
(METEOGIORNALE.IT) Un vero e proprio ciclone Mediterraneo nel cuore del mese di marzo. La struttura del vortice si è originata proprio al di sopra della Libia. Mostrando bande spiraliformi ben definite attorno a un occhio centrale progressivamente più nitido. Una volta raggiunta la costa, fortunatamente, il sistema ha iniziato a perdere energia, fino a dissolversi completamente.
Ciclone tropicale?
Dal punto di vista puramente visivo, una configurazione di questo tipo non può non richiamare quella tipica dei cicloni tropicali. È proprio per questa somiglianza che, in situazioni analoghe, si utilizza spesso il termine “Medicane”. I fantomatici uragani mediterranei. Con questa espressione ci si riferisce a quei cicloni che si sviluppano nel Mediterraneo e che presentano alcune caratteristiche tipiche dei sistemi tropicali.
Diciamolo chiaramente: fenomeni di questo genere non sono affatto nuovi, né eccezionali in senso assoluto. Sono infatti studiati da molti anni dagli esperti e rientrano pienamente nella variabilità naturale del clima mediterraneo.
Le loro caratteristiche
Si tratta di cicloni che non appartengono in modo netto a una categoria precisa, ma che si collocano in una sorta di zona di transizione tra sistemi extratropicali e tropicali. In effetti, in presenza di condizioni favorevoli, anche il Mediterraneo può ospitare strutture molto organizzate e complesse.
Al di là delle definizioni accademiche e delle classificazioni, è comunque fondamentale prestare la massima attenzione a questi eventi. Essi possono infatti essere associati a fenomeni meteo davvero molto intensi. Possiamo citare: precipitazioni abbondanti, forti raffiche di vento e mareggiate veramente intense. È necessario prestare molti riguardi quando capitano strutture simili.
Ma allora è anomalo?
Dipende. Non lo è affatto Se si considera la reale possibilità che si crei un Medicane nel Mare Nostrum. Con la tropicalizzazione del clima. è sempre più probabile. Quello che preoccupa però gli esperti è che da alcuni anni questi cicloni si sviluppano anche a fine inverno o addirittura in primavera.
Mentre fino ad alcuni anni fa erano appannaggio esclusivamente dell’autunno o comunque di inizio inverno. Anche questa è una conseguenza dei cambiamenti climatici. Avere una superficie marina sempre più calda comporta la possibilità di eventi meteo estremi praticamente in tutto l’anno.
