
(METEOGIORNALE.IT) A sorpresa la primavera fa retromarcia, anzi farà un ulteriore dietrofront e l’evoluzione meteo non lascia spazio a dubbi per quest’ultima decade di marzo. Già da diversi giorni il clima è cambiato e ha capovolto tutto in un amen, spazzando via quella piacevole illusione primaverile che aveva conquistato un po’ tutti, dalle Alpi alla Sicilia. Diciamolo, ci avevamo creduto.
In un’epoca in cui il Riscaldamento Globale ci ha purtroppo abituati a anomalie termiche positive quasi costanti – dove il caldo sembra la norma anche quando non dovrebbe esserlo – questi ritorni improvvisi del freddo, ancor più se fuori stagione, ci appaiono ancora più brutali. Quasi innaturali, se vogliamo. Non è solo una questione di numeri sul termometro; è proprio il nostro corpo a percepire questo salto all’indietro in modo amplificato, quasi doloroso dopo i primi assaggi di tepore.
Dopo settimane di una calma piatta e surreale, direi quasi noiosa dal punto di vista meteorologico, lo stupore generale è assolutamente comprensibile. È tangibile nelle conversazioni al bar, sui social. È un po’ come se la natura, stanca di questa staticità, volesse tirare di colpo il freno a mano. La Primavera è fatta così, prendere o lasciare.
L’affondo artico: le manovre bariche
Al momento, un vasta zona d’alta pressione si mantiene salda sulle zone settentrionali dell’Europa. Questo blocco atmosferico è all’origine dello scorrimento delle correnti fredde continentali lungo il suo confine orientale, che si dirigono proprio sull’Italia. Il ponte anticiclonico ha però i giorni contati e presto subirà una rottura.
Nel momento esatto in cui si aprirà un pertugio in questo corridoio anticiclonico, la corrente a getto molto ondulata sembra decisamente favorevole all’intrusione di un flusso d’aria fredda direttamente dalla Scandinavia. Questo affondo freddo sarà ulteriormente facilitato dalla contestuale rimonta dell’anticiclone atlantico verso l’Islanda e ancora più a nord.
Nuova ricaduta fredda invernale e potenziale maltempo
Le proiezioni mostrano una possibile rapida incursione fredda di matrice artica in rotta verso l’Europa Centro-Occidentale, pe poi raggiungere il bacino del Mediterraneo. Il momento di questa svolta avverrà a cavallo di metà della prossima settimana. Per l’esattezza, sarà proprio Giovedì 26 che l’attacco dell’inverno mostrerà il suo vero volto, quello più crudo e spietato.
L’irruzione fredda, una volta valicate le Alpi si mostrerà più incisiva e produttiva al Centro-Sud, anche per il probabile approfondimento di un vortice ciclonico la cui posizione esatta è ancora incerta. I dettagli faranno la differenza, come sempre. La portata dell’aria artica sembra notevole, non scherza affatto. Si parla di crolli vicini ai 10°C in pochissimo tempo, dopo la parziale risalita dei giorni precedenti, e il possibile ritorno della neve a quote collinari in Appennino, ma a bassa quota anche sulle Alpi. Avete letto bene, neve in collina diffusamente addirittura alle porte di aprile.
In questo periodo dell’anno, i rovesci sanno essere cattivi, improvvisi, accompagnati da fitte grandinate che preoccupano non poco il settore agricolo, proprio ora che le piante sono in fiore. È un rischio concreto. E in Appennino tornerà l’inverno pieno, quello vero, con nevicate che a tratti raggiungeranno accumuli ragguardevoli già a partire dai 1000 metri di altitudine.
Le prospettive incerte fino a Pasqua e oltre
All’orizzonte si profila, sempre più nitida e reale, la concreta prospettiva di un ultimo scorcio di Marzo profondamente altalenante, capricciosa e infinitamente volubile. Esattamente come esige la nostra saggezza popolare, da sempre abituata a non fidarsi mai ciecamente dei primissimi tepori illusori. L’atmosfera non sembra minimamente intenzionata a trovare pace, e forse non la troverà fino alle festività pasquali.
Le mappe previsionali a lunghissimo raggio – da prendere sempre con le pinze, lo sappiamo – delineano un quadro sinottico estremamente dinamico. Il nucleo centrale e propulsore del Vortice Polare continuerà a mostrare inequivocabili segni di sofferenza, sbandando vistosamente. La stagione dei fiori dovrà attendere pazientemente il suo turno formale, mentre il meteo d’inverno ha deliberatamente deciso di tornare sui propri passi quando nemmeno il più ottimista ci credeva più.
Questo articolo è stato realizzato consultando i più recenti aggiornamenti degli autorevoli modelli proposti da ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts) ed il Global Forecast System (GFS) per le previsioni meteo. (METEOGIORNALE.IT)
