
(METEOGIORNALE.IT) Pochi ci sarebbero aspettati di tirare fuori di nuovo i piumini pesanti dall’armadio, ma il meteo di marzo è anche questo, anzi forse soprattutto questo. Il problema semmai è legato all’assenza del freddo quando dovrebbe esserci, per poi presentarsi prepotente quando tutti si aspettano ben altro. Sembra piuttosto la conferma inesorabile di un trend meteo che, negli ultimi anni, si ripete con una costanza a dir poco disarmante. Non serve certo essere dei meteorologi navigati per percepire che qualcosa, lassù nell’atmosfera, si è stravolto.
Il vecchio adagio popolare sul mese di Marzo pazzerello ormai non è più sufficiente per giustificare un tale ribaltamento. La neve che imbianca improvvisamente le quote collinari, le temperature che crollano impietosamente di oltre 10°C nel giro di appena ventiquattro ore, lasciando tutti stupefatti. Non si tratta peraltro solo di un episodio di situazioni mordi e fuggi, visto che da qui a fine marzo queste situazioni si ripeteranno a più riprese.
Vortice polare in frantumi
Il grande imputato, in questa complessa scacchiera atmosferica, ha un nome ben preciso, il Vortice Polare. Parliamo, per chi non ne fosse a conoscenza, di quella vasta e profonda trottola di bassa pressione che staziona in modo permanente sopra le gelide lande del Polo Nord. Quando questa figura è forte e compatta, il gelo più intenso resta fedelmente confinato lassù. Ma se si indebolisce, specie se a causa di un anomalo e improvviso riscaldamento della stratosfera, un fenomeno estremo che la scienza definisce Stratwarming, ecco che la diga cede di schianto.
Ora siamo dinanzi ad un Vortice Polare che si è letteralmente sfaldato e gli effetti li stiamo percependo con quello che stiamo vivendo in questi giorni convulsi. Un fatto curioso, in effetti. Durante l’intero inverno, complice una sfortunata serie di incastri barici, l’occasione per una vera e duratura ondata di gelo è sfumata per un soffio. E ora? Ci ritroviamo a fare i conti con un freddo tardivo che ha quasi il sapore della beffa, visto che avremmo avuto ben altro se si fosse verificato a gennaio nei tempi giusti. Oggi, al contrario, gli agricoltori scrutano con ansia i radar, pregando silenziosamente che la pioggia mista a neve non rovini i raccolti con letali gelate notturne.
Il paradosso del riscaldamento globale
Tutto questo freddo sembra un controsenso totale. Se stiamo davvero vivendo in piena era di Riscaldamento Globale, perché battiamo i denti dal freddo? La climatologia, supportata dalla dura e cruda realtà dei fatti, smonta subito questo legittimo dubbio. L’aumento incontrollato delle temperature medie del nostro pianeta rende l’intera atmosfera molto più energetica, caotica e instabile. È come se il sistema fosse diventato perennemente nervoso, incline agli eccessi più drammatici. Da un lato assistiamo a siccità prolungate e ondate di calore africane, dall’altro a irruzioni gelide fuori tempo massimo.
Il surriscaldamento accelerato dell’Artico riduce pericolosamente il divario termico con le latitudini medie. In virtù di tutto questo è come essere costantemente su un’altalena folle, senza vie di mezzo, che con estrema probabilità ci proietterà dall’inverno direttamente all’estate, facendoci saltare a piè pari la tradizionale mezza stagione. Le bizze del meteo sono il nuovo volto della nostra normalità, un monito severo che ci ricorda ogni giorno l’urgenza di agire per salvare il nostro pianeta.
Questo articolo è redatto da parte dell’autore, tenendo conto dei più recenti aggiornamenti degli autorevoli modelli proposti da ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts) ed il Global Forecast System (GFS), interpretati per le previsioni e l’evoluzione meteo. (METEOGIORNALE.IT)
