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Meno sale, più calore in superficie: ecco come cambierà il meteo

Calore intrappolato in superficie: più energia per il meteo estremo

Angelo Ruggieri di Angelo Ruggieri
20 Feb 2026 - 17:00
in A La notizia del giorno, Ad Premiere, Cronaca Meteo, Meteo News
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Negli ultimi decenni il monitoraggio satellitare, le boe Argo e le campagne oceanografiche hanno restituito un quadro sempre più chiaro: gli oceani non stanno solo riscaldandosi, ma stanno cambiando anche nella loro struttura fisica e chimica.

 

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(METEOGIORNALE.IT) Uno dei segnali più sorprendenti arriva dall’Oceano Indiano meridionale, al largo della costa occidentale dell’Australia, dove una regione storicamente caratterizzata da acque molto salate sta sperimentando un rapido processo di desalinizzazione superficiale.

 

Le analisi delle serie storiche indicano che, in circa sessant’anni, la salinità superficiale in quest’area è diminuita in modo marcato, fino a valori che rappresentano una variazione senza precedenti nell’emisfero australe. Non si tratta di una semplice oscillazione interannuale: il trend è coerente, persistente e legato a modifiche di larga scala nella circolazione oceanica.

 

Perché l’oceano si sta “addolcendo”

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il fenomeno non è principalmente dovuto a un aumento locale delle precipitazioni. Le evidenze suggeriscono invece una redistribuzione su scala globale dell’acqua dolce, innescata dal riscaldamento climatico.

 

Il rafforzamento o la riconfigurazione dei regimi di vento e delle correnti – inclusi il flusso indonesiano e il giro subtropicale dell’Indiano – sta convogliando maggiori quantità di acqua meno salina verso il settore sud-occidentale dell’Australia.

 

Questo apporto modifica in modo sostanziale l’equilibrio tra evaporazione, precipitazione e trasporto orizzontale delle masse d’acqua, con effetti misurabili sulla salinità superficiale.

 

Effetti su densità e stratificazione

Salinità e temperatura determinano insieme la densità dell’acqua marina. Una riduzione della salinità rende l’acqua più leggera, favorendo la permanenza negli strati superficiali e rafforzando la stratificazione verticale. In pratica, si accentua la separazione tra uno strato superficiale più caldo e meno denso e uno strato profondo più freddo e salato.

 

Questa struttura più stabile ostacola la mescolanza verticale, riducendo lo scambio di calore e nutrienti tra superficie e profondità. Di conseguenza, l’eccesso di calore tende a concentrarsi negli strati superiori, aumentando lo stress termico sugli ecosistemi marini e rendendo più probabili episodi di ondate di calore marine.

 

Implicazioni per la circolazione globale

La salinità è uno dei motori della circolazione termoalina globale, il cosiddetto “nastro trasportatore” oceanico che redistribuisce calore tra i bacini. Cambiamenti persistenti in una regione chiave come l’Indiano meridionale possono alterare la formazione e la ventilazione di masse d’acqua che si connettono con Pacifico e Atlantico.

 

Questi aggiustamenti si riflettono anche sull’atmosfera. Modificando i flussi di calore verso l’alto, l’oceano può influenzare il posizionamento delle fasce dei westerlies dell’emisfero sud e le traiettorie delle depressioni, con possibili ripercussioni sui regimi di precipitazione in Australia e nelle regioni circostanti.

 

Impatti sugli ecosistemi

Una stratificazione più marcata limita l’apporto di nutrienti agli strati superficiali, dove si concentra la produzione primaria. Questo può ridurre la produttività del plancton e, a cascata, influenzare l’intera rete trofica marina. Inoltre, variazioni di temperatura e salinità possono spingere molte specie a migrare, con conseguenze per la biodiversità e per le attività di pesca.

 

In sintesi, l’“addolcimento” dell’Indiano meridionale è un segnale importante di come il cambiamento climatico stia intervenendo non solo sul riscaldamento medio, ma anche sugli equilibri dinamici dell’oceano globale. Comprendere questi processi è fondamentale per valutare le future evoluzioni climatiche e i loro effetti su scala regionale e planetaria. (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: acidificazione degli oceaniAMOCamoc collassoanomalie oceanichecambiamento climaoceano atlanticorallentamento amoc
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Angelo Ruggieri

Angelo Ruggieri

Angelo Ruggieri ha acquisito la certificazione di Tecnico Meteorologo Dekra nel 2019 e nel 2020 è entrato a far parte di AMPRO (Associazione Meteo Professionisti) in qualità di Meteorologo. Si occupa di previsioni meteorologiche da oltre 25 anni. Ha redatto rapporti di eventi e studi climatologici sul proprio territorio regionale. Si occupa saltuariamente di presentazione di previsioni meteorologiche all'interno di rubriche televisive. Ha pubblicato nel 2017 un'opera dal titolo "La neve a Lanciano dal 1836 al 2016". Pubblica quotidianamente previsioni ed analisi meteorologiche su diversi siti meteo. Ha diverse specializzazioni conseguite negli anni in: 'Meteorologia di base', 'Meteorologia avanzata', 'Meteorologia in mare' presso il Centro Epson Meteo.

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