Dobbiamo dirvi tuttavia che emergono novità evolutive sostanziali, dettate dalle dinamiche atmosferiche che potrebbero condurci verso uno split – tardivo – del Vortice Polare. Al di là degli aspetti puramente tecnici sappiamo che una situazione di questo tipo determina profonde modifiche alla circolazione atmosferica emisferica, ragion per cui al momento non è possibile escludere nulla.
Nelle code modellistiche attuali si scorge, non a caso, uno spostamento dell’Alta Pressione ma soprattutto il tentativo di strutturare un blocco consistente delle correnti atlantiche. Impianto barico che, se confermato, spalancherebbe le porte a quel tipo di situazione che ben conosciamo: gli scambi meridiani.
La conosciamo perché tanto in Inverno quanto soprattutto nelle prime fasi primaverili è quel tipo di dinamica che accende gli scambi meridiani. Ovvero lo spostamento di enormi masse d’aria – di estrazione diametralmente opposta – da sud verso nord e viceversa. Ora, dirvi quale direzione seguiranno eventuali scambi meridiani è impossibile, tuttavia possiamo ipotizzare un coinvolgimento più o meno diretto del Mediterraneo centrale.
Ipotesi che, come detto, trova riscontro nelle varie code modellistiche. Ragion per cui crediamo non sia affatto un’ipotesi campata in aria e che andrebbe a confermare quelle che erano le sensazioni d’inizio mese. Ovvero un brusco cedimento dell’Alta Pressione con conseguente peggioramento dalle caratteristiche invernali.
Si tratterebbe, quindi, di un autentico ribaltone meteo climatico rispetto non soltanto a quanto osservato in quest’ultima settimana – Alta Pressione prevalente – ma anche e soprattutto rispetto a quanto registrato nel corso dell’Inverno. Perché non dobbiamo dimenticarci che gli scambi meridiani non hanno affatto bussato alla porta.
Scambi meridiani significa Artico, quindi irruzioni capaci di generare turbolenze invernali che a inizio Primavera possono risultare particolarmente incisive. Soprattutto in termini di precipitazioni attese, perché i crescenti contrasti termici andrebbero a innescare fenomeni violenti con possibile rapido abbassamento della quota neve.
Ed ecco quindi che da qui a una settimana sarà estremamente interessante tenere d’occhio ciò che indicheranno i centri di calcolo internazionali perché diciamolo, l’Inverno potrebbe non essere ancora terminato e prima della conclusione astronomica potrebbe riservare un vero e proprio colpo di coda di quelli da ricordare.
