
(METEOGIORNALE.IT) La primavera dovrà ancora aspettare prima di imporsi una volta per tutte nel Mediterraneo. L’illusione del bel tempo e dell’assenza di piogge, grazie a un paio di settimane di alta pressione, sarà inevitabilmente spazzata via da nuove perturbazioni nord-atlantiche nelle prossime settimane, soprattutto dopo metà marzo, quando si paleseranno gli effetti del Final Warming avvenuto da pochi giorni in stratosfera. Insomma l’inverno ha ancora qualcosa da dire.
Inverno tutt’altro che finito!
Ogni anno tra marzo e aprile avviene il fatidico Final Warming, ovvero il riscaldamento finale della stratosfera che sancisce la fine del vortice polare stratosferico e quindi anche la fine dell’inverno nei piani alti dell’atmosfera. Questo, però, non corrisponderà immediatamente al risveglio della primavera nei piani bassi, tutt’altro!
Il Final Warming ha sempre delle conseguenze nell’emisfero boreale, poiché nell’arco di un paio di settimane riesce a propagarsi nei piani bassi dell’atmosfera: il riscaldamento dell’aria lentamente si sposta dalla stratosfera alla troposfera, in direzione del polo nord, contribuendo a un sensibile deterioramento del vortice polare troposferico.
Le principali conseguenze di questo processo possono essere:
- maggiore instabilità atmosferica alle medie latitudini
- aumento del rischio di maltempo e irruzioni fredde tardive
Ed è proprio in quel momento che aumenta sensibilmente il rischio di ondate di maltempo o di ondate di freddo tardive, i classici colpi di coda invernali.

Quando finirà davvero l’inverno
Detto questo, l’inverno in stratosfera è giunto al termine, ma quando finirà in troposfera?
Certamente la stagione fredda ha ancora qualcosa da dire e rischia di farlo tra la seconda metà di marzo e la prima metà di aprile. Gli effetti del Final Warming impiegheranno un paio di settimane prima di palesarsi nell’emisfero boreale, pertanto è ragionevole pensare che il tempo si vivacizzerà improvvisamente subito dopo metà marzo.
Le perturbazioni torneranno protagoniste
I principali centri meteo mostrano scenari molto dinamici per il suddetto periodo: già attorno a metà mese una forte perturbazione atlantica rischia di colpire in pieno l’Italia, portando maltempo e aria più fredda sulle nostre città.
Ma non sarà l’unica; nella terza decade di marzo l’alta pressione rischia di vedersi molto poco nel Mediterraneo, mentre le perturbazioni riprenderanno in mano le redini del gioco.
Le possibili conseguenze meteo per l’Italia potrebbero essere:
- frequenti fasi di maltempo con piogge e temporali
- ritorno di aria più fredda con temperature altalenanti
Pasqua con tempo instabile?
Il maltempo potrebbe intercettare anche le vacanze di pasqua, pertanto non sarà semplice vivere giornate soleggiate e miti, anche tra pasqua e pasquetta.
In queste circostanze, per chi ha già in mente scampagnate all’aperto, occorre anche un po’ di fortuna, che in questo contesto meteorologico sarebbe da collegare alle veloci fasi di alta pressione tra una perturbazione e l’altra, ovvero i classici 2-3 giorni di bel tempo.
Per la primavera, dunque, ci sarà ancora da aspettare. Presumibilmente il tempo sarà molto dinamico almeno fino a metà aprile. Solo dopo questa data le alte pressioni inizieranno a diventare più efficaci, miti e consistenti sull’Europa meridionale.
Questa analisi sull’evoluzione dell’inverno dopo il Final Warming è stata realizzata consultando gli ultimi aggiornamenti dei principali modelli meteorologici globali, tra cui il modello GFS – Global Forecast System del NOAA e il modello europeo ECMWF – Centro Europeo per le Previsioni a Medio Termine, strumenti fondamentali per interpretare l’evoluzione della circolazione atmosferica tra stratosfera e troposfera. (METEOGIORNALE.IT)
