
(METEOGIORNALE.IT) Sta arrivando infatti una fase di caldo decisamente fuori stagione su mezza Europa e, onestamente, non stiamo parlando di una semplice scaldata: in diverse aree le temperature potrebbero superare anche di dieci gradi le medie del periodo.
In pratica, ci ritroveremo con massime che supereranno tranquillamente i 20 gradi, arrivando magari anche a 25, nonostante il sole non sia ancora quello estivo e il terreno sia ancora fresco dall’inverno.
Tutto questo accade perché c’è una sorta di “bolla” di aria calda in procinto di salire dal Nord Africa che andrebbe a posizionarsi proprio sull’Europa centrale. A dire il vero, però, non dobbiamo stupirci troppo. Ormai sappiamo che il clima è cambiato: l’Europa si sta scaldando al doppio della velocità rispetto al resto del mondo e il Mediterraneo è già ben al di sopra delle medie. Anomalie del genere, che una volta ci avrebbero lasciato a bocca aperta, stanno diventando quasi la routine.
Poi c’è la questione El Niño. Dopo diversi mesi trascorsi in compagnia de La Niña, lo scenario va modificandosi radicalmente. Le previsioni per il 2026 dicono che El Niño tornerà e potrebbe essere piuttosto forte proprio verso la fine dell’anno. Ciò non vuol dire che la presenza di El Niño nel Pacifico significa per forza un’estate rovente alle nostre latitudini: la faccenda, infatti, è un tantino più complicata.
Se guardiamo all’estate che verrà, i modelli meteo iniziano a mostrare qualche segnale, ma attualmente vanno presi con le pinze. Sembra probabile che potrebbe fare più caldo della norma, specialmente in area Mediterranea e sui Balcani. Per il Nord Europa invece la situazione è ancora un po’ incerta perché le perturbazioni atlantiche potrebbero mitigare la situazione.

Il vero problema è che partiamo già da una condizione di temperature anomale. Rispetto a un secolo e mezzo fa, l’Europa è più calda di oltre due gradi; questo significa che basta una minima ‘spinta’ per far schizzare i termometri verso valori record. Quindi, dire oggi che avremo un’estate terribile o rovente sarebbe un po’ azzardato perché la meteorologia non è una scienza esatta, soprattutto a lunghissimo termine.
I segnali, però, ci sono tutti: il rischio di ondate di caldo lunghe e persistenti è decisamente più alto del solito. Molto dipenderà da come si sistemeranno le principali figure bariche nei prossimi mesi, ma diciamo che faremmo bene a prepararci psicologicamente a una stagione piuttosto bollente. (METEOGIORNALE.IT)
