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La Primavera si ferma, torna il Freddo sino ad Aprile. Gran Neve sino quote basse

Federico De Michelis di Federico De Michelis
12 Mar 2026 - 18:52
in A La notizia del giorno, Alla Prima Pagina Meteo, Meteo News, Zoom
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Meteo caotico

L’Italia rischia una fase instabile fino ad aprile

Un cambio radicale delle condizioni atmosferiche

(METEOGIORNALE.IT) In queste giornate abbiamo ampiamente parlato delle condizioni meteo prospettabili attraverso l’analisi dei modelli matematici di previsione. Vi ho parlato di un cambiamento atmosferico che praticamente taglierà la Primavera. Va detto che in tutto questo contesto ne succederanno delle belle, si potrebbe dire anche così, perché riassumere in un articolo una linea di tendenza di due settimane è abbastanza arduo e complesso, lo dico già da subito.

Però premetto un fatto, avremo un drastico calo della temperatura e soprattutto rinnovo quanto detto precedentemente, cioè che Marzo si vestirà di Febbraio, ovvero di quel meteo che non c’è stato durante un mese invernale come Febbraio. Marzo è un mese di Primavera meteorologica in gran parte, perché il 20 marzo avremo l’equinozio di Primavera, quindi anche dal punto di vista astronomico passeremo nella nuova stagione. Ma è una stagione piena di insidie e lo stiamo osservando all’estero, con situazioni che stanno vedendo un’accentuazione di quello che si chiama meteo estremo.

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Meteo invernale

Che cos’è il meteo estremo

Che vuol dire meteo estremo? Significa che i fenomeni atmosferici tendono a essere più violenti rispetto a come sono stati durante l’inverno, tra le altre cose anche repentini nel presentarsi e addirittura capaci di creare grandi disagi. Soprattutto questo sta succedendo al momento in regioni dell’Atlantico, addirittura, pensate, nelle Isole Canarie, che nell’immaginario comune sono quelle dell’eterna Primavera, dove il tempo deve essere sempre piacevole, bello, soleggiato. Eppure ultimamente le condizioni atmosferiche sono tutt’altro che quelle che ho descritto.

Addirittura anche stamattina ci sono state delle nevicate sui rilievi maggiori, oltre che precipitazioni, ma da quelle parti si è veramente verificata una situazione che potremmo definire eccezionale. Assolutamente, erano decenni che non si verificavano condizioni meteo così fuori dalla media e potremmo dire che quegli indici di comportamento del clima, per quanto riguarda quel settore dell’Europa, che poi dal punto di vista geografico siamo già in Africa, hanno avuto veramente effetto, perché tra Madeira e le Isole Canarie non si vedeva un inverno così freddo, piovoso e addirittura nevoso sui rilievi.

 

L’Italia è stata il contrario

In Italia abbiamo avuto tutto il contrario. Questo perché l’aria fredda del Vortice Polare è affondata proprio verso quelle aree e quindi ha avuto come conseguenza un richiamo di aria calda e più mite verso l’Europa. Un’Europa che è stata improvvisamente coinvolta in una situazione di clima primaverile a metà Febbraio, mentre pochi giorni prima l’aria fredda divampava nel Centro-Nord Europa, addirittura gelando i mari a nord della Germania e quelli a ridosso della Polonia, per non parlare poi del Mar Baltico. Mari gelati, fiumi, laghi: una situazione meteorologica davvero da inverno di quelli rigidi.

In Italia niente di tutto questo. Nonostante indici climatici favorevoli ad avere un inverno più o meno nella norma, o quantomeno alcune giornate nella norma, magari anche con delle precipitazioni nevose in pianura, non abbiamo avuto niente di tutto questo. C’erano tante premesse, tante promesse anche da parte dei modelli matematici, molte previsioni sono poi fallite spudoratamente, bisogna dirlo. Ecco che adesso però ci troviamo davanti a una previsione molto mutevole, devo dire, perché osservando le previsioni in un arco di due settimane non c’è una linea molto affidabile.

 

Le precipitazioni al Nord

Di certo si vede il ritorno delle precipitazioni, per esempio soprattutto sulle regioni settentrionali italiane, dove mancano da poco prima di metà Febbraio, quando si verificarono delle nevicate abbondanti, non abbondantissime devo dire, sull’arco alpino. Si ebbe quella neve che poi è stata miracolosa per le Olimpiadi che si sono avute poco dopo. Però con l’alta pressione è successo che le temperature sono aumentate, insomma c’è ben poco da aggiungere. Abbiamo avuto una situazione che ha ancora una volta tolto una parte dell’inverno.

