
In questi giorni lโItaliaย sta vivendo una fase dominata incontrastata dallโAlta Pressione. Niente di nuovo, direte. Eppure, a ben guardare, sta accadendo qualcosa di meteorologicamente sbalorditivo. Spostiamoci idealmente nellโOceano Atlantico, precisamente in quellโarcipelago noto a tutti per lโeterna primavera: leย Isole Canarie, a cui aggiungiamo la vicina isola portoghese diย Madeira, situata a circa unโora di volo piรน a ovest. Ebbene, dimenticate le spiagge assolate e i climi miti.
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La neve anomala sulle isole dellโeterna primavera: Canarie
Queste isole popolatissime e mete ambite dal turismo internazionale hanno appena affrontato unaย violentissima ondata di freddoย eย maltempo. Un evento che ha letteralmente stravolto la loro normale quotidianitร . Sulleย Isole Canarieย si รจ abbattuta unaย burrascaย di eccezionale intensitร : i venti hanno superato iย 100 km/hย lungo le coste e nei centri urbani, le temperature sono crollate vertiginosamente e si sono registrati persino rovesci, temporali e grandinate su isole generalmente aridissime comeย Lanzaroteย eย Fuerteventura. Mete prese dโassalto quasi tutto lโanno per il loro clima primaverile, con un traffico aereo impressionante e densamente abitate, basti pensare al milione di residenti diย Tenerifeย o alla popolosaย Gran Canaria.
Piรน a nord, aย Madeira, unโisola che conta circa 200.000 abitanti concentrati per lo piรน intorno alla capitaleย Funchal, รจ successo lโimpensabile. In questo paradiso dal clima subtropicale, celebre per i giardini lussureggianti visitati da folle di turisti, tra ilย 3ย e ilย 4 marzoย รจ arrivata laย neve.ย Nevicateย intense si sono spinte ben sotto iย 1.300 metriย di quota, costringendo le autoritร a chiudere diverse strade montane. Vedere la neve coprire le piante tropicali fa, diciamolo, un certo effetto.
Lo stesso identico copione si รจ ripetuto sulleย Isole Canarie. Sul vulcanoย Teideย si รจ scatenato un vero e proprioย blizzard, una tempesta di neve e vento in piena regola. Sullโaltopiano della caldera la colonnina di mercurio รจ precipitata a quasiย -5ยฐC, accompagnata da raffiche micidiali fino aย 150 km/hย che sollevavano il ghiaccio azzerando completamente la visibilitร . Non appena spunterร il sole, la coltre bianca tenderร a fondersi alle quote inferiori, ma il dato di fatto resta clamoroso: a latitudini paragonabili a quelle dellโEgitto, in pieno oceano, haย nevicatoย a quote relativamente basse.
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Sabbia del deserto verso lโEuropa
Mentre lโAtlanticoย gela, lโItaliaย si prepara ad assistere a un massiccio richiamo di aria mite in quota. Un profondoย cicloneย formatosi sullaย Penisola Ibericaย sta sollevando immense quantitร diย polveri del deserto del Sahara. Questa nuvola carica di pulviscolo in sospensione attraverserร il continente raggiungendo le coste settentrionali dellโEuropa, spingendosi fino allaย Norvegiaย meridionale. Molti potrebbero associare questa dinamica a una tipica bizzarria dellaย primaveraย meteorologica appena iniziata, ma lโinverno sta lasciando strascichi pesanti.
Sia inย Europaย occidentale che inย Nord America, nei prossimi giorni, si assaporano condizioni puramente primaverili con temperature nettamente superiori alla media. Oltreoceano si attendono picchi di calore estremi, capaci di sfiorare i record storici del mese diย marzo. A est, invece, la musica cambia radicalmente. Inย Europaย orientale lโinverno resiste ostinatamente: aria gelida di estrazione artica sta scivolando verso laย Russia, lโUcrainaย orientale, ilย Mar Neroย e laย Turchia, portando neve e un brusco calo termico.
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Corrente a getto, e Italia dentro un blocco atmosferico
Ci troviamo esattamente nel mezzo di questa dicotomia, influenzati dallaย Corrente a Getto, quel potente vento dโalta quota che soffia tra iย 5.000ย e iย 10.000 metri. In stagioni di transizione come lโautunno e la primavera, questo flusso tende a ondularsi in modo marcato. LโItaliaย รจ attualmente intrappolata nellโonda calda ascendente, mentre leย Isole Canarieย subiscono laย saccaturaย fredda discendente.
