
(METEOGIORNALE.IT) Ci siamo, oramai è arrivato! Il grande freddo Ci è piombato addosso. Le analisi meteo climatiche sono decisamente tiare. Si tratta di un crollo delle temperature che ci terrà compagnia fino al fine settimana, con valori che finiranno sotto le medie stagionali di un bel po’, tra i 4 e gli 8 gradi.
Non mancherà la neve a quote relativamente basse. Ma il vero pericolo, con i cieli sereni di notte, sarà il rischio di gelate tardive, un incubo per gli agricoltori del Nord e di parti del Centro, specialmente tra venerdì e domenica.
Venerdì e sabato, l’apice del freddo
La giornata di oggi, venerdì, si preannuncia decisamente rigida, specialmente al mattino. Le temperature minime risultano dappertutto inferiori alla media stagionale, con un serio rischio di gelate fino in pianura non solo al Nord e al Centro, ma localmente anche al Sud. Un quadro tutt’altro che primaverile, in effetti.
Le massime stanno ben al di sotto delle medie, soprattutto al Meridione. Sabato, la situazione non migliorerà granché di notte: le minime scenderanno ancora un pochino, favorendo gelate estese sulle pianure settentrionali e nelle vallate del Centro-Sud. Di giorno, le temperature resteranno ampiamente sotto la norma. Ma con una lieve ripresa.
Domenica: i primi segnali di tepore
E per la fine della settimana? Domenica segnerà, finalmente, un primo e timido tentativo di miglioramento. Le temperature minime inizieranno a risalire, anche se qualche gelata isolata sulle pianure del Nord e in alcune valli del Centro ci starà ancora.
Anche le massime saranno in lieve ripresa, riavvicinandosi alla media del periodo quasi ovunque. Attenzione quindi a questo freddo tardive. Concludiamo dicendo questo. L’ondata fredda in atto non è di per sé eccezionale. È abbastanza comune avercela entro la prima metà di aprile.
Quello che comporta danni non è tanto il gelo quanto i tepori anticipati delle scorse settimane. Ecco perché le gelate tardive, pur essendo sempre esistite, paradossalmente fanno più danni oggi rispetto a un clima più freddo. Proprio perché le condizioni meteo troppo tiepide delle settimane passate hanno accelerato lo sviluppo vegetativo di piante e agricoltura.
