La primavera è ufficialmente cominciata, le giornate si allungano sempre più e i minuti di luce iniziano a prevalere su quelli di buio. Tra pochi giorni arriverà anche l’attesissimo cambio dell’ora, ovvero il ritorno dell’ora legale, che posticiperà di un’ora i tramonti allungando ancor di più apparentemente le giornate. Sono tutti fattori che donano a quell’atmosfera tipicamente primaverile ed estiva, ma nei fatti l’inverno sembra ancora non essere terminato.
In effetti, per quanto l’inizio della primavera e il ritorno dell’ora legale cercheranno di illudere, a conti fatti dovremo ancora indossare cappotti, abiti pesanti e soprattutto munirci d’ombrello.
L’illusione dell’ora legale, ma è ancora Inverno
L’ora legale rappresenta uno di quei passaggi simbolici che più di tutti incidono sulla percezione delle stagioni. Non modifica in alcun modo il clima reale, ma cambia radicalmente il modo in cui viviamo le giornate: spostando le lancette in avanti di un’ora si “trasferisce” luce dal mattino alla sera, regalando tramonti molto più tardivi e una sensazione immediata di giornate più lunghe e vivibili. È per questo che, anche con temperature ancora basse, il cervello comincia ad associare automaticamente questo cambiamento alla primavera inoltrata.
Cosa cambia davvero:
- tramonti più tardivi e giornate più lunghe
- percezione più “primaverile” nonostante il freddo
Principalmente questioni energetiche
Dal punto di vista storico, l’ora legale è stata introdotta per motivi energetici, con l’obiettivo di sfruttare al meglio la luce naturale e ridurre i consumi elettrici nelle ore serali. In Italia è stata adottata a più riprese già nel secolo scorso, soprattutto durante i periodi di crisi energetica, per poi diventare una consuetudine stabile. Nel corso degli anni ha accompagnato spesso fasi meteorologiche molto diverse: non sono mancati, ad esempio, cambi dell’ora avvenuti sotto nevicate tardive o ondate di freddo improvvise, a dimostrazione di quanto il calendario e l’atmosfera possano viaggiare su binari completamente differenti.
Perché farà ancora freddo
L’ora legale agisce solo sulla percezione del tempo, non sulle dinamiche meteo. Le masse d’aria, le correnti e le configurazioni sinottiche continuano a seguire logiche ben precise e indipendenti dal calendario. Può capitare così di uscire la sera con ancora luce alle 19, magari con il sole che cala lentamente all’orizzonte, ma con un’aria pungente e invernale che costringe a rimettere giacche pesanti. Una contraddizione solo apparente, ma in realtà piuttosto frequente nel mese di marzo.
Arriva una forte ondata di freddo
Nella settimana entrante bisognerà fare i conti con una clamorosa ondata di freddo fuori stagione che, a dirla tutta, potrebbe essere la più intensa di questo inizio del nuovo anno, addirittura la più intensa dell’inverno appena conclusosi. Chiaramente sembrerà un paradosso, visto che in tutto l’inverno sono arrivate appena un paio di ondate di freddo e nemmeno particolarmente severe, visto che la neve è riuscita ad arrivare a quote basse solo su alcune località del nord Italia.
Questa irruzione fredda di stampo polare riporterà in pieno inverno tutto lo stivale, a partire proprio da giovedì 26 marzo. Sarà una sferzata fredda molto incisiva, visto che potrebbe persistere fino al termine di marzo, mantenendo le temperature ben al di sotto delle medie del periodo e regalando parecchie note instabili e addirittura nevicate a quote interessanti.
Non dovrebbe nevicare in pianura secondo gli ultimi aggiornamenti, ma a quanto pare i fiocchi bianchi potrebbero spingersi fino a quote collinari sul versante adriatico e il centro Italia, specie tra il 27 e il 28 marzo.
Uno sguardo ad aprile
Dopo il passaggio di questa ondata di freddo polare potrebbe arrivare altro bel tempo ad inizio aprile, in concomitanza con l’inizio della settimana Santa. Insomma per la primavera si prospetta un periodo decisamente complicato.
Questa analisi è stata realizzata consultando i principali modelli meteorologici internazionali, tra cui il modello americano GFS del NOAA e il modello europeo ECMWF, fondamentali per valutare l’evoluzione delle ondate di freddo e delle condizioni atmosferiche sull’Italia.
