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Vortice Polare disintegrato, prepariamoci ad una primavera pazzesca

Le continue discese fredde con temperature basse rischiano di condizionare pesantemente le prossime settimane

Mauro Meloni di Mauro Meloni
19 Mar 2026 - 16:30
in A Scelta dalla Redazione, Ad Premiere, Meteo News
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L'improvviso inverno tardivo non mollerà la presa facilmente
Grandi turbolenze primaverili

 

(METEOGIORNALE.IT) Qualcosa di grosso sta sconvolgendo il meteo di un marzo che era iniziato fin troppo tiepido. Il Vortice Polare Stratosferico, quel potente ciclone che tiene imprigionato il grande gelo alle alte latitudini, è letteralmente collassato. Diciamolo chiaramente, non è una cosa da poco. Si è disintegrato, vittima di un riscaldamento anomalo e repentino. Le conseguenze? Beh, quelle le stiamo iniziando a pagare anche sull’Italia. È come se si fosse aperta una diga e l’acqua gelida, anzi l’aria artica, stia cercando una via di fuga verso sud.

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Quello che sta accadendo in stratosfera sembra preludere ad un precoce Final Warming – il riscaldamento finale che sancisce la fine fisiologica del Vortice Polare invernale. Di solito, insomma, ci aspettiamo che accada nel cuore di Aprile, talvolta si trascina addirittura a Maggio. Quest’anno potrebbe succedere a Marzo e ciò cambia decisamente le carte in tavola.

 

È un dettaglio non trascurabile, perché quando il Vortice si rompe così presto, ha molto più tempo per influenzare la circolazione atmosferica nei bassi strati, dove viviamo noi. Uno scenario simile si era avuto appena lo scorso anno. Una rottura anticipata significa una maggiore probabilità che le alte pressioni migrino verso nord, magari posizionandosi sulla Groenlandia, e questo movimento scombussola completamente il jet stream, il fiume d’aria che guida le perturbazioni.

 

In effetti il ritorno d’inverno di questi giorni, assieme all’instabilità, è un effetto diretto di questa debolezza polare. Potrebbe trattarsi però solo di un antipasto. Le perturbazioni atlantiche hanno trovato la strada spianata per scendere di latitudine, puntando dritto verso il Mediterraneo. Ma questo, badate bene, potrebbe essere solo l’inizio di una fase molto più movimentata. Ci attende, con ogni probabilità, una Primavera decisamente dinamica, oserei dire pazza, piena di sbalzi repentini. Non che sia tutto un male, intendiamoci.

 

Altra neve tardiva e rischio gelate, si guarda con preoccupazione alle prossime settimane

Pioggia e neve, almeno sulle Alpi e sugli Appennini, sono manna dal cielo in vista dei mesi caldi dell’Estate. Meglio averle ora che rimpiangerle dopo. Ma la vera incognita, la domanda che tutti si pongono, riguarda il freddo. Tornerà addirittura il gelo? Certezze non ce ne sono, la meteorologia non ne dà. Tuttavia, la rottura del Vortice Polare apre scenari interessanti, e forse un po’ preoccupanti. Nelle prossime settimane, tra la fine di Marzo e l’inizio di Aprile, masse d’aria artica potrebbero scivolare a più riprese verso l’Europa centro-occidentale.

 

Rischiamo un vero e proprio ritorno a tratti di condizioni quasi invernali, proprio quando ormai pensavamo di aver messo via i cappotti pesanti. Una bella botta di freddo tardivo non è affatto esclusa. Le proiezioni a 10-15 giorni, pur con tutta l’incertezza del caso, ci mostrano una fase meteo instabile. Molto dipenderà da come si sposteranno le alte pressioni tra l’Atlantico e la Siberia. È un gioco di incastri complesso. Al momento, sembra probabile che l’Europa centro-settentrionale sia la prima a tremare sotto l’effetto di infiltrazioni fredde crescenti, mentre per l’Italia la situazione è ancora tutta da valutare.

 

In fondo, la Primavera è proprio questo, una stagione di transizione tutt’altro che lineare, fatta di compromessi tra il caldo che avanza e l’inverno che non vuole mollare la presa. Quest’anno, però, il compromesso potrebbe essere più faticoso del solito.

 

Se questa tendenza venisse confermata, le ripercussioni non sarebbero solo sul nostro comfort meteorologico. A farne le spese, purtroppo, potrebbe essere l’agricoltura. Le coltivazioni sono già ingannate dal tepore delle settimane scorse e sono in piena fase di ripresa vegetativa. Una gelata tardiva adesso, con le piante in fiore o con i primi germogli, sarebbe un disastro, ma il meteo degli ultimi anni ci ha insegnato che questi eventi tardivi sono sempre più frequenti.

 

Questo articolo è redatto da parte dell’autore, tenendo conto dei più recenti aggiornamenti degli autorevoli modelli proposti da ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts) ed il Global Forecast System (GFS), interpretati per le previsioni e l’evoluzione meteo. (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: aria articafinal warmingprimavera pazzarischio gelatevortice polare
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Mauro Meloni

Mauro Meloni

Passione innata per la meteorologia, fin da piccolissimo, con particolare predilezione per la neve ed i fenomeni estremi. In campo da oltre vent’anni, con esperienza maturata a partire dal 2002 attraverso la collaborazione costante su Meteo Giornale e diversi altri portali di meteo e scienza. Esperto nella comunicazione digitale, attualmente mi occupo di redazione contenuti, grafica e supporto nella gestione della linea editoriale

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