
(METEOGIORNALE.IT) No, non è meteo terrorismo. È purtroppo la pura verità. L’Intergovernmental Panel on Climate Change non usa mezzi termini nel suo sesto rapporto di valutazione. Prendiamo lo scenario intermedio SSP2 4.5. Si tratta di qualcosa di molto plausibile se le politiche di mitigazione continueranno a singhiozzo. A maggior ragione se, anziché unirci tutti insieme, continuiamo a far scoppiare inutili guerre. In sostanza, l’Italia rischia un incremento termico medio annuo tra 1 e 3 gradi entro il 2060.
Non sono solo numeri…
Parliamo di vita vera. Mettiamo il caso del Nord, dove svariate settimane consecutive sopra i 35-38 gradi diventeranno la più banale normalità. Non sarà raro registrare le super ondate di caldo del luglio 2015 o 2022. Capiteranno tutti gli anni, e magari anche con maggiore potenza e durata.
L’estate durerà sei mesi, stravolgendo il ritmo delle stagioni che i nostri nonni conoscevano a memoria. Potrebbero iniziare già a fine marzo i primi trenta gradi locali e per durare fino al cuore di ottobre. Ovviamente con delle pause, ma comunque possibili.
Isole di calore
E i centri urbani? Una metropoli come Milano potrebbe avere 30 gradi di minima anche per una settimana o più. Mai scendere sotto quella soglia nemmeno nel cuore della notte. Come vedete, non si tratta solo di sudare un po’ di più aspettando il tram. Il punto cruciale è l’impatto violento sulla quotidianità, dall’aumento delle persone che si sentono male, ai continui e incessanti e pericolosissimi blackout.
Ma non solo. Superfici artificiali, piazze assolate, strade prive di alberi che intrappolano la radiazione solare fino a tarda notte. Nelle giornate peggiori camminiamo su lingue di asfalto che, a pochi metri da noi, raggiungono agevolmente i 60 o 80 gradi (delle SUPERFICI, non dell’atmosfera)!.
Condizioni folli, specialmente per chi è costretto a guadagnarsi da vivere all’aperto. Operai edili, corrieri, addetti alla manutenzione del verde urbano, tutti trasformati in ostaggi di un clima sempre più spietato. Dove magari non si muove una foglia. Ma qui ci sarebbe da fare un lunghissimo discorso su quello che potrebbe essere l’estate cittadina fra 30 o 50 anni.
Ci saranno disuguaglianze
La vera morsa del futuro, a pensarci bene, non sarà strettamente tecnologica, ma squisitamente sociale ed economica. Chi possiede un buon conto in banca comprerà frescura a piacimento, magari potrà volare anche in montagna senza nessun problema, aria condizionata di ultima generazione e isolamento termico all’avanguardia.
Chi non ha le stesse fortune resterà intrappolato in case che sono veri e propri con la propria energetici, in quartieri periferici senza un filo d’ombra e soggetti al continuo accumulo di calore anche di notte. Anche queste sono conseguenze, non squisitamente meteo climatiche, che un clima sempre più caldo potrebbe dare. Almeno fintanto che ci sarà il petrolio a buon prezzo, visti i tempi.



