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Meteo Giornale
Home A La notizia del giorno

Smog alle stelle: quanto durerà questo INCUBO meteo

Davide Santini di Davide Santini
07 Mar 2026 - 10:00
in A La notizia del giorno, Alla Prima Pagina Meteo, Meteo News
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ornano a farsi vedere i rovesci, e non è affatto un caso. È il segnale inequivocabile che il mostro anticiclonico comincia a perdere colpi. Ma c’è il rovescio della medaglia. La grande quantità di smog presente non solo in Valle Padana, ma pure in diverse altre zone d’Italia. Andiamo a scoprire i dettagli.

 

Invasione di sabbia

Abbiamo trattato in un nostro articolo l’enorme quantità di sabbia presente. Questo non è un caso se è correlato con lo smog. In genere, nelle grandi affezioni di polveri sahariane la concentrazione di particelle inquinanti aumenta la dismisura. In più, il fatto che non piova da una decina di giorni è un pessimo segnale.

 

Ne consegue che l’aria ristagna inesorabilmente. Le zone subalpine, in quel fazzoletto densamente popolato che stringe Torino, Milano e Verona, si confermano drammaticamente tra le più inquinate d’Europa. I dati dei modelli non mentono e le centraline registrano polveri sottili vicine ai 100 microgrammi per metro cubo, un valore critico.

 

È un mix piuttosto grave. L’anticiclone schiaccia l’aria verso il basso (grazie ai fenomeni di compressione), i cieli sereni favoriscono forti inversioni termiche e le montagne bloccano ogni traccia di ventilazione, creando un enorme catino chiuso. Se a questo aggiungiamo le continue emissioni di auto, fabbriche e agricoltura intensiva, il risultato è un’atmosfera insalubre.

 

Quando finirà il tutto?

Arriviamo al primo fine settimana del mese. A nord praticamente non si muove una foglia. Sole pieno in montagna, dove le temperature anomale rischiano di compromettere e fondere velocemente il manto nevoso, e clima pessimo in quelle pianeggianti.

 

Discorso diverso per le nostre isole maggiori. Una perturbazione insidiosa avanza lenta ma decisa. La Sicilia vedrà le prime vere precipitazioni già da venerdì, seguita a ruota dalla Sardegna e dalla fascia ionica della Calabria. In quelle zone l’aria sarà un po’ migliore. Ma per un cambiamento meteo radicale bisognerà attendere metà mese. Solo lì potremmo avere lo scossone necessario a mandare via quest’area pessima.

 

Credits

  • World Meteorological Organization (WMO)

  • European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ECMWF)

  • Copernicus Atmosphere Monitoring Service (CAMS)

  • Nature Climate Change

  • Journal of the Atmospheric Sciences (METEOGIORNALE.IT)

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Davide Santini

Davide Santini

Davide Santini, laureato magistrale in Fisica. Ha effettuato una tesi triennale con il professor Vincenzo Levizzani sui temporali, sulla loro suddivisione e sui fenomeni più violenti. Ha poi approfondito la tesi magistrale, con il professor Maugeri e il professor Miglietta, analizzando la correlazione tra aumento termico della temperatura estiva e probabilità di promontori di alta pressione di matrice subtropicale. Ha collaborato e collabora tuttora con Nimbus, la rivista di meteorologia italiana. Collabora dal 2018 per diverse testate meteorologiche italiane (5 in totale) e in particolare ha una esperienza quinquennale con il sito web Meteo Giornale. Tratta numerose tematiche, tra le quali previsioni a breve, medio e lungo termine; climatologia; cambiamenti climatici; etica ambientale. È esperto di analisi modellistica, di tendenze a lungo termine e analisi di radiosondaggi e profili termici verticali dell'atmosfera. È inoltre insegnante rinomato, dove prepara gli studenti delle superiori e dell'università, idoneo a trattare concorsi pubblici e privati, con professionalità e impegno.

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