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La svolta meteo in Italia annunciata dalla neve sulle Canarie

Neve alle Canarie e Primavera in Italia: il clima alla rovescia

Federico De Michelis di Federico De Michelis
05 Mar 2026 - 18:16
in A La notizia del giorno, Alla Prima Pagina Meteo, Meteo News, Zoom
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Cambiamento su Italia

(METEOGIORNALE.IT) In questi giorni l’Italia sta vivendo una fase dominata incontrastata dall’Alta Pressione. Niente di nuovo, direte. Eppure, a ben guardare, sta accadendo qualcosa di meteorologicamente sbalorditivo. Spostiamoci idealmente nell’Oceano Atlantico, precisamente in quell’arcipelago noto a tutti per l’eterna primavera: le Isole Canarie, a cui aggiungiamo la vicina isola portoghese di Madeira, situata a circa un’ora di volo più a ovest. Ebbene, dimenticate le spiagge assolate e i climi miti.

 

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La neve anomala sulle isole dell’eterna primavera: Canarie

Queste isole popolatissime e mete ambite dal turismo internazionale hanno appena affrontato una violentissima ondata di freddo e maltempo. Un evento che ha letteralmente stravolto la loro normale quotidianità. Sulle Isole Canarie si è abbattuta una burrasca di eccezionale intensità: i venti hanno superato i 100 km/h lungo le coste e nei centri urbani, le temperature sono crollate vertiginosamente e si sono registrati persino rovesci, temporali e grandinate su isole generalmente aridissime come Lanzarote e Fuerteventura. Mete prese d’assalto quasi tutto l’anno per il loro clima primaverile, con un traffico aereo impressionante e densamente abitate, basti pensare al milione di residenti di Tenerife o alla popolosa Gran Canaria.

Più a nord, a Madeira, un’isola che conta circa 200.000 abitanti concentrati per lo più intorno alla capitale Funchal, è successo l’impensabile. In questo paradiso dal clima subtropicale, celebre per i giardini lussureggianti visitati da folle di turisti, tra il 3 e il 4 marzo è arrivata la neve. Nevicate intense si sono spinte ben sotto i 1.300 metri di quota, costringendo le autorità a chiudere diverse strade montane. Vedere la neve coprire le piante tropicali fa, diciamolo, un certo effetto.

Lo stesso identico copione si è ripetuto sulle Isole Canarie. Sul vulcano Teide si è scatenato un vero e proprio blizzard, una tempesta di neve e vento in piena regola. Sull’altopiano della caldera la colonnina di mercurio è precipitata a quasi -5°C, accompagnata da raffiche micidiali fino a 150 km/h che sollevavano il ghiaccio azzerando completamente la visibilità. Non appena spunterà il sole, la coltre bianca tenderà a fondersi alle quote inferiori, ma il dato di fatto resta clamoroso: a latitudini paragonabili a quelle dell’Egitto, in pieno oceano, ha nevicato a quote relativamente basse.

 

Sabbia del deserto verso l’Europa

Mentre l’Atlantico gela, l’Italia si prepara ad assistere a un massiccio richiamo di aria mite in quota. Un profondo ciclone formatosi sulla Penisola Iberica sta sollevando immense quantità di polveri del deserto del Sahara. Questa nuvola carica di pulviscolo in sospensione attraverserà il continente raggiungendo le coste settentrionali dell’Europa, spingendosi fino alla Norvegia meridionale. Molti potrebbero associare questa dinamica a una tipica bizzarria della primavera meteorologica appena iniziata, ma l’inverno sta lasciando strascichi pesanti.

Sia in Europa occidentale che in Nord America, nei prossimi giorni, si assaporano condizioni puramente primaverili con temperature nettamente superiori alla media. Oltreoceano si attendono picchi di calore estremi, capaci di sfiorare i record storici del mese di marzo. A est, invece, la musica cambia radicalmente. In Europa orientale l’inverno resiste ostinatamente: aria gelida di estrazione artica sta scivolando verso la Russia, l’Ucraina orientale, il Mar Nero e la Turchia, portando neve e un brusco calo termico.

 

Corrente a getto, e Italia dentro un blocco atmosferico

Ci troviamo esattamente nel mezzo di questa dicotomia, influenzati dalla Corrente a Getto, quel potente vento d’alta quota che soffia tra i 5.000 e i 10.000 metri. In stagioni di transizione come l’autunno e la primavera, questo flusso tende a ondularsi in modo marcato. L’Italia è attualmente intrappolata nell’onda calda ascendente, mentre le Isole Canarie subiscono la saccatura fredda discendente.