 

I prossimi sviluppi meteorologici

Ora però noi siamo proiettati assolutamente verso la necessità di individuare come potrebbe essere il tempo delle prossime settimane. Ci sono due step che analizzeremo. Innanzitutto il primo, il meteo per le prossime due settimane. Ecco, sarà estremamente variabile. Transiteranno perturbazioni in modo caotico, alcune interesseranno soprattutto il Nord Italia, altre soprattutto il Centro, altre il Sud Italia. Perturbazioni che poi, tra le altre cose, dapprima proverranno dall’Oceano Atlantico, per poi invece virare a est e, in questo caso, potrebbero addirittura spingere ben più di quanto si pensasse aria fredda proveniente dalle pianure russe.

Ma quest’aria fredda comunque ancora non si è materializzata nella Russia europea, quindi dobbiamo vedere effettivamente quale effetto ci sarà. Però nell’Europa orientale viene continuamente prospettato l’avvento dell’alta pressione russo-siberiana e questa sappiamo che porta molto freddo anche a Marzo. Di certo non avremo il freddo che ci sarebbe potuto essere a Dicembre o a Gennaio, ma anche a Febbraio. Ormai siamo a Marzo e Marzo vede rapidamente un aumento della durata delle ore di luce, un incremento della radiazione solare e un aumento della temperatura media.

 

Neve a quote più basse durante i rovesci

Tuttavia, durante i forti rovesci, perché durante il mese di Marzo e poi anche ad Aprile le precipitazioni tendono ad assumere un’intensità maggiore rispetto all’inverno, queste precipitazioni trascinano verso il suolo l’aria fredda che si trova in quota. Quindi, con temperature a circa 1500 metri di quota, che sono quelle solitamente prese in considerazione per fare le previsioni meteo, potremmo avere cadute di neve a quote molto inferiori rispetto a quanto sarebbe potuto succedere a Dicembre con le medesime temperature in quota.

Per intenderci, a 850hPa, con 0°C, a Dicembre potrebbe nevicare a circa 1200 metri sopra il livello del mare; a Marzo, invece, durante i rovesci più intensi, la neve può scendere anche a 500 metri sul livello del mare, se non anche a quote inferiori, in particolare durante i rovesci più intensi, soprattutto quelli accompagnati da gragnola, cioè neve a grani. Neve a grani che poi si trasforma in neve a fiocchi, cioè i fiocchi possono raggiungere quote bassissime, soprattutto in aree lontane dal mare, in aree continentali oppure in situazioni ancora più tumultuose, cioè dove ci sono nubi a fortissimo sviluppo verticale, temporali, burrasche, insomma.

E queste sono previste nell’arco delle due settimane, presentandosi a macchia di leopardo. Questa condizione atmosferica così instabile, così variabile, potrebbe quindi portare l’Italia a vedere ciò che sto dicendo da qualche giorno, cioè neve anche a quote molto basse, grandinate, molte grandinate. Già queste ci sono e queste grandinate sono il preludio della neve a grani e addirittura della neve a fiocchi sino a quote basse. Quindi, calo della temperatura in linea generale, però nei pomeriggi, laddove ci saranno momenti soleggiati, la temperatura salirà, perché comunque noi ci troviamo in una situazione di ottima radiazione solare e non sembra al momento arrivare aria gelida.

 

L’anticiclone russo-siberiano

Ecco, al momento, ho detto. Dobbiamo aggiornarci su questo perché, come ho detto prima, l’anticiclone russo-siberiano si sta portando verso l’Europa orientale, quindi con queste basse pressioni che transiteranno in Italia potrebbe spingere verso di noi nuclei freddi piuttosto intensi. E ciò si è visto anche in passato, quando hanno poi procurato fenomeni meteorologici piuttosto insoliti, cioè nevicate a bassa quota sostanzialmente.

 

La previsione a lungo termine e il mese di aprile

Ora voglio passare al secondo step. Il secondo step è una previsione a lungo termine. Qui vediamo dei modelli matematici che sono comunque da confermare, ma che raffigurano, in una visione d’insieme, cosa potrebbe succedere. Bene, imprimono una previsione di anticicloni tra le Isole Britanniche, l’Islanda e la Groenlandia. Queste situazioni sono estremamente favorevoli al blocco delle correnti oceaniche che portano aria più mite e aprono la strada a correnti artiche verso sud, quindi gelate tardive, situazioni anche di maltempo, perché noi siamo nel Mar Mediterraneo e il Mar Mediterraneo è vivace dal punto di vista dei contrasti.

