
(METEOGIORNALE.IT) La prima intensa ondata di freddo del 2026, dopo quella di Capodanno, potrebbe arrivare ad uno schiocco di dita dall’equinozio di primavera. Effettivamente potrebbe sembrare paradossale come il freddo intenso, con neve a bassa quota, possa arrivare in Italia praticamente ad un passo dall’inizio della bella stagione, ma del resto ci troviamo in un mese pazzerello quindi ondate di freddo tardive sono pur sempre da mettere in conto.
L’irruzione fredda attesa tra 18 e 19 marzo
L’ondata di freddo di cui parliamo è quella prevista tra mercoledì 18 e giovedì 19 marzo, due giorni in cui l’Italia ripiomberà in pieno inverno per effetto di una irruzione di stampo artico che attraverserà l’Europa, valicherà i Balcani e si fionderà all’interno del Mediterraneo.
L’ondata fredda di inizio anno, quella arrivata tra Capodanno e l’epifania, ha portato sicuramente temperature molto basse, però poche nevicate considerando che si era trattato di una irruzione abbastanza secca. Solo nel giorno dell’epifania arrivò qualche fiocco di neve in pianura sulle regioni nord-orientali, mentre altrove cadde poco o nulla.
Torna l’inverno sull’Italia
L’avvezione fredda della prossima settimana getterà l’Italia di nuovo in inverno e oltre al freddo porterà anche tanta instabilità, soprattutto sulle regioni adriatiche, che restano pur sempre quelle più esposte alle fredde correnti nord-orientali.
Non si tratterà di un’ondata di gelo capace di posare la neve in pianura, ma questo non vuol dire che faremo a meno di cappotti, sciarpe e berretti. La colonnina di mercurio perderà molti gradi portandosi parecchio al di sotto delle medie tipiche di marzo, ed oltre al sostanzioso calo delle temperature arriveranno anche:
- acquazzoni e temporali
- grandinate e nevicate
- venti forti di tramontana
Neve a bassa quota sull’Appennino
Mappe alla mano i fiocchi di neve raggiungeranno certamente l’appennino centro-meridionale, ma non solo. Sia mercoledì 18 che giovedì 19 marzo la dama bianca potrebbe agguantare anche territori di bassa montagna o di alta collina, indicativamente a quote vicine ai 600 o 700 metri di altitudine.
Le regioni più esposte
Le regioni in pole position restano:
- Marche
- Abruzzo
- Molise
- Puglia
- Basilicata
Sarà proprio qui che ci sarà una maggior probabilità di fioccate fino a quote collinari, soprattutto in presenza di temporali che, a conti fatti, diverrebbero autentici temporali nevosi.
Questi fenomeni nel mese di marzo non rappresentano certamente una grossa novità considerando che si tratta pur sempre del primo mese primaverile, quindi dotato di contrasti termici non indifferenti, soprattutto durante le ore pomeridiane.
Maltempo e freddo anche su altre zone
Freddo e maltempo investirebbero anche Campania, Calabria e Sicilia ed anche su queste regioni i fiocchi di neve potrebbero arrivare a quote interessanti, ma sempre su livelli montani.
Tempo un po’ più asciutto per le regioni del nord e del medio-alto Tirreno, dove assisteremmo in questa circostanza solo ad un forte raffreddamento durante le ore notturne, con rischio di brinate e gelate, mentre di giorno splenderà il sole.
Per questa analisi sull’arrivo della neve a bassa quota e sull’evoluzione della prossima ondata di freddo, sono stati consultati gli ultimi aggiornamenti dei principali modelli meteorologici internazionali, tra cui il Global Forecast System (GFS) sviluppato dal NOAA e il modello europeo ECMWF – Centro Europeo per le Previsioni a Medio Termine disponibile su ecmwf.int, fondamentali per monitorare le dinamiche atmosferiche su Europa e Mediterraneo. (METEOGIORNALE.IT)
