
L’alta pressione? Semplicemente non pervenuta, almeno a guardare le mappe attuali. L’Italia si prepara a rimanere vulnerabile, quasi “scoperta”, di fronte a correnti fredde e instabili pronte a scendere dal Nord Europa. Insomma, un fuori programma invernale in piena regola che rischia di rovinare i piani a molti.
Entrando nel dettaglio, la dinamica appare piuttosto vivace. Tra il 2 e il 4 aprile, stando alle attuali simulazioni dei modelli matematici, si prospetta la formazione di una profonda area depressionaria proprio nel cuore del Mediterraneo.
La colpa? Un’imponente discesa di aria molto fredda, di diretta origine artica, che finirร per trasformare il nostro bacino in un vero e proprio catalizzatore di instabilitร . Invece della classica quiete primaverile, ci troveremmo all’interno di un corridoio spalancato ai capricci del tempo.
Spiccati contrasti termici si tradurranno in pioggia, forti temporali e persino neve a quote medio-basse. Una situazione, questa, che vedrebbe come bersagli principali il Centro-Sud e il versante adriatico, zone storicamente piรน esposte a questo tipo di configurazioni. ร incredibile come l’atmosfera possa cambiare repentinamente in questo periodo dell’anno.
Ma arriviamo al nodo della questione, ovvero le giornate di Pasqua e Pasquetta. Se la pioggia potrebbe concedere qualche tregua, il vero protagonista assoluto sarร il vento. Un vento che, spirando dai quadranti settentrionali, andrร ad accentuare notevolmente la sensazione di freddo su tutta la Penisola.
Le temperature, in tal caso, rimarrebbero costantemente sotto le medie stagionali, imponendo un abbigliamento ancora prettamente invernale, ve lo garantisco. Dimenticate i pic-nic in maniche di camicia, a meno che non siate particolarmente temerari.
Naturalmente, e questo va sottolineato con forza, stiamo parlando di una tendenza a lungo termine. In meteorologia, a queste distanze temporali, l’incertezza รจ di casa. Tuttavia, la convergenza dei vari modelli meteorologici su questo scenario invernale รจ piuttosto marcata. Vi invitiamo quindi a restare aggiornati sul nostro sito per monitorare l’evoluzione di questa fase perturbata. Speriamo che le mappe cambino, ma al momento la strada sembra tracciata.
Credit di Enti internazionali e riviste scientifiche:
European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ECMWF)
National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA)
World Meteorological Organization (WMO)