E nonostante sia la fine della stagione invernale, abbiamo un mare che è ben più caldo rispetto alla media. Addirittura abbiamo picchi di 4°C superiori alla norma. Pensate un po’, siamo avanti con la stagione. Ebbene, l’arrivo di aria fredda potrebbe dare luogo a fenomeni di contrasto termico e quindi a instabilità atmosferica. Ecco quindi dimostrato il motivo per cui si potrebbero formare queste situazioni burrascose a carattere locale, cioè aree perturbate con precipitazioni anche molto intense a carattere locale, magari capaci di interessare anche un’intera regione o un versante.

 

La Pasqua e le incertezze meteo

Questo però potrebbe manifestarsi tra la fine di Marzo e addirittura la prima decade di Aprile. E addirittura questo andrebbe a coinvolgere un periodo molto delicato, perché sapete che c’è la Pasqua di mezzo. Ovviamente noi non sappiamo se l’Italia ne sarà coinvolta, se ci saranno poi realmente sull’Italia delle perturbazioni che porteranno precipitazioni, però il tempo sarà incerto. Ma quello che voglio comunque evidenziare e sottolineare sempre è che la Pasqua non è Ferragosto. La Pasqua è un periodo che dal punto di vista meteorologico è sempre stato complesso da prevedere, perché comunque è soggetto all’instabilità atmosferica.

Siamo in un cambio di stagione e quindi abbiamo forti variazioni di temperatura, perché ci sono scambi di masse d’aria secondo i meridiani e questi causano instabilità atmosferica. Abbiamo avuto delle Pasque soleggiate, ma tante, tante Pasque veramente burrascose, che poi hanno dato miracolosamente dei miglioramenti del tempo quasi inattesi, magari nella Pasquetta, qua e là, a carattere sparso. Il tempo di Pasqua non è prevedibile da oggi, assolutamente, ma in una visione d’insieme, però, nella definizione di dove si potrebbero allocare le alte pressioni, potremmo cominciare a parlarne.

 

Un’instabilità atmosferica attesa

Ovviamente anche in questo caso tutto quanto andrà confermato. Insomma, Primavera 2026 instabile, ma c’era da aspettarselo, perché comunque dopo metà Febbraio e praticamente 15 giorni circa di Marzo con temperature sopra la media, con condizioni atmosferiche precocemente primaverili, un colpo di coda dell’inverno, anche abbastanza prolungato, anzi con la possibilità che ci siano più colpi di coda, era da prevedere, da attendere. Cioè rientra nelle possibilità. Non è molto credibile parlare di compensazione degli eventi atmosferici, ma a volte questo succede ed è forse la possibilità che anche quest’anno si faccia sentire.

  (METEOGIORNALE.IT)

Crediti e fonti scientifiche

  • ECMWF, European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
  • NOAA, National Oceanic and Atmospheric Administration
  • Copernicus Climate Change Service
  • Organizzazione Meteorologica Mondiale, WMO
  • Centro Nazionale di Ricerca Atmosferica, NCAR
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Tags: anticiclone russo siberianoburrasche marzo aprilecalo temperaturefenomeni meteorologici estremiinstabilità atmosfericaneve bassa quotaperturbazioni meteoprevisioni a lungo termineprimavera 2026vortice polare
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Libero professionista nel campo dei dati meteo e dell’Osservazione della Terra. Laurea in Ingegneria Spaziale (Brunel University London). Formazione avanzata in meteorologia in Europa e in Canada, con approfondimenti su modellistica numerica, telerilevamento e analisi dei dati ambientali. Cosa faccio Previsione operativa e analisi per settori meteo-sensibili (energia, outdoor, eventi, turismo) Interpretazione di prodotti satellitari e di modelli (EO/remote sensing) Assessment dei rischi meteo-climatici e reportistica Divulgazione e supporto a media e progetti educativi/R&D Lavoro all’intersezione tra scienza, tecnologia e decisioni concrete, con attenzione a qualità dei dati e comunicazione chiara. La meteorologia è la mia passione fin da bambino; dopo un anno di liceo all’estero mi sono trasferito a Londra dove ho conseguito la laurea alla Brunel University London.

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