Affondi freddi a ripetizione, pure Aprile in una veste pienamente invernale
Il possibile ritorno dell’anticiclone a Pasqua potrebbe rivelarsi momentaneo, prima di altre discese di freddo polare
- Aprile nel segno degli sbalzi e dell’alternanza
- Tutto origina dalle manovre in alta atmosfera, anzi in stratosfera
- I risvolti terribili del freddo fuori stagione
- Occhi puntati a quando finirà il freddo invernale
- Temperature pronte ad oscillazioni eccezionali
Dopo un marzo così estremamente schizofrenico, anche il meteo di aprile rischia di mostrare un volto invernale almeno a tratti. Tra tepori illusori e giornate radiose, sembrava di essere già a primavera inoltrata. In effetti, la stagione di transizione è proprio così, fatta di sbalzi e capovolgimenti all’ordine del giorno. Fino a veri e propri colpi di coda invernali, tipici del periodo. Ma qui stiamo andando ben oltre la normalità climatica.
Nessuno si sarebbe mai aspettato un’irruzione artica così incisiva, come quella che negli ultimi giorni ha stretto l’Italia in una morsa rilevante. Non si può non dare grande risalto alla nevicate di notevole portata scese sino a quote bassissime, imbiancando l’intero Appennino con accumuli da record stagionale. Si tratta di un evento decisamente anomalo. Non tanto per il periodo, ma pensando al fatto che nulla di tutto questo è accaduto in pieno inverno.
Se una dinamica simile si fosse presentata in pieno Gennaio, avrebbe letteralmente sepolto di neve svariate aree di pianura, spingendo i fiocchi bianchi fin sulle coste dell’Italia. In inverno tutto questo è mancato e non è una novità. Fa riflettere pensare al fatto che le principali irruzioni di freddo e neve a bassa quota sono avvenute fuori stagione, la prima la scorso novembre e la seconda in questo finale di marzo.
Badate bene, non è finita qui. Questa complessa configurazione barica si protrarrà ancora a lungo, tanto che probabilmente ne avremo delle ripercussioni ancora per settimane. Non aspettiamoci alcun miracolo imminente per l’inizio di Aprile. Altri impulsi carichi di cruda instabilità segneranno inesorabilmente il passo dei prossimi giorni. Tuttavia si apre uno spiraglio più favorevole sul tempo del periodo delle festività pasquali.
Aprile nel segno degli sbalzi e dell’alternanza
Una nuova invasione d’aria fredda punterà l’Italia già all’inizio della prossima settimana. Questo flusso d’estrazione artica andrà ad innescare e successivamente alimentare un poderoso vortice ciclonico mediterraneo. Il minimo di pressione si posizionerà, con molta probabilità, sui mari del Sud Italia, dove trarrà una certa energia dal contrasto con il calore del mare.
Il mese di Aprile esordirà quindi all’insegna del maltempo di chiaro stampo invernale. Altra neve seppellirà le montagne appenniniche, spingendosi ancora a quote relativamente basse per il periodo. L’inverno sarà ancora qui in mezzo a noi. L’area del Mediterraneo si trasforma così in un autentico campo di battaglia atmosferico. Trovandoci ormai a ridosso del cuore della primavera, queste masse d’aria così fredde scateneranno inevitabilmente notevoli contrasti termici. Sembra davvero di essere tornati indietro di tre mesi. Ci saranno però momenti di tregua e uno di questi potrebbe concretizzarsi a Pasqua, con l’anticiclone ad estendere la sua ala protettiva verso l’Italia, almeno temporaneamente.
Tutto origina dalle manovre in alta atmosfera, anzi in stratosfera
Il famigerato Vortice Polare si è ulteriormente indebolito nelle ultime settimane, frantumandosi, e già non godeva di buona salute in precedenza, a seguito di uno Stratwarming, un riscaldamento anomalo della stratosfera, per intenderci. Questa complessa dinamica fisica lascia così spazio a maggiori ondulazioni del getto, innescando discese di aria fredda davvero imponenti, nel momento in cui gli effetti si propagano in troposfera. Proprio come quelle che hanno raggiunto, e raggiungeranno ancora, il Mediterraneo.
Quest’anno il collasso strutturale del vortice è stato repentino, direi quasi brutale. Quando le dinamiche celesti ad altissima quota subiscono un simile trauma, le conseguenze nella troposfera, il sottile strato in cui noi viviamo e respiriamo, si amplificano a dismisura. Le conseguenze più eclatanti si sono però avute sul Nord America, solo parzialmente in Europa e quasi nulla in Italia almeno nel corso del trimestre invernale.
La percezione fisica di questi ultimi episodi di freddo polare tardivo è ancora più acuita dal caldo con cui aveva esordito marzo. Continui colpi di scena ci attendono al varco, continuando a condizionare le prossime settimane. L’orizzonte per la prima metà di Aprile appare segnato in modo fin troppo evidente. Altri impulsi d’aria artica punteranno verso la nostra Penisola, trasformandola nell’epicentro assoluto dei peggiori contrasti termici di tutta l’Europa.
