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Vortice Polare IN AFFANO: meteo capriccioso sull’Italia tra fine Marzo e inizio Aprile

Davide Santini di Davide Santini
15 Mar 2026 - 15:00
in A Scelta dalla Redazione, Ad Premiere, Meteo News
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(METEOGIORNALE.IT) Inverno finito? Se vogliamo vedere le condizioni meteo climatiche si, ma a livello di pattern sinottico non è ancora detta l’ultima parola. Questo perché lassù, a quote stratosferiche, l’atmosfera non ha ancora finito di stupirci e anzi si prepara a un evento di tutto rispetto. Sembra proprio che un nuovo, ennesimo disturbo al Vortice Polare sia atteso verso la fine del mese, un evento che sarebbe una sorta di fine definitiva. Parliamo del cosiddetto Final Warming.

 

Di cosa stiamo parlando

Con questo termine, un po’ tecnico, andiamo a indicare la fase conclusiva del ciclo stagionale del vortice stratosferico. È il momento esatto in cui quella possente struttura ciclonica che, situata al Polo, perde definitivamente la sua forza.

 

Arriva a dissolversi del tutto sotto i colpi del sole primaverile. Con il progressivo passaggio ai mesi primaverili, il ritorno della luce solare sulle regioni del Polo Nord innesca un graduale, ma inesorabile, aumento delle temperature nella stratosfera polare. E qui la trottola vorticosa che per mesi ci ha interessato se ne va via definitivamente.

 

I motivi di questo fatto

Questa condizione favorisce il mantenimento di un forte contrasto termico tra le alte latitudini e le zone temperate. Ed è proprio questo gradiente di temperatura, anche molto forte, che riesce a sostenere i venti occidentali che caratterizzano il Vortice Polare.

 

Quando però la stratosfera polare inizia a riscaldarsi la differenza termica tra le varie latitudini tende progressivamente a diminuire. Di conseguenza, anche quei venti zonali diminuiscono e diventano sempre più deboli. È la fine del pattern meteo di stampo invernale.

 

Cosa succederà adesso

Questo passaggio cruciale segna l’inizio del Final Warming. In effetti, non c’è nulla di strano, intendiamoci: in questo periodo dell’anno è del tutto normale osservare un progressivo indebolimento di questa struttura.
Ma attenzione alle novità. Quando esso si verifica con un certo anticipo rispetto alla media climatologica, che generalmente si colloca attorno alla prima decade di aprile, le cause sono spesso da ricercare altrove, non solo nella luce solare.

 

Proprio in questo contesto, è importante ricordare che dopo gli eventi turbolenti verificatisi all’inizio di Marzo, il Vortice è già sotto le medie. Nonostante i timidi tentativi di riorganizzazione, la struttura fatica vistosamente a ricompattarsi completamente e rimane quindi molto più vulnerabile alle perturbazioni provenienti dagli strati inferiori dell’atmosfera.

 

 

Le conseguenze per l’Italia

Siamo solo a metà marzo. Eppure la presenza di una stratosfera caratterizzata da un Vortice Polare più debole può avere ripercussioni anche sulla circolazione atmosferica alle quote inferiori, quelle dove si formano le nuvole e la pioggia. In particolare, tali condizioni, quasi per una sorta di effetto domino, tendono a favorire configurazioni di blocco.

 

Per farla breve, tendono a nascere anticicloni persistenti nelle regioni polari o subpolari. Le proiezioni dei regimi circolatori suggeriscono proprio una possibile evoluzione verso questo tipo di configurazione meteo nelle prossime due settimane.

 

E questo cosa significa per l’Italia e l’Europa? Un contesto di questo genere tende a modificare profondamente la circolazione sull’area euro-atlantica. Diventa meno dominata dalle miti e umide correnti occidentali e più caratterizzata da marcate ondulazioni del flusso atmosferico.

 

Addio anticiclone

Dimenticate la stabilità netta per settimane: questa dinamica meteorologica favorisce una maggiore variabilità, con la concreta possibilità di fasi primaverili più movimentate, dinamiche e, diciamolo pure, piovose e fresche, rispetto a quelle situazioni dominate da un flusso occidentale più lineare e noiosamente stabile.

 

Insomma, guai a dare per morta la vivacità atmosferica primaverili. E in fondo è meglio così. Perché la primavera non è fatta solamente di sole e condizioni meteo stabili e miti. Ma è la stagione capricciosa per eccellenza.

 

CREDIT

  • NOAA – Climate Prediction Center

  • ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts

  • NASA – Ozone Watch

  • AMS – American Meteorological Society

  • Nature Geoscience (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: circolazione atmosfericafinal warmingonde planetarieprimavera dinamicascambi meridianistratosfera polarevortice polare
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Davide Santini

Davide Santini

Davide Santini, laureato magistrale in Fisica. Ha effettuato una tesi triennale con il professor Vincenzo Levizzani sui temporali, sulla loro suddivisione e sui fenomeni più violenti. Ha poi approfondito la tesi magistrale, con il professor Maugeri e il professor Miglietta, analizzando la correlazione tra aumento termico della temperatura estiva e probabilità di promontori di alta pressione di matrice subtropicale. Ha collaborato e collabora tuttora con Nimbus, la rivista di meteorologia italiana. Collabora dal 2018 per diverse testate meteorologiche italiane (5 in totale) e in particolare ha una esperienza quinquennale con il sito web Meteo Giornale. Tratta numerose tematiche, tra le quali previsioni a breve, medio e lungo termine; climatologia; cambiamenti climatici; etica ambientale. È esperto di analisi modellistica, di tendenze a lungo termine e analisi di radiosondaggi e profili termici verticali dell'atmosfera. È inoltre insegnante rinomato, dove prepara gli studenti delle superiori e dell'università, idoneo a trattare concorsi pubblici e privati, con professionalità e impegno.

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