
(METEOGIORNALE.IT) Da poco meno di 24 ore è ufficialmente cominciata la primavera astronomica, ma nella pratica la stagione sembra far davvero tantissima fatica a decollare. La primavera nell’immaginario collettivo è intesa come una stagione piacevole, mite e soleggiata, ma a quanto pare in tanti resteranno delusi considerando che da qui alla metà di aprile l’alta pressione e le temperature più miti faranno una fatica immane nell’imporsi sul nostro paese. Al contrario prevarranno le perturbazioni e le giornate più fredde, poiché il vortice polare sta gettando verso le basse latitudini numerose ondate di freddo tardive che in un modo o nell’altro rischiano di attraversare anche il Mediterraneo portando freddo, pioggia e neve.
Nuova ondata di freddo in arrivo, anche con neve
Una di queste ondate di freddo fuori stagione colpirà l’Italia nel finale di marzo e in particolar modo tra il 26 e il 30 del mese. Saranno diversi giorni molto più freddi della norma, poiché il nostro stivale sarà investito in pieno da una immensa saccatura fredda polare provvista di temperature di tutto rispetto a ogni quota. Non parliamo di una ondata di gelo in grado di portare la neve in pianura, però sarà sufficientemente fredda per rispedirci di nuovo in pieno inverno su tante nostre città da nord a sud.
Gli elementi chiave della fase fredda:
- saccatura fredda polare in ingresso sull’Italia
- temperature sotto la media su gran parte dello stivale
Traiettoria ancora incerta
La traiettoria di questa saccatura fredda polare non è ancora del tutto delineata, per cui ci potrebbero essere delle variazioni in corso d’opera nei prossimi aggiornamenti. Queste variazioni di traiettoria chiaramente potrebbero incidere sulla disposizione delle precipitazioni più forti e anche sulle regioni che potrebbero rivedere la neve a quote interessanti.

Dove potrebbe tornare la neve
Il recente aggiornamento da modello americano GFS opta per un’ondata di freddo piuttosto marcata soprattutto per le regioni adriatiche e il centro sud, mentre il nord rischia di ritrovarsi ai margini di questo peggioramento. Le temperature in ogni caso crollerebbero su tutto lo stivale, soprattutto durante le ore notturne quando tornerebbe in auge il rischio di brinate e gelate tardive, ma l’instabilità con i possibili fiocchi di neve a quote basse per il periodo potrebbero coinvolgere principalmente il medio basso Adriatico e il sud.
Seguendo gli ultimissimi aggiornamenti la neve potrebbe rivedersi a quote attorno ai 600 m di altitudine tra Romagna, Marche, Abruzzo e Molise. Neve fino a 800 m tra Puglia, Campania, Basilicata e Calabria, in particolar modo tra il 27 e il 28 marzo. Insomma parliamo di giornate da pieno inverno che terranno a debita distanza l’alta pressione e soprattutto le temperature primaverili che tutti ci aspetteremmo in questo periodo dell’anno.
Quote neve previste, in breve:
- attorno ai 600 m tra Romagna, Marche, Abruzzo e Molise
- fino a 800 m tra Puglia, Campania, Basilicata e Calabria
Le valutazioni riportate derivano dall’analisi dei principali modelli previsionali globali, tra cui il modello americano GFS del NOAA e il modello europeo ECMWF, utilizzati per stimare l’evoluzione delle masse d’aria fredde e delle possibili nevicate sull’Italia. (METEOGIORNALE.IT)
