
I principali modelli europei (ECMWF e ICON) propongono uno scenario in cui tale semiblocco convoglia più aria calda verso le alte latitudini, favorendo la risalita di un promontorio anticiclonico verso nord e, per risposta, un maggior richiamo di aria fredda verso la Penisola.
Al contrario, i modelli di matrice americana (GEM e soprattutto GFS) mantengono un flusso atlantico più invadente e disteso, con minore penetrazione delle masse d’aria fredde verso il Mediterraneo e un impatto più smorzato del raffreddamento, in particolare secondo le ultime emissioni di GFS.
L’inverno, con buona probabilità, è dunque destinato a tornare protagonista, ma l’entità di questo break resta ancora da definire: le prossime uscite modellistiche potranno confermare o ridimensionare uno scenario anche più incisivo di quello attualmente inquadrato.
Nel frattempo, è già possibile iniziare a gettare uno sguardo verso l’evoluzione per la terza decade del mese. Abbiamo premesso che il Major Midwinter Warming (MMW) in atto si configura prevalentemente come un evento di tipo displacement: in questo contesto non ci si attende, in media, ondate di gelo estremo, ma appare davvero credibile – ed è lo scenario che verosimilmente caratterizzerà la parte finale dell’inverno – una reiterazione di irruzioni artiche a ondate, intervallate da brevi pause più miti.
Particolarmente interessanti, in quest’ottica, risultano i movimenti in bassa stratosfera. Nel corso della prossima settimana il vortice polare tenderà a frammentarsi, con una “spaccatura” che potrebbe innescare una nuova marcata ondulazione del getto e favorire l’innesco di una ulteriore irruzione polare marittima verso le medie latitudini.
La presenza di un’alta pressione polare in sede artica, in grado di erodere e spezzare il Vortice Polare, potrebbe dare vita a un nuovo pattern circolatorio destinato a condizionare l’ultima parte dell’inverno meteorologico e, probabilmente, anche l’avvio della primavera meteorologica.
Se tale configurazione dovesse consolidarsi, ci attenderemmo settimane complessivamente piuttosto fredde e instabili, con una reiterazione di affondi artici su porzioni dell’Europa e del Mediterraneo.
Per l’Italia questo si tradurrebbe in una maggiore frequenza di fasi perturbate e a tratti invernali, con episodi di freddo anche significativi alternati a brevi rimonte miti, in un contesto generale dominato da un vortice polare indebolito e da scambi meridiani più vivaci del normale.
Come sempre in questi casi, sarà fondamentale seguire passo passo gli aggiornamenti modellistici per valutare, di volta in volta, target geografici e intensità dei singoli episodi.
Credit: questo articolo è stato realizzato analizzando i dati dei modelli matematici ECMWF e Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, UKMO per le previsioni meteorologiche.
