ci sono dubbi, salvo che possa rivelarsi estremamente instabile, con escalation di temporali dovuta anche alla possibilità di ricorrenti discese di aria fredda artico-marittima all’inizio della stagione, che procureranno ondate temporalesche e temporanee fasi di caldo decisamente più attenuato. Su questo, però, lo vedremo più avanti: al momento ci fermiamo sul meteo delle prossime due settimane, visto in una visione generale.
