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Dal nostro lato del mondo è cominciata da poco la primavera, sebbene nei fatti faccia ancora freddo e l’inverno non si sia ancora del tutto arreso. Dall’altro lato, a sud dell’equatore, è cominciato l’autunno e i minuti di buio stanno lentamente prendendo il sopravvento su quelli di luce. Insomma si è da poco conclusa l’estate al sud del mondo, ma l’Antartide ha già iniziato a far parlare di sé.

 

Record di gelo in Antartide a marzo

Non ci sono ancora le condizioni ideali per un estremo irraggiamento notturno nel vasto continente antartico, ma le temperature sono già riuscite a raggiungere valori proibitivi e da record per il mese di marzo. Addirittura il vortice polare antartico non è nemmeno ben sviluppato, anzi si sta ancora mettendo in moto come naturale che sia dopo il lungo sonno estivo.

Nel cuore del plateau, presso la base di Vostok Station, è stata registrata una temperatura prossima ai -76,4°C tra il 24 e il 25 marzo 2026, un valore che rappresenta con ogni probabilità il nuovo record di freddo per il mese di marzo sull’intero continente antartico. Il dato supera il precedente primato di -75,7°C registrato a Dome Fuji (situata sempre in Antartide) nel 2013, inserendosi tra gli eventi più rilevanti della climatologia polare recente. Chiariamo che non si tratta del record assoluto — che resta ben più basso — ma di un record relativo al mese di marzo, che comunque rappresenta un fenomeno estremo visto che l’estate è da poco finita.

 

Perché è un valore eccezionale:

  • vortice polare antartico ancora in fase di formazione
  • stagione autunnale appena iniziata con irraggiamento non ancora al massimo

 

La normalità antartica vuole che il grande freddo si costruisca gradualmente nel corso delle settimane, quando le notti diventano sempre più lunghe e il bilancio radiativo diventa fortemente negativo. A causare temperature via via sempre più basse è l’irraggiamento notturno: l’aria estremamente secca e la totale assenza di nuvolosità permettono al suolo di disperdere rapidamente il calore verso lo spazio. In presenza di calma di vento, questo processo porta alla formazione di inversioni termiche potentissime, con l’aria più fredda che ristagna nei bassi strati e temperature che possono crollare in modo impressionante.

Tuttavia, a fine marzo, questo meccanismo non ha ancora raggiunto la sua massima efficienza, ed è per questo che la temperatura registrata recentemente rappresenta un valore eccezionale e fuori scala.

 

Il record di freddo per marzo, in Antartide, farà parlare di sé nell’ambiente meteo-climatico. In fin dei conti parliamo di una temperatura clamorosamente bassa ad inizio autunno: è come se sul polo nord registrassimo una temperatura inferiore ai -70°C a fine settembre, un qualcosa di assolutamente impensabile a pochi giorni dalla fine dell’estate, con un vortice polare ancora agli albori.

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