Elon Musk, attraverso la sua celebre azienda tecnologica SpaceX, ha recentemente presentato una richiesta ufficiale al governo degli Stati Uniti per ottenere lโautorizzazione al lancio di un milione di satelliti. Lโidea alla base di questa proposta รจ la creazione di data center alimentati da pannelli solari direttamente in orbita, un progetto che solletica lโinteresse anche di altri giganti del settore digitale.
Tuttavia, lโorbita della Terra risulta giร densamente popolata da velivoli spaziali e rottami di ogni genere, mentre le emissioni di gas serra stanno modificando lโalta atmosfera in una maniera che potrebbe incrementare sensibilmente il disordine cosmico. Entro la fine del secolo attuale, gli studiosi hanno calcolato che lo spazio orbitale sicuro intorno al globo potrebbe ridursi della metร .
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Sostenibilitร del programma spaziale
Durante lโultimo cinquantennio, le nazioni hanno spedito nel cosmo ogni tipologia di apparato, tra cui satelliti per lo spionaggio, sistemi GPS, strumenti per il monitoraggio meteo e molto altro, per un totale che sfiora le 15.000 unitร . Di questi, circa due terzi sono stati immessi in orbita proprio da SpaceX per garantire il funzionamento del servizio internet Starlink.
Il milione di dispositivi aggiuntivi che il magnate intende lanciare servirebbe come infrastruttura per lโintelligenza artificiale. Le imprese tecnologiche sono finite sotto la lente dโingrandimento per via dellโenorme consumo di risorse idriche ed elettriche richiesto dai centri elaborazione dati terrestri. Nello spazio, sostiene la compagnia, i server potrebbero beneficiare di una radiazione solare costante e non necessiterebbero di acqua per il raffreddamento dei circuiti.
Questa visione non appartiene solo a Musk, infatti il Project Suncatcher di Google sta portando avanti tecnologie simili, e anche Jeff Bezos, proprietario di Blue Origin, ha manifestato interesse per iniziative analoghe. Persino la Cina, lo scorso anno, ha dato il via allโinvio di satelliti per il calcolo computazionale, prevedendo di metterne in funzione migliaia nel prossimo futuro. Le societร interpellate non hanno rilasciato dichiarazioni immediate in merito a tali programmi.
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Lโimpatto sul cambiamento climatico
Queste proposte hanno sollevato forti dubbi tra gli esperti, i quali ritengono che i magazzini dati orbitali siano eccessivamente costosi e tecnicamente irraggiungibili. Tra le voci critiche spicca quella di Sam Altman, amministratore delegato di OpenAI, che ha definito il concetto quasi assurdo. Anche qualora il piano di Elon Musk diventasse attuabile, potrebbe mancare fisicamente il posto necessario.
Secondo una ricerca pubblicata sulla rivista Nature Sustainability, il riscaldamento globale ridurrร drasticamente lo spazio disponibile in alcune fasce orbitali particolarmente ambite. I gas responsabili dellโeffetto serra che scaldano la superficie terrestre, come lโanidride carbonica, provocano paradossalmente un raffreddamento e una contrazione degli strati piรน alti dellโatmosfera, rendendo lโaria, giร rarefatta, ancora piรน sottile. Questo rappresenta un problema serio, poichรฉ lโattrito generato dallโaria nellโalta atmosfera รจ ciรฒ che permette agli oggetti di rallentare e precipitare verso la Terra.
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La perdita della forza frenante
In termini piรน semplici, lโatmosfera funge da meccanismo di pulizia automatica, eliminando col tempo i satelliti dismessi e i detriti che altrimenti rimarrebbero a ingombrare le traiettorie di volo. Questi elementi solitamente bruciano durante il rientro negli strati inferiori dellโinvolucro gassoso terrestre.
- Stiamo perdendo una forza rigeneratrice su cui abbiamo sempre fatto affidamento, ha dichiarato William Parker, ricercatore presso The Aerospace Corporation, il quale ha guidato lo studio durante il suo percorso al Massachusetts Institute of Technology.
- Al momento non disponiamo di altri sistemi validi per rimuovere enormi volumi di spazzatura spaziale o per dismettere i vecchi apparati.
La stragrande maggioranza dei dispositivi attivi orbita a una quota compresa tra i 400 e i 1.000 chilometri di altezza. Entro la fine del secolo, si stima che questa zona potrร ospitare in sicurezza meno di 150.000 satelliti standard, ovvero circa la metร della capacitร odierna, a causa della persistenza dei detriti favorita dagli effetti atmosferici legati al clima.
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Il pericolo dei frammenti
Oltre ai mezzi funzionanti, lโorbita terrestre รจ satura di scarti metallici e frammenti come vecchi stadi di razzi o persino attrezzi smarriti dagli astronauti durante le missioni esterne. Questi oggetti, che sfrecciano a una velocitร di circa 27.350 chilometri orari, rappresentano un pericolo costante. Persino una minuscola scaglia di vernice puรฒ infliggere danni devastanti in caso di impatto.
Attualmente la U.S. Space Force tiene sotto controllo decine di migliaia di frammenti di grandi dimensioni, ma si ipotizza che esistano oltre cento milioni di pezzi minuscoli non tracciabili. SpaceX deve giร compiere numerose manovre per evitare collisioni, avendo dichiarato alla Federal Communications Commission di aver effettuato circa 300.000 spostamenti correttivi nel 2025.
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Jonathan McDowell, astrofisico e analista della sostenibilitร presso il Center for Space Environmentalism, si รจ mostrato incredulo davanti allโipotesi di un milione di nuovi lanci. Secondo lโesperto, anche solo una minima parte di quella flotta sarebbe insostenibile. Con lโaumentare dellโaffollamento, il rischio di scontri cresce in modo esponenziale e ogni impatto genera ulteriori frammenti. Questo scenario potrebbe innescare una reazione a catena inarrestabile, nota come sindrome di Kessler, che trasformerebbe lo spazio attorno alla Terra in una nuvola di schegge metalliche troppo pericolosa per qualsiasi tipo di utilizzo futuro.
Alcuni operatori confidano nella possibilitร di spostare i satelliti giunti a fine vita in orbite cimitero situate a quote molto piรน elevate, dove potrebbero restare per millenni senza disturbare, ma finora una simile manovra รจ stata portata a termine con successo solo dalla Cina.
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Credit e fonti autorevoli
- Nature Sustainability: Environmental impacts of satellite constellations
- The New York Times: Climate Change and Space Junk
- The Aerospace Corporation: Space Safety and Sustainability Research
- Massachusetts Institute of Technology (MIT): Atmospheric contraction and orbital drag studies
- Federal Communications Commission (FCC): SpaceX Satellite Filings
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