
(METEOGIORNALE.IT) I piumini pesanti erano già in fondo all’armadio, sepolti sotto la luce di un meteo primaverile decisamente precoce. I primissimi tepori di Marzo, ma addirittura da fine febbraio, sembravano l’inizio inarrestabile della bella stagione, pronta ad abbracciare l’ Italia e l’intera Europa continentale. Invece no, il freddo bussa di nuovo alla nostra porta. Un ritorno tardivo che, stagione dopo stagione, si sta trasformando in una consuetudine implacabile.
Pochi si sarebbero aspettati di dover riaccendere i termosifoni di corsa. Il termometro precipita impietosamente di 10°C, a volte perfino di 15°C, nel giro di appena ventiquattro ore. Il problema reale non è tanto il freddo in sé, quanto la sua assenza prolungata nei mesi canonici dell’inverno. Quando ce lo aspettiamo non si fa vedere, salvo poi presentarsi prepotente quando la natura è già in pieno risveglio vegetativo.
L’atmosfera sembra aver perso la sua bussola e ora vedremo addirittura il peggio o il meglio, a seconda dei gusti, nella prossima settimana. La neve è pronta a risalire in cattedra e imbiancare le quote collinari, sotto le sferzate di tramontana a rendere il quadro ancora più invernali. Sensazioni pungenti che sanno di pieno gennaio, vissute quando il calendario ci spinge ormai verso Aprile.
Vortice polare in frantumi
Il grande burattinaio in questa complessa scacchiera atmosferica ha un nome ben preciso. Parliamo del Vortice Polare. Ad innescare il collasso è spesso un anomalo e repentino riscaldamento della stratosfera. Un fenomeno estremo e affascinante che la scienza definisce Stratwarming. Dinanzi a un Vortice Polare letteralmente sfaldato, le ondate di gelo perdono la loro direzione originaria e colano inesorabilmente verso sud.
Il gelo è in qualche modo mancato in pieno inverno, almeno sull’Italia. Ora invece ci ritroviamo a fare i conti con un freddo fuori tempo massimo. Chi ne paga il prezzo più alto? Ovviamente la terra. Nelle fertili campagne di Spagna, Francia e Italia, gli agricoltori scrutano i radar meteorologici con il cuore in gola, visto che dinanzi alla prevista sfuriata artica c’è il pericolo insidiosissimo delle gelate pronte a danneggiare gli alberi in fiore e le coltivazioni.
Il paradosso del clima impazzito
Se stiamo vivendo in piena era di Riscaldamento Globale, perché battiamo i denti proprio in primavera? La climatologia smonta subito questo interrogativo all’apparenza insuperabile. Tutto questo freddo pungente sembra un controsenso logico. L’aumento costante delle temperature medie rende l’intero involucro gassoso del nostro pianeta enormemente più energetico, caotico e incline all’eccesso.
Il risultato pratico è un’altalena folle. Un gigantesco pendolo climatico che oscilla senza alcuna tregua, tanto che questo prolungato inverno tardivo potrebbe poi cedere il passo ad un anticipo d’estate nello spazio di pochi giorni, senza mezze misure. Le bizze del meteo non sono affatto un caso isolato, sono il nuovo volto della nostra realtà quotidiana.
Questo articolo è redatto da parte dell’autore, tenendo conto dei più recenti aggiornamenti degli autorevoli modelli proposti da ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts) ed il Global Forecast System (GFS), interpretati per le previsioni e l’evoluzione meteo. (METEOGIORNALE.IT)
