
(METEOGIORNALE.IT) Purtroppo, l’evoluzione sinottica potrebbe portare a questo prima o poi, con la probabile formazione di un robusto anticiclone tra Groenlandia, Isole Britanniche e Scandinavia, che potrebbe a un certo punto dirigere un flusso da nord-est verso di noi.
Ciò di cui dovremmo preoccuparci è un flusso continentale molto debole negli strati inferiori dell’atmosfera, influenzato da un sistema anticiclonico, in arrivo dopo una discesa fredda. L’aria fredda, più pesante a causa della radiazione notturna, si accumula a livello del suolo quando termina il rimescolamento dell’aria, ed è allora che si verificano le gelate più intense.
Questo è solo un avvertimento; non stiamo dicendo che sia garantito che accada. Come sapete, il meteo è una questione di probabilità, e la probabilità è in costante aumento da diversi giorni. Stimiamo che il rischio massimo durante il periodo sopra menzionato sarà tra il 30 marzo e il 6 aprile. Tutto dipenderà dai dettagli definitivi, e speriamo che non accada.
Vi ricordiamo che tra sabato mattina e la metà della prossima settimana saranno possibili alcune gelate, ma dovrebbero essere leggere e i danni alle colture saranno sicuramente molto limitati, per il momento niente di particolarmente preoccupante.

L’inizio del periodo critico delle gelate si ha alla ripresa vegetativa delle coltivazioni ed è in questo momento che vanno quindi concentrati i maggiori sforzi. Anche se le gelate ci sono sempre state, l’aumento delle temperature medie causato dal cambiamento climatico le ha rese potenzialmente più dannose per le coltivazioni.
Ciò che accade durante una gelata è che l’acqua contenuta all’interno dei tessuti delle piante si solidifica, deidratando le cellule e creando delle lesioni dovute all’aumento di volume (il ghiaccio ne occupa di più dell’acqua liquida).
La gestione delle pressioni derivanti da variabili climatiche estreme necessita di un approccio strutturale e collettivo che tuteli la coltivazione con metodi già noti (bollettini, reti meteo, soglie di intervento).
L’uso di reti antigrandine/antipioggia ed altri sistemi di tutela e protezione, uniti al sistema pulsato antibrina, favoriscono il controllo di un maggior numero di variabili in campo che è il vero obiettivo dato che permette di “proteggere” attivamente la coltura mitigando il più possibile il danno. (METEOGIORNALE.IT)
