
(METEOGIORNALE.IT) Le condizioni meteo a livello italiano sono presto dette. Una gigantesca bolla di alta pressione, che oramai staziona da diversi giorni sulle nostre teste, lascia ora filtrare correnti decisamente più umide, un dettaglio che le mappe satellitari tradiscono mostrando ampie e diffuse coperture nuvolose.
ornano a farsi vedere i rovesci, e non è affatto un caso. È il segnale inequivocabile che il mostro anticiclonico comincia a perdere colpi. Ma c’è il rovescio della medaglia. La grande quantità di smog presente non solo in Valle Padana, ma pure in diverse altre zone d’Italia. Andiamo a scoprire i dettagli.
Invasione di sabbia
Abbiamo trattato in un nostro articolo l’enorme quantità di sabbia presente. Questo non è un caso se è correlato con lo smog. In genere, nelle grandi affezioni di polveri sahariane la concentrazione di particelle inquinanti aumenta la dismisura. In più, il fatto che non piova da una decina di giorni è un pessimo segnale.
Ne consegue che l’aria ristagna inesorabilmente. Le zone subalpine, in quel fazzoletto densamente popolato che stringe Torino, Milano e Verona, si confermano drammaticamente tra le più inquinate d’Europa. I dati dei modelli non mentono e le centraline registrano polveri sottili vicine ai 100 microgrammi per metro cubo, un valore critico.
È un mix piuttosto grave. L’anticiclone schiaccia l’aria verso il basso (grazie ai fenomeni di compressione), i cieli sereni favoriscono forti inversioni termiche e le montagne bloccano ogni traccia di ventilazione, creando un enorme catino chiuso. Se a questo aggiungiamo le continue emissioni di auto, fabbriche e agricoltura intensiva, il risultato è un’atmosfera insalubre.
Quando finirà il tutto?
Arriviamo al primo fine settimana del mese. A nord praticamente non si muove una foglia. Sole pieno in montagna, dove le temperature anomale rischiano di compromettere e fondere velocemente il manto nevoso, e clima pessimo in quelle pianeggianti.
Discorso diverso per le nostre isole maggiori. Una perturbazione insidiosa avanza lenta ma decisa. La Sicilia vedrà le prime vere precipitazioni già da venerdì, seguita a ruota dalla Sardegna e dalla fascia ionica della Calabria. In quelle zone l’aria sarà un po’ migliore. Ma per un cambiamento meteo radicale bisognerà attendere metà mese. Solo lì potremmo avere lo scossone necessario a mandare via quest’area pessima.
