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Grandine come neve e maggio in tilt, sembra assurdo ma cosa sta succedendo

Paesaggi imbiancati da ingenti grandinate, ma è il normale effetto dell’instabilità con temporali violenti tipici del periodo

Mauro Meloni di Mauro Meloni
07 Mag 2026 - 16:00
in A La notizia del giorno, Alla Prima Pagina Meteo, Meteo News
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Grandinate copiose e abbondanti
Sembra neve ma è grandine

(METEOGIORNALE.IT) Manca poco all’estate ma l’Italia sta facendo i conti con un meteo alquanto irrequieto determinato dalla successione di perturbazioni grazie alla riapertura della porta atlantica. Questi sistemi perturbati si potenziano nell’impatto sull’Italia, ma ciò avviene non solo per questioni orografiche ma per un braccio di ferro fra masse d’aria diverse che vengono a scontrarsi proprio sul nostro Paese. Da un lato abbiamo le correnti atlantiche più fresche, dall’altro le spinte via via più calde di origine subtropicale.

 

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L’Italia è in qualche modo spaccata in due e le massime conseguenze di queste turbolenze si sono verificate al Nord a seguito del passaggio della perturbazione di mercoledì 6 maggio. Eccezionali grandinate si sono abbattute su alcuni settori di Piemonte, Lombardia e Veneto, in taluni casi anche di grossa taglia. Le grandinate più abbondanti si sono scaricate in Lombardia, tra varesotto e comasco tanto che alcune località sono risultate letteralmente sommerse da uno strato bianco di alcune decine di centimetri e molte strade sono divenute fiumi di ghiaccio.

 

Temporali di grandine tutto normale per il mese di maggio

Gli accumuli di grandine così ingenti hanno reso il passaggio simil invernale come se avesse nevicato, lasciando un po’ tutti interdetti. Oltre alla grandine, il maltempo ha causato allagamenti visto che, laddove non è caduta la grandine, non sono mancate piogge particolarmente battenti con locali nubifragi. Il fronte d’instabilità, con il suo carico di precipitazioni, ha attraversato anche parte del Centro-Sud, ma in modo decisamente più attenuato rispetto all’energia mostrata al Settentrione.

 

Non è però un’anomalia avere a che fare con simili temporali in pieno maggio, un mese ancora di transizione e di forti contrasti. Il maggiore calore a disposizione fornisce il carburante ideale per esaltare i temporali, che quindi assumono caratteristiche violente nelle fasi di acuta instabilità e possono talvolta scaricate grandinate dannose e ingenti. Non c’è alcun passo indietro della primavera nonostante la sensazione di smarrimento dinanzi a questo tempo così capriccioso, ma anzi ci siamo rimessi correttamente al passo con la stagione.

 

La vera anomalia era aprile

Il problema nasce da quello che è stato l’andamento di aprile e qui sta sta la vera anomalia, anche se probabilmente non è stata percepita tale. I lunghi periodi di alta pressione e le temperature molto superiori alla media non sono infatti il tipico tempo di aprile, ancor più per il fatto che questo tempo così soleggiato ha riguardato soprattutto le regioni settentrionali e centrali dove si è respira troppo precocemente aria da estate anticipata. Le giornate radiose di Aprile ci avevano convinto erroneamente di avere già l’estate in tasca, cancellando dalla memoria quanto la primavera sappia essere volubile e capricciosa.

 

Adesso la stagione ha semplicemente ripreso il suo ritmo. Negli ultimi anni abbiamo assistito a fasi piovose devastanti del tutto inattese proprio alla vigilia dell’estate, quindi non c’è nulla di straordinario in quello che sta accadendo. Prepariamoci a vivere quindi ancora un periodo parecchio movimentato, tenendo gli ombrelli sempre a portata di mano. La circolazione atmosferica resterà infatti assoggettata a questa contrapposizione fra le saccature nord-atlantiche e le rimonte anticicloniche africane, con il Mediterraneo zona di contesa e di contrasti esplosivi.

 

Maggio ancora movimentato e con sbalzi termici

Dovremo fronteggiare ancora per parecchio tempo ondate insistenti di piogge e temporali, mentre l’Italia apparirà letteralmente spaccata a metà dai continui sbuffi caldi in arrivo dal nord Africa. C’è però la possibilità di grossi sbalzi termici, tra le scaldate dovute alle correnti calde di provenienza subtropicale e gli improvvisi raffreddamenti qualora gli affondi delle saccature nordiche dovessero puntare maggiormente il proprio asse verso l’Italia.

 

Oltre agli episodi di maltempo, ci potrebbe quindi essere spazio anche per fasi più freddi e corposi cali termici. E’ il gioco degli scambi meridiani legati all’attuale configurazione che taglia in due l’Europa. Da un lato scende l’aria fredda e dall’altro risale l’aria calda. Nel mese di aprile era tutto diverso ed eravamo sotto la protezione quasi costante dell’anticiclone che occupava proprio l’Europa Centro-Occidentale, mentre l’aria fredda artica scendeva sul lato orientale del Continente.

 

Per l’estate è ancora troppo presto

In fin dei conti, l’attuale situazione rispecchia maggiormente quello che è normale attendersi in questo periodo. Può essere comprensibile la fretta che arrivi il prima possibile l’estate, ma siamo comunque pur sempre ancora a maggio. Solo raramente il tempo estivo prende piede già in questo mese e l’ultima volta che è successo era nel 2022, con l’anticiclone africano protagonista. In tanti si erano illusi che il sole splendente dovesse ormai splendere incontrastato, come se questa fosse la caratteristica dei mesi di aprile e maggio.

 

Non bisogna avere fretta, ancor più alla luce delle ultime proiezioni stagionali che confermano e aggravano l’ipotesi di una stagione estiva davvero opprimente, con scenari di caldo anomalo non solo sul Mediterraneo e sull’Italia, ma praticamente in quasi tutta Europa. Non sarebbe una novità, ma semplicemente la conferma di un trend che prosegue implacabile da alcuni anni, con il fortissimo riscaldamento delle estati che non è più solo un caso isolato, ma una realtà in continua e veloce evoluzione.

 

Questo articolo è redatto da parte dell’autore, tenendo conto dei più recenti aggiornamenti degli autorevoli modelli proposti da ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts) ed il Global Forecast System (GFS), interpretati per le previsioni e l’evoluzione meteo. (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: grandinemaltempometeo maggioneve
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Mauro Meloni

Mauro Meloni

Passione innata per la meteorologia, fin da piccolissimo, con particolare predilezione per la neve ed i fenomeni estremi. In campo da oltre vent’anni, con esperienza maturata a partire dal 2002 attraverso la collaborazione costante su Meteo Giornale e diversi altri portali di meteo e scienza. Esperto nella comunicazione digitale, attualmente mi occupo di redazione contenuti, grafica e supporto nella gestione della linea editoriale

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