
(METEOGIORNALE.IT) Anzitutto andrebbero fatte alcune distinzioni. Fondamentali, perché altrimenti si rischierebbe di avere un quadro della situazione piuttosto sfumato
Diciamo questo: oltre le Alpi, com’è giusto che sia, il legame indissolubile tra l’Artico e l’Inverno è evidente. Lo è stato nelle corso settimane, lo è tuttora. Lo sarà anche nell’ultima parte di Febbraio, difatti le varie emissioni modellistiche confermano la presenza di un ramo del Vortice Polare in grado di rinnovare freddo intenso e nevicate.
Parliamo in particolare dei settori nord e orientali del vecchio continente, ma a certe latitudini – lo ripetiamo – è giusto che sia così. Ben altro discorso alle nostre latitudini, dove la correlazione non è mai stata troppo incisiva. Almeno finora. Perché volendo ripercorrere l’andamento stagionale quel che è mancato – salvo qualche strappo tra fine 2025 e inizio 2026 – non c’è mai stata.
Non perché sia venuta meno, lo ripetiamo, piuttosto perché tale correlazione – alle nostre latitudini – necessita di tutta una serie di tasselli. Tasselli che dovrebbero incastrarsi alla perfezione, sappiamo ad esempio che uno dei più importanti è certamente la presenza di un blocco anticiclonico.
L’Alta Pressione delle Azzorre non è mai stata in grado di estendersi verso nord e se non c’è riuscita è perché l’Atlantico ha letteralmente dominato in lungo e in largo. Atlantico che, lo sappiamo, ha dispensato svariate perturbazioni da un mese a questa parte, rendendo la stagione invernale estremamente piovosa.
Spesse volte, nell’ultimo periodo, abbiamo orientato il mirino in direzione dell’Anticiclone. Abbiamo scritto, lo ricorderete, che l’unico ingrediente che mancava all’appello era il blocco anticiclonico. Quindi il blocco delle correnti zonali. Mancherà ancora? La risposta è senz’altro difficile.
Diciamo che con l’avanzare della stagione gli scambi meridiani diventeranno più frequenti. Quindi, di conseguenza, gli sbalzi termici. Ed è ciò che si evince dalle varie mappe di previsione, ad esempio già nel corso della prossima settimana allorquando avremo prima un rialzo termico poi un nuovo calo delle temperature.
Dinamicità tipica della transizione stagionale ormai imminente, dinamicità che però potrebbe far sì che l’ultimo tassello indispensabile per l’Inverno s’incastri alla perfezione. Vedremo, quel che possiamo dirvi è che la situazione è tutt’altro che statica. L’umoralità dei modelli matematici lo conferma, conferma che in questo momento stilare una previsione – ma anche un semplice (si fa per dire) trend evolutivo – è impresa ardua.
Per concludere: le potenzialità invernali sono ancora intatte, il connubio Artico-Inverno potrebbe scatenarsi proprio sul finire di stagione. Quindi massima prudenza, perché escludere a priori che possa far freddo potrebbe essere molto pericoloso. (METEOGIORNALE.IT)
