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Home A La notizia del giorno

Marzo può portare fenomeni meteo violenti? C’è un caso recente

Davide Santini di Davide Santini
24 Feb 2026 - 16:00
in A La notizia del giorno, Ad Premiere, Meteo News
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(METEOGIORNALE.IT) Chi conosce un po’ il clima degli Stati Uniti sa che marzo è noto per essere un mese particolarmente attivo per i tornado, con violente tempeste che si sviluppano nelle zone centrali del paese. Le condizioni meteo favorevoli alla formazione di questi vortici sono tipiche del periodo tra marzo e maggio.

 

Statisticamente è proprio la Primavera che è la stagione più a rischio. Ma forse non tutti sanno che anche in Italia è possibile avere, fortunatamente in maniera molto occasionale, temporali di forte intensità già nel primo mese primaverili.

 

C’è un precedente recente

Durante il pomeriggio di Sabato 15 marzo 2025 una serie di temporali violenti ha dato origine a fenomeni estremi, tra cui la formazione di una supercella capace di generare die tornado che hanno attraversato i campi, fortunatamente senza provocare troppi danni.

 

Sebbene sia comune pensare che questi fenomeni si manifestino principalmente negli Stati Uniti d’America, la realtà è che anche il nostro territorio può essere soggetto a eventi di questa portata. I tornado, quando colpiscono, possono causare danni ingenti e mettere seriamente a rischio la sicurezza delle persone e delle infrastrutture.

 

Tornado e downburst: facciamo chiarezza

Molti tendono a confondere un tornado con un altro evento atmosferico altrettanto pericoloso: il downburst. Quest’ultimo si manifesta con raffiche di vento intense e improvvise, che scendono verso il suolo con una violenza devastante, ma senza il caratteristico moto rotatorio del tornado.

 

Il tornado si distingue facilmente per la sua classica forma a imbuto, che scende dalla nube madre e, una volta toccato il suolo, inizia a risucchiare detriti, sollevando automobili, sradicando alberi e danneggiando edifici.

 

Spesso si confondono tornado con downburst: entrambi possono provocare enormi danni, ma i primi hanno un moto rotazionale mentre i secondi lineare.

 

Facciamo il punto

L’evento del 15 marzo scorso non è stato qualcosa di inedito. Per fortuna, nulla di paragonabile con i più violenti tornado che hanno colpito l’Italia. Ciò non toglie che, già con molta precocità, si siano verificati certi fenomeni. Anche perché l’Emilia-Romagna non è l’unica regione italiana a essere colpita da eventi meteo estremi. Il rischio tornadico in Valle Padana c’è comunque tra primavera ed estate. Ovvio che non è paragonabile a quello degli States.

 

Per concludere, oltre ai tornado anche le grandinate si stanno facendo sempre più frequenti. Proprio nel famigerato pomeriggio di sabato 15 marzo 2025 sono caduti chicchi di grandine di grandi dimensioni, capaci di distruggere raccolti, infrangere vetri e ammaccare automobili.

 

Si sono analizzati chicchi anche superiori a 5 o 6 cm di diametro. Fa impressione vedere fenomeni meteo di questa portata già nel cuore del primo mese primaverile. Vedremo se quest’anno ci saranno occasioni simili oppure, fortunatamente, ne saremo risparmiati.

 

Fortunatamente i tornado in Italia sono spesso piuttosto piccoli. Soprattutto quelli molto precoci come nella prima parte della Primavera.
Foto di rikkerst da Pixabay

 

Credits

Copernicus Climate Change Service (C3S)

NASA Goddard Institute

American Meteorological Society

WMO – World Meteorological Organization (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: American Meteorological Societycambiamenti climaticiCopernicus Climate Change ServicedownburstEmilia Romagnaeventi meteo estremigrandinategrandine gigantemarzometeo ItaliaNASA Goddard Instituteprimaverarischio tornadicoStati Unitisupercellatemporali violentitornadotornado ItaliaValle PadanaWMO World Meteorological Organization
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Davide Santini

Davide Santini

Davide Santini, laureato magistrale in Fisica. Ha effettuato una tesi triennale con il professor Vincenzo Levizzani sui temporali, sulla loro suddivisione e sui fenomeni più violenti. Ha poi approfondito la tesi magistrale, con il professor Maugeri e il professor Miglietta, analizzando la correlazione tra aumento termico della temperatura estiva e probabilità di promontori di alta pressione di matrice subtropicale. Ha collaborato e collabora tuttora con Nimbus, la rivista di meteorologia italiana. Collabora dal 2018 per diverse testate meteorologiche italiane (5 in totale) e in particolare ha una esperienza quinquennale con il sito web Meteo Giornale. Tratta numerose tematiche, tra le quali previsioni a breve, medio e lungo termine; climatologia; cambiamenti climatici; etica ambientale. È esperto di analisi modellistica, di tendenze a lungo termine e analisi di radiosondaggi e profili termici verticali dell'atmosfera. È inoltre insegnante rinomato, dove prepara gli studenti delle superiori e dell'università, idoneo a trattare concorsi pubblici e privati, con professionalità e impegno.

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