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Meteo, Raccolti in pericolo: torna l’incubo delle GELATE tardive

Dal 30 marzo al 6 aprile: la finestra di massimo rischio

Angelo Ruggieri di Angelo Ruggieri
12 Mar 2026 - 14:30
in A La notizia del giorno, Alla Prima Pagina Meteo, Meteo News
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Dopo aver consultato gli ultimi aggiornamenti dei modelli fisico-matematici, sarà necessario monitorare attentamente il periodo compreso tra il 20 e il 25 marzo e il 5 e il 10 aprile per evitare il rischio di gelate tardive che potrebbero essere distruttive per i raccolti.

 

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(METEOGIORNALE.IT) Purtroppo, l’evoluzione sinottica potrebbe portare a questo prima o poi, con la probabile formazione di un robusto anticiclone tra Groenlandia, Isole Britanniche e Scandinavia, che potrebbe a un certo punto dirigere un flusso da nord-est verso di noi.

 

Ciò di cui dovremmo preoccuparci è un flusso continentale molto debole negli strati inferiori dell’atmosfera, influenzato da un sistema anticiclonico, in arrivo dopo una discesa fredda. L’aria fredda, più pesante a causa della radiazione notturna, si accumula a livello del suolo quando termina il rimescolamento dell’aria, ed è allora che si verificano le gelate più intense.

 

Questo è solo un avvertimento; non stiamo dicendo che sia garantito che accada. Come sapete, il meteo è una questione di probabilità, e la probabilità è in costante aumento da diversi giorni. Stimiamo che il rischio massimo durante il periodo sopra menzionato sarà tra il 30 marzo e il 6 aprile. Tutto dipenderà dai dettagli definitivi, e speriamo che non accada.

 

Vi ricordiamo che tra sabato mattina e la metà della prossima settimana saranno possibili alcune gelate, ma dovrebbero essere leggere e i danni alle colture saranno sicuramente molto limitati, per il momento niente di particolarmente preoccupante.

 

L’inizio del periodo critico delle gelate si ha alla ripresa vegetativa delle coltivazioni ed è in questo momento che vanno quindi concentrati i maggiori sforzi. Anche se le gelate ci sono sempre state, l’aumento delle temperature medie causato dal cambiamento climatico le ha rese potenzialmente più dannose per le coltivazioni.

 

Ciò che accade durante una gelata è che l’acqua contenuta all’interno dei tessuti delle piante si solidifica, deidratando le cellule e creando delle lesioni dovute all’aumento di volume (il ghiaccio ne occupa di più dell’acqua liquida).

 

La gestione delle pressioni derivanti da variabili climatiche estreme necessita di un approccio strutturale e collettivo che tuteli la coltivazione con metodi già noti (bollettini, reti meteo, soglie di intervento).

 

L’uso di reti antigrandine/antipioggia ed altri sistemi di tutela e protezione, uniti al sistema pulsato antibrina, favoriscono il controllo di un maggior numero di variabili in campo che è il vero obiettivo dato che permette di “proteggere” attivamente la coltura mitigando il più possibile il danno. (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: aprile freddodanni agricolturagelate tardivegelo tardivomarzo freddoondata di gelo tardivorischio gelate
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Angelo Ruggieri

Angelo Ruggieri

Angelo Ruggieri ha acquisito la certificazione di Tecnico Meteorologo Dekra nel 2019 e nel 2020 è entrato a far parte di AMPRO (Associazione Meteo Professionisti) in qualità di Meteorologo. Si occupa di previsioni meteorologiche da oltre 25 anni. Ha redatto rapporti di eventi e studi climatologici sul proprio territorio regionale. Si occupa saltuariamente di presentazione di previsioni meteorologiche all'interno di rubriche televisive. Ha pubblicato nel 2017 un'opera dal titolo "La neve a Lanciano dal 1836 al 2016". Pubblica quotidianamente previsioni ed analisi meteorologiche su diversi siti meteo. Ha diverse specializzazioni conseguite negli anni in: 'Meteorologia di base', 'Meteorologia avanzata', 'Meteorologia in mare' presso il Centro Epson Meteo.

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