Una situazione di stallo, un vero e proprio blocco atmosferico. I modelli matematici intravedono un’evoluzione per la prossima settimana, quando la massa d’aria fredda atlantica dovrebbe traslare verso l’Europa, portando un calo delle temperature. Non aspettiamoci, tuttavia, un’ondata di gelo siderale, almeno per ora. Questa dinamica sembrerebbe l’ideale per riportare la neve sulle Alpi e, localmente, sull’Appennino, ma ci vorrà pazienza. Il primo vero cambiamento strutturale, con il potenziale arrivo di una robusta Perturbazione Atlantica associata a un minimo di bassa pressione, è atteso intorno alla metà del mese, indicativamente verso il 15 marzo.

Fino ad allora, l’anticiclone continuerà a dominare. Questa persistenza è una conseguenza diretta del Riscaldamento Globale, che accentua i blocchi atmosferici attraverso un fenomeno complesso noto come Amplificazione Artica. Un termine forse poco usato dal grande pubblico, ma fondamentale. L’Amplificazione Artica altera lo scambio meridiano delle masse d’aria a causa delle variazioni termiche tra il polo nord e i tropici, incastrando i sistemi meteorologici per settimane. Lo abbiamo visto in Francia, in Spagna, in Portogallo e sulle Isole Britanniche, flagellate per due interi mesi invernali da piogge torrenziali quotidiane, allagamenti e tragiche alluvioni.

 

L’incognita dei prossimi mesi

La stagione avanza, togliendo fisiologicamente forza alle potenziali ondate di gelo tardivo, che a questo punto arriverebbero più dalle regioni artiche che da quelle siberiane. L’espansione dell’alta pressione russa verso ovest sembra scongiurata per il momento, ma i cambiamenti climatici ci hanno insegnato a non abbassare la guardia. Ricordiamo tutti le recentissime primavere in cui, tra la Francia e il Nord Italia, gli agricoltori sono stati costretti ad accendere enormi falò o ad annaffiare preventivamente i frutteti per salvare i raccolti dai danni delle gelate notturne.

Insomma, viviamo in un’epoca di profonde anomalie meteorologiche. Lo sanno bene a Lanzarote, un’isola vicina al nord Africa ed estremamente arida, dove la media pluviometrica annuale si aggira intorno ai 50-70 millimetri. Eppure, in pochi giorni di puro delirio atmosferico invernale, ne sono caduti fino a 850. Numeri che fanno riflettere sulla furia degli eventi meteo estremi. Man mano che le temperature globali aumentano, queste dinamiche violente busseranno sempre più spesso alla nostra porta.

L’allerta sale soprattutto per le vulnerabili regioni del Nord Italia e per la Pianura Padana, frequentemente esposte alla violenza distruttiva dei temporali. Solo pochi giorni fa, un nubifragio improvviso si è abbattuto sul Lago di Garda, scaricando 60 millimetri di pioggia in meno di un’ora. Una conferma inequivocabile che i fenomeni estremi sono ormai la nuova normalità.

Il cielo sulla Penisola, pur sotto la campana dell’alta pressione, non è sempre sgombro. Nubi sparse e precipitazioni locali hanno già interessato la Sardegna e parte del centro Italia. Il picco massimo di questa insolita Alta Pressione africana colpirà a breve l’Europa centrale, concentrandosi tra Germania e Francia orientale, dove si toccheranno temperature persino superiori a quelle delle nostre regioni settentrionali. Lo zero termico è schizzato a livelli estivi e la neve rimasta sulle montagne si sta fondendo rapidamente. Ci avviciniamo a grandi passi all’estate, una stagione che spesso irrompe improvvisamente tra fine maggio e inizio giugno, dominata da quel temibile e costante anticiclone africano che dal lontano 2003 sembra non voler più concedere tregua. Nel frattempo, essendo ancora in una fase di forte instabilità termica, prepariamoci: la prossima irruzione di aria fredda è solo questione di tempo.

  (METEOGIORNALE.IT)

Credit:

    • World Meteorological Organization (WMO)
    • National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA)
    • European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ECMWF)
    • Met Office – UK
    • NASA Earth Observatory
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Tags: alta pressioneamplificazione articacaldo anomalocorrente a gettoeventi meteo estremiisole canariemaltempo Atlantico
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Libero professionista nel campo dei dati meteo e dell’Osservazione della Terra. Laurea in Ingegneria Spaziale (Brunel University London). Formazione avanzata in meteorologia in Europa e in Canada, con approfondimenti su modellistica numerica, telerilevamento e analisi dei dati ambientali. Cosa faccio Previsione operativa e analisi per settori meteo-sensibili (energia, outdoor, eventi, turismo) Interpretazione di prodotti satellitari e di modelli (EO/remote sensing) Assessment dei rischi meteo-climatici e reportistica Divulgazione e supporto a media e progetti educativi/R&D Lavoro all’intersezione tra scienza, tecnologia e decisioni concrete, con attenzione a qualità dei dati e comunicazione chiara. La meteorologia è la mia passione fin da bambino; dopo un anno di liceo all’estero mi sono trasferito a Londra dove ho conseguito la laurea alla Brunel University London.

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