Una situazione di stallo, un vero e proprioย blocco atmosferico. I modelli matematici intravedono unโevoluzione per la prossima settimana, quando la massa dโaria fredda atlantica dovrebbe traslare verso lโEuropa, portando un calo delle temperature. Non aspettiamoci, tuttavia, unโondata di gelo siderale, almeno per ora. Questa dinamica sembrerebbe lโideale per riportare laย neve sulle Alpiย e, localmente, sullโAppennino, ma ci vorrร pazienza. Il primo vero cambiamento strutturale, con il potenziale arrivo di una robustaย Perturbazione Atlanticaย associata a un minimo di bassa pressione, รจ atteso intorno alla metร del mese, indicativamente verso ilย 15 marzo.
Fino ad allora, lโanticicloneย continuerร a dominare. Questa persistenza รจ una conseguenza diretta delย Riscaldamento Globale, che accentua i blocchi atmosferici attraverso un fenomeno complesso noto comeย Amplificazione Artica. Un termine forse poco usato dal grande pubblico, ma fondamentale. LโAmplificazione Articaย altera lo scambio meridiano delle masse dโaria a causa delle variazioni termiche tra il polo nord e i tropici, incastrando i sistemi meteorologici per settimane. Lo abbiamo visto inย Francia, inย Spagna, inย Portogalloย e sulleย Isole Britanniche, flagellate per due interi mesi invernali da piogge torrenziali quotidiane, allagamenti e tragiche alluvioni.
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Lโincognita dei prossimi mesi
La stagione avanza, togliendo fisiologicamente forza alle potenzialiย ondate di geloย tardivo, che a questo punto arriverebbero piรน dalle regioni artiche che da quelle siberiane. Lโespansione dellโalta pressioneย russa verso ovest sembra scongiurata per il momento, ma i cambiamenti climatici ci hanno insegnato a non abbassare la guardia. Ricordiamo tutti le recentissime primavere in cui, tra laย Franciaย e ilย Nord Italia, gli agricoltori sono stati costretti ad accendere enormi falรฒ o ad annaffiare preventivamente i frutteti per salvare i raccolti dai danni delleย gelate notturne.
Insomma, viviamo in unโepoca di profondeย anomalie meteorologiche. Lo sanno bene aย Lanzarote, unโisola vicina al nordย Africaย ed estremamente arida, dove la media pluviometrica annuale si aggira intorno aiย 50-70 millimetri. Eppure, in pochi giorni di puro delirio atmosferico invernale, ne sono caduti fino aย 850. Numeri che fanno riflettere sulla furia degliย eventi meteo estremi. Man mano che le temperature globali aumentano, queste dinamiche violente busseranno sempre piรน spesso alla nostra porta.
Lโallerta sale soprattutto per le vulnerabili regioni delย Nord Italiaย e per laย Pianura Padana, frequentemente esposte alla violenza distruttiva deiย temporali. Solo pochi giorni fa, un nubifragio improvviso si รจ abbattuto sulย Lago di Garda, scaricandoย 60 millimetriย di pioggia in meno di unโora. Una conferma inequivocabile che i fenomeni estremi sono ormai la nuova normalitร .
Il cielo sulla Penisola, pur sotto la campana dellโalta pressione, non รจ sempre sgombro. Nubi sparse e precipitazioni locali hanno giร interessato laย Sardegnaย e parte delย centro Italia. Il picco massimo di questa insolitaย Alta Pressione africanaย colpirร a breve lโEuropaย centrale, concentrandosi traย Germaniaย eย Franciaย orientale, dove si toccheranno temperature persino superiori a quelle delle nostre regioni settentrionali. Loย zero termicoย รจ schizzato a livelli estivi e la neve rimasta sulle montagne si sta fondendo rapidamente. Ci avviciniamo a grandi passi allโestate, una stagione che spesso irrompe improvvisamente traย fine maggioย eย inizio giugno, dominata da quel temibile e costanteย anticiclone africanoย che dal lontanoย 2003ย sembra non voler piรน concedere tregua. Nel frattempo, essendo ancora in una fase di forte instabilitร termica, prepariamoci: la prossima irruzione di aria fredda รจ solo questione di tempo.
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