
(METEOGIORNALE.IT) Tra i parametri maggiormente presi in considerazione nel cercare di valutare un possibile andamento di massimo di un’intera stagione, soprattutto per quelle estreme, ossia estate e inverno, c’è senza dubbio la valutazione all’andamento Nina/Nino.
I due noti fenomeni, consistenti rispettivamente in un raffreddamento e riscaldamento delle acque superficiali pacifiche equatoriali, possono essere convenzionalmente influenti sull’andamento termico globale, magari di più sulle aree più prossime al settore pacifico dove i fenomeni stessi si realizzano, in maniera riflessa, meno incisiva e non sempre evidente sul resto del globo.
Questi fenomeni, considerati nella loro evoluzione di lungo corso, non sono certo gli unici parametri presi in riferimento dai modelli stagionali, basandosi essi su molti altri fattori tra cui senz’altro il dato statistico storico.
In ogni modo, l’andamento termico delle acque superficiali ed equatoriali pacifiche, rappresentato appunto dalle modulazioni ENSO sotto forma di NINA o NINO più o meno potenti, possono caratterizzare l’andamento termico stagionale a scala globale, seppure con gradi di incisività molto variegati da settore a settore. Ciò premesso, quale sarebbe dunque, la tendenza ENSO, El Niño-Southern Oscillation, per la prossima estate 2026?

Abbiamo già rilevato in altre sedi, e la tendenza è oramai piuttosto conclamata, la nascita di condizioni di Nino, ossia di riscaldamento delle acque superficiali pacifiche equatoriali, già da marzo aprile scorsi, via via riscaldamento più conclamato in questo maggio e poi ancora più nel corso dell’intera estate: entro agosto 2026, potrebbe svilupparsi un NINO di livello 2 su una scala di 4, quindi anche di buona sostanza.
Benchè Le conseguenze più dirette del fenomeno in termini di influenze calde e sulle precipitazioni, si manifestino più certamente sull’area asiatica meridionale, sull’area indonesiana, ma anche sugli States occidentali e su diversi settori dell’America Latina, una tendenza a stagione più calda anche per l’Europa e per il Mediterraneo, è senz’altro da mettere nel conto, se non altro per una possibile sollecitazione, in termini di espansione meridiana verso Nord, del fronte stabilizzante subtropicale, sollecitazione che potrebbe derivare proprio dalle faccende termiche nella sezione pacifica oceanica sede di El NINO.
Per di più, evidentemente anche sulla base, appunto, di un EL NINO dato in pimpante crescita nei prossimi mesi, ma certamente non solo su questa base, il Centro di Calcolo Europeo, senz’altro il più performante nel cercare di cogliere un andamento stagionale per il vecchio continente, ha “sfornato” un aggiornamento ultimo per la prossima stagione estiva piuttosto “scottante”.
Nella prima immagine interna sopra, infatti, è espressa una sintesi termica per il trimestre estivo prossimo sull’Europa, proiezione fresca delle ultimissime ore elaborata dal modello europeo, versione stagionale, ECMWF.
L’evoluzione contempla l’andamento medio per l’intero trimestre Giugno/Luglio/Agosto 2026. Da essa appaiono subito evidenti i colori caldi, giallo-arancione-rosso-rosso scuro, che spadroneggiano praticamente su tutto il continente.
Solo qualche settore molto circoscritto dell’Est Europa, qualche altro baltico, occidentale del Regno Unito e della Penisola Iberica meridionale, presenta una colorazione bianca rappresentante un andamento termico nella norma; le rimanenti aree europee presentano colori arancio-rosso prevalenti e il rosso scuro dominante sull’Europa centrale e sul Mediterraneo.
Circa l’Italia, essa appare pienamente sommersa dal rosso scuro che significherebbe un andamento termico medio con valori tra il 70 e il 100 % più caldi rispetto alla media. Convenzionalmente una stima percentuale del 30% più calda o più fredda della media, indica 1 grado in più o in meno, dunque l’anomalia positiva complessiva prevista per la prossima stagione estiva, potrebbe essere di 2° circa sull’Italia, ma anche di 3°.
Insomma un quadro termico che deporrebbe per una classica estate “rovente”. Abbiamo già rilevato che la stima è media e complessiva sull’intero trimestre, per cui vanno considerate certamente fasi in cui la temperatura potrebbe essere più nella norma, magari anche qualcuna con sotto-media termico, ma, vista la stima media generale, verosimilmente si tratterebbe di fasi “normali o fresche” di durata piuttosto breve.

Vediamo, infine, anche il quadro pluviometrico associato, ossia l’andamento delle piogge riferito sempre all’intero decorso estivo. Il modello di calcolo ha tracciato una stima, rappresentata nella seconda immagine interna, dalla quale si evince un andamento delle piogge sotto media sulle regioni settentrionali in genere, contrassegnate queste dai colori arancioni, colori, per di più, dominanti su buona parte anche dell’Europa centrale.
Sul resto d’Europa, sul resto del Mediterraneo e anche sul resto dell’Italia, prevale il bianco, ossia un andamento precipitazioni più nella norma. In riferimento al territorio italiano, potrebbe esserci anche qualche area con un leggero surplus di pioggia, aree rappresentate dal colore verde chiaro.
Si tratterebbe, più nello specifico, di qualche settore molto circoscritto meridionale, tra Est Campania, Nord Lucania, Centro Nord Puglia, qualche altro della Sardegna occidentale e di alcuni settori tra Nordest e Ovest Sicilia.
In sintesi, stando alle ultimissime proiezioni stagionali elaborate dal modello europeo ECMWF, la prossima estate 2026 potrebbe essere sull’Italia in genere piuttosto calda, più siccitosa sul Nord Italia, mentre, sul resto del paese, le manifestazioni temporalesche potrebbero essere più ricorrenti, dunque con piogge più nella norma al Centro Sud, se non localmente anche un po’ oltre tra isole maggiori e qualche settore meridionale. Su elaborazione dati del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio-Lungo Raggio (ECMWF (METEOGIORNALE.IT)