I risvolti terribili del freddo fuori stagione
Sicuramente uno dei punti dolenti di queste irruzioni fredde primaverili è rappresentato dal gelo notturno. Un rischio gravissimo, considerando che il risveglio vegetativo è ormai ben avanti rispetto alla normale tabella di marcia della natura. Le gelate tardive, spettri tristemente noti nelle annate più recenti, incombono ora come una mannaia letale e affilata sulle fioriture precoci.
Il velo di ghiaccio notturno, laddove la colonnina di mercurio scenderà inesorabilmente prossima allo zero, è capace di generare devastazioni. Si accendono i falò nei frutteti durante la notte, si cerca di muovere l’aria, ma di fronte a una massa d’aria di estrazione artica così massiccia, le difese umane vacillano. La natura segue un ritmo che noi, con le nostre alterazioni climatiche, abbiamo contribuito a stravolgere in modo quasi irreversibile.
Occhi puntati a quando finirà il freddo invernale
A dire il vero, analizzando le ultime proiezioni matematiche a lunghissima scadenza, si intravede un deciso punto di rottura. Uno spiraglio che, fino a pochissimi giorni fa, sembrava un’ipotesi del tutto impossibile. L’alta pressione sembra voler fare finalmente sul serio, organizzando una rimonta degna di questo nome verso il bacino del Mediterraneo e buona parte dell’Europa occidentale, abbracciando in pieno l’Italia con il suo carico di aria più mite e stabile.
Tutto questo, però, dovrebbe avvenire solamente nei giorni immediatamente dopo Pasqua. Le imminenti festività rischiano infatti di essere ancora pesantemente condizionate da una certa instabilità atmosferica su alcune regioni, specie quelle adriatiche e del Sud con temperature ancora inferiori alle classiche medie del periodo.
Se Marzo ci ha prima illuso con il caldo anomalo, per poi gettarci senza pietà nel frigorifero, il prossimo mese potrebbe esibirsi nell’esatta performance opposta. Un ribaltamento totale. Lo sblocco atmosferico, atteso indicativamente attorno al dieci o dodici di Aprile, aprirà verosimilmente le porte alle prime, intense fiammate calde di matrice nordafricana. L’anticiclone subtropicale scalda i motori, pronto a invadere l’Europa meridionale ed il bacino del Mediterraneo,
Temperature pronte ad oscillazioni eccezionali
I primi veri caldi primaverili potrebbero però confliggere duramente con altre residue incursioni fredde dal nord Europa, ancora notevoli. Bisognerà vedere quale delle due situazioni avrà il sopravvento su di noi. L’Italia, allungata come un molo in mezzo al mare, potrebbe diventare il perfetto terreno di scontro durante tutta la seconda parte di Aprile.
Quale sarà il risultato finale di questo contrasto esplosivo tra masse d’aria così profondamente diverse? Logico quanto devastante, purtroppo. Assisteremo alla genesi di temporali di un’intensità inaudita. Parliamo di precipitazioni violente, raffiche di vento distruttive, fenomeni sempre ostici da localizzare preventivamente con precisione millimetrica sul nostro complesso territorio orografico. Fenomeni bruschi, improvvisi, accompagnati da sbalzi termici che fanno rabbrividire anche le persone meno freddolose. Passare dai 25°C ai 10°C nel giro di poche ore diventerà una sgradevole e pericolosa consuetudine.
La variabilità estrema regnerà sovrana e per il momento non s’intravede alcuna svolta in grado di portare stabilità duratura. I principali centri di calcolo internazionali annunciano ancora il rischio di copiose nevicate in montagna, anche nel corso dell’intero mese di Aprile. Sulle nostre città, frenetiche e caotiche, un acquazzone improvviso sarà sempre in agguato. Una nuvola nera pronta a rovinare anche quel timido sole che in tanti auspicherebbero, specie nel corso del fine settimana per una gita fuori porta o una semplice passeggiata.
Ormai non è più solo un modo di dire, ma le amate stagioni intermedie sono scomparse. Quelle settimane dell’adattamento morbido, quel dolce trapasso tra i rigori invernali e la canicola estiva, si sono letteralmente polverizzate. Fagocitate da una polarizzazione patologica, e sempre più frequente, degli estremi climatici. Un maggiore calore immagazzinato nel nostro delicato e complesso sistema planetario significa, inevitabilmente, una maggiore e pericolosa energia in gioco. Un serbatoio invisibile pronto a scatenarsi all’improvviso, trasformando una banale perturbazione in un evento meteo estremo.
Questo articolo è stato realizzato consultando i più recenti aggiornamenti degli autorevoli modelli proposti da ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts) ed il Global Forecast System (GFS) per le previsioni meteo.
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