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Home A La notizia del giorno

Inizio Marzo dal meteo PESSIMO, tra smog, aria ferma e sabbia: quando ne usciremo

Davide Santini di Davide Santini
05 Mar 2026 - 11:00
in A La notizia del giorno, Alla Prima Pagina Meteo, Meteo News
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(METEOGIORNALE.IT) Non aspettatevi cieli azzurri e terzi. L’anticiclone, che oramai comanda il meteo sull’Europa e sull’Italia da diversi giorni, non porta certo sole pieno. Oltretutto, la situazione resterà praticamente bloccata, almeno fino alla fine della settimana.

 

Ne consegue che siamo bloccati da una cupola piuttosto vasta ma che permette l’afflusso di correnti umide nei bassi strati dell’atmosfera. Risultato? Nubi diffuse e, qua e là, precipitazioni deboli e intermittenti. Insomma, un grigiore diffuso che non fa sembrare di essere sotto un regime anticiclonico.

 

E le cose non migliorano

Nelle prossime due o tre giornate assisteremo a un progressivo rafforzamento del richiamo di aria calda. Ma c’è un elemento di disturbo non da poco: la massiccia presenza di polveri sahariane in sospensione. La sabbia, in minuscoli granuli, che arriva direttamente dal deserto africano contribuirà a rendere il cielo opaco e decisamente lattiginoso, su gran parte dell’Europa centrale e meridionale. Un fenomeno che toglie luce e colore e fa aumentare non di poco lo smog.

 

La questione è lunga

Questa fase stagnante è destinata a protrarsi finché non vedremo cambiamenti davvero tangibili sul pattern meteo europeo. Senza una modifica completa, l’Italia rimarrà imprigionata, è il termine esatto, in una condizione di scarsa ventilazione e conseguente accumulo di inquinanti. Una condizione che, ad esser onesti, perdura ormai da diversi giorni e che si respira tutta nelle grandi città. Smog alle stelle soprattutto in Valle Padana, ma così pure nelle grandi città del Centro e del Sud.

 

Ancora un ulteriore apporto di sabbia

Fino a sabato 7 le correnti meridionali convoglieranno verso l’Italia correnti calde di origine africana, cariche di quel pulviscolo desertico di cui parlavamo prima. Tutta questa dinamica, in effetti, non farà che peggiorare ulteriormente la qualità dell’aria, già parecchio compromessa in molte aree urbane del Paese. È come se fossimo in una sorta di palude barica (abbiamo trattato l’approfondimento in un articolo) caratterizzata da immobilità e inquinamento.

 

Qualche pioviggine

Nel periodo compreso tra il pomeriggio e la serata di venerdì le precipitazioni tenderanno a concentrarsi in forma debole e localizzata sulle Alpi occidentali e lungo l’Appennino Ligure, Tosco, Emiliano. Rovesci potrebbero interessare la Sardegna e sfiorare la Sicilia.

 

Per il resto del Paese si prevedono cieli biancastri o velati, ma senza fenomeni di alcun tipo. Non ci sono quindi grossi scossoni. Per un cambiamento più importante bisognerà attendere a metà mese. Ma su questo punto ne riparleremo nei prossimi aggiornamenti meteo.

 

Deboli pioviggini intermittenti qua e là, tranne sulla Sardegna che potrebbe essere interessata da qualche rapido temporale.

 

Credit:

  • World Meteorological Organization (WMO)

  • National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA)

  • European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ECMWF)

  • Copernicus Climate Change Service (C3S)

  • Royal Meteorological Society (RMetS) – Weather journal (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: alpi occidentalianticicloneAppennino Ligureappennino tosco emilianoaria calda africanacambiamento meteocielo lattiginosocorrenti meridionalicorrenti umideeuropainquinamento atmosfericoItaliameteonubi diffusepalude baricapiovigginepolveri deserticheprecipitazioni deboliprevisioni meteoqualità dell’ariasabbia saharianasardegnaSiciliasmogstagnazione atmosfericaValle Padana
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Davide Santini

Davide Santini

Davide Santini, laureato magistrale in Fisica. Ha effettuato una tesi triennale con il professor Vincenzo Levizzani sui temporali, sulla loro suddivisione e sui fenomeni più violenti. Ha poi approfondito la tesi magistrale, con il professor Maugeri e il professor Miglietta, analizzando la correlazione tra aumento termico della temperatura estiva e probabilità di promontori di alta pressione di matrice subtropicale. Ha collaborato e collabora tuttora con Nimbus, la rivista di meteorologia italiana. Collabora dal 2018 per diverse testate meteorologiche italiane (5 in totale) e in particolare ha una esperienza quinquennale con il sito web Meteo Giornale. Tratta numerose tematiche, tra le quali previsioni a breve, medio e lungo termine; climatologia; cambiamenti climatici; etica ambientale. È esperto di analisi modellistica, di tendenze a lungo termine e analisi di radiosondaggi e profili termici verticali dell'atmosfera. È inoltre insegnante rinomato, dove prepara gli studenti delle superiori e dell'università, idoneo a trattare concorsi pubblici e privati, con professionalità e impegno.

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