Da piogge e vento alla PRIMAVERA: svolta meteo sull’Italia tra 22 e 28 Febbraio
Fine febbraio con sapore di primavera: stop al maltempo e aria più calda dal Mediterraneo
Almeno fino al 20–23 febbraio continueremo a vivere in un contesto di elevata dinamicità atmosferica sul Mediterraneo centrale e sull’Italia, con il flusso perturbato atlantico ancora in grado di penetrare con relativa facilità nel bacino, pilotando una serie di fronti organizzati e impulsi instabili.
Contents- Fase ancora instabile fino alla terza decade
- Graduale rimonta anticiclonica da ovest
- Venti sostenuti e raffiche intense
- Fine febbraio: scenario da “primavera anticipata”
- Incertezze e possibili alternative
In questa fase il tempo si presenterà spesso variabile e a tratti perturbato, con passaggi piovosi, rovesci e locali temporali alternati a brevi parentesi più asciutte, in un quadro termico complessivamente mite per la stagione, specie sui settori centro-meridionali.
Fase ancora instabile fino alla terza decade
Nel breve-medio termine il Mediterraneo centrale rimane sede di un continuo transito di saccature e ondulazioni atlantiche, che trovano pochi ostacoli nel loro avanzamento verso est grazie a un anticiclone delle Azzorre poco presente in sede iberica.
Le depressioni che si approfondiscono tra Penisola Iberica, Francia e Tirreno sono associate a sistemi frontali in grado di distribuire precipitazioni su buona parte d’Italia, più frequenti e organizzate sui versanti esposti ai flussi meridionali e sud-occidentali.
Le temperature, pur con fisiologiche oscillazioni legate al passaggio dei fronti, si manterranno in media o leggermente sopra media, con neve confinata alle quote montane e solo occasionali sconfinamenti a quote più basse in caso di richiami d’aria più fredda in coda ai sistemi frontali.
Anche il vento sarà spesso protagonista già in questa prima fase, con rinforzi nei bassi strati in corrispondenza dei minimi depressionari e lungo i principali gradienti barici, in particolare su Mar Ligure, Tirreno e bacini meridionali.
Graduale rimonta anticiclonica da ovest
Con l’avvicinarsi dell’ultima settimana di febbraio gli scenari modellistici iniziano a mostrare un’evoluzione a più scala, con il rinforzo del campo di alta pressione in Atlantico e sull’Europa occidentale.
L’anticiclone tende progressivamente a espandersi verso est, interessando dapprima la Penisola Iberica e il Mediterraneo occidentale, per poi estendere la propria influenza anche verso il bacino centrale e quindi sull’Italia.
Questa rimonta non sarà immediata né indolore: il flusso perturbato atlantico, seppur in graduale attenuazione, continuerà a scorrere alle alte latitudini e a tentare nuove incursioni verso l’Europa centrale.
La contrapposizione tra il “muro” anticiclonico in espansione da ovest e i residui cavi depressionari in scorrimento più a nord e nord-est genererà un marcato gradiente barico orizzontale sul comparto euro-mediterraneo, con particolare impatto proprio sulla nostra Penisola.
Venti sostenuti e raffiche intense
Il forte gradiente barico atteso nella fase di transizione, tra la seconda parte della terza decade e l’avvio dell’ultima settimana di febbraio, favorirà condizioni spesso ventose su gran parte d’Italia, sia nei bassi strati sia in quota.
I rinforzi più significativi sono probabili lungo i versanti tirrenici, sulle Isole Maggiori e sui settori appenninici e alpini esposti, dove potranno registrarsi raffiche localmente intense, con mareggiate sui litorali più esposti e possibili criticità per la viabilità, soprattutto nei valichi montani.
La ventilazione, prevalentemente occidentale o nord-occidentale, contribuirà a contenere eventuali eccessi termici nelle fasi iniziali della rimonta anticiclonica, mantenendo un buon rimescolamento dello strato limite e limitando, almeno temporaneamente, la formazione di nebbie e strati bassi nelle pianure interne.
Col passare dei giorni, tuttavia, l’ulteriore consolidamento dell’alta pressione tenderà a indebolire i gradienti e a favorire condizioni via via più stabili e statiche nei bassi strati.
Fine febbraio: scenario da “primavera anticipata”
Guardando verso la fine del mese, cresce la probabilità che l’anticiclone riesca ad affermarsi con decisione su gran parte del Mediterraneo e dell’Europa centro-meridionale, come suggerito da diverse corse modellistiche a media scadenza.
In questo contesto, le correnti perturbate atlantiche verrebbero dirottate verso latitudini più settentrionali, lasciando l’Italia in un regime di alta pressione strutturata sia al suolo sia in quota, con campi di geopotenziale elevati e subsidenza marcata.
Le conseguenze al suolo sarebbero quelle tipiche delle fasi anticicloniche tardo-invernali: tempo in prevalenza stabile e soleggiato, salvo locali banchi di nebbia o nubi basse nelle ore più fredde su pianure e vallate interne, e un generale e sensibile aumento delle temperature, in particolare nei valori massimi diurni.
Le proiezioni delle anomalie termiche a 850 hPa indicano valori diffusamente sopra la media climatica 1979–2008, con punte anche marcate sul comparto mediterraneo, compatibili con un’impressione di primavera anticipata, specie al Centro-Sud, lungo le coste e sulle pianure interne ben soleggiate.
Incertezze e possibili alternative
Pur in presenza di un segnale piuttosto chiaro verso una fase più stabile e mite a fine mese, non vanno trascurate le fisiologiche incertezze tipiche delle medie scadenze.
Eventuali ondulazioni del getto in ingresso dall’Atlantico potrebbero ancora riuscire a lambire l’arco alpino e le regioni settentrionali, riportando nuvolosità e qualche episodio precipitativo, specie sui rilievi, con modesti rientri più freschi nei bassi strati.
Al momento, tuttavia, lo scenario predominante resta quello di un progressivo consolidamento anticiclonico e di un conseguente addolcimento del quadro termico sull’intero Paese, con chiusura di febbraio dai connotati marcatamente primaverili, a maggior ragione se il promontorio subtropicale dovesse riuscire a spingersi con maggiore decisione verso il Mediterraneo centrale.
In tale contesto sarà fondamentale monitorare gli aggiornamenti dei principali centri di calcolo, sia per valutare l’intensità e la durata dell’eventuale scaldata, sia per cogliere eventuali segnali di nuove ondulazioni fredde nel passaggio tra fine inverno meteorologico e inizio primavera.
Credit: questo articolo è stato realizzato analizzando i dati dei modelli matematici ECMWF e Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, UKMO per le previsioni meteorologiche.
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