
(METEOGIORNALE.IT) Oramai da circa quattro settimane l’Europa è preda di condizioni meteo davvero violente. Al centro di questa dinamica atmosferica così intensa si è collocata la profonda area depressionaria, che gli esperti hanno ufficialmente denominato Nils.
Si tratta oltretutto di una lunga sequenza di cicloni extratropicali che da diverse settimane transitano lungo il corridoio occidentale compreso tra l’Atlantico e il bacino del Mediterraneo. Abbiamo trattato questo in un nostro approfondimento.
Cosa sta accadendo
Questa serie di cicloni ha interessato in modo significativo la Francia, la Penisola Iberica e l’arco alpino, con venti di tempesta, precipitazioni estese e l’innalzamento dei livelli dei corsi d’acqua, e conseguenti alluvioni lampo. In Francia si sono registrati numerosi episodi di allagamento e vere e proprie inondazioni, in particolare nelle aree occidentali del Paese.
Le autorità hanno mantenuto per tre giorni consecutivi gli avvisi di piena, mentre è stata diramata un’allerta rossa per il rischio legato a raffiche molto forti, precipitazioni abbondanti e pericolo di valanghe nelle zone montane. Venti con velocità superiori ai 100 chilometri orari hanno colpito anche il nord della Spagna, il Portogallo e diverse regioni francesi, accompagnati da mareggiate intense. Per concludere, non dimentichiamoci che nelle Baleari le onde hanno raggiunto un’altezza prossima agli 8 metri.

Ancora tempo nefasto
Nella Penisola Iberica il nuovo peggioramento si è sommato agli effetti delle perturbazioni precedenti, aggravando una situazione già delicata. Si sono verificate esondazioni, evacuazioni e numerosi interventi di emergenza: in Andalusia oltre diecimila persone sono state costrette a lasciare le proprie abitazioni. Con un’ondata di maltempo davvero senza precedenti.
Questo ennesimo episodio estremo si inserisce in una sequenza quasi ininterrotta di tempeste che nelle settimane passate ha visto violenti cicloni responsabili di piogge torrenziali e danni diffusi. L’attuale configurazione meteo sull’Europa evidenzia un marcato regime di flusso zonale atlantico, caratterizzato da correnti occidentali sostenute e dal continuo afflusso di aria umida oceanica.
Le ripetute ciclogenesi secondarie sul Mediterraneo occidentale alimentano precipitazioni persistenti e venti burrascosi, soprattutto tra la Francia meridionale, la Spagna e l’Italia, mantenendo elevato il rischio idrogeologico nelle aree già saturate d’acqua.

Quando finirà il tutto?
La risposta non è del tutto univoca. I modelli meteo cominciano a fiutare una possibile fine definitiva per tutti non prima del 23 febbraio. , fino a quella data, infatti, le precipitazioni saranno meno estreme ma ciò non toglie che possano arrivare nuovi flussi freddi di matrice artica.
Questo significa che le regioni orientali del nostro paese sentiranno temperature più fredde e una ventilazione a tratti molto sostenuta. Per avere un quadro meteo totalmente stabile. Bisognerà attendere ancora almeno una decina di giorni.
Credit
L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE (METEOGIORNALE.IT)
