
(METEOGIORNALE.IT) Non è certo il San Valentino che i romani avevano immaginato. Invece di cene a lume di candela e passeggiate romantiche, il 14 Febbraio 2026 si è trasformato in una giornata di emergenza pura, con il cielo sopra l’Italia centrale che ha deciso di scaricare tutta la sua furia. Un Ciclone mediterraneo, cattivo e ostinato, ha investito il Lazio fin dalle prime luci dell’alba, portando con sé una Allerta Arancione che, diciamolo chiaramente, si è rivelata fin troppo generosa rispetto alla realtà dei fatti. Roma si è svegliata sotto una Pioggia battente, di quelle che non lasciano scampo, trasformando le strade in veri e propri torrenti urbani.
Il cuore di Roma ferito dai crolli
La situazione a Roma è diventata critica in un batter d’occhio. Oltre cento interventi dei Vigili del Fuoco dalla mezzanotte, un numero che dà l’idea del caos. Ma è stato verso l’ora di pranzo, intorno alle 13:30, che la paura si è fatta tangibile in Viale Tirreno. Qui, nel quartiere Montesacro, un muro di cinta di un edificio privato è venuto giù all’improvviso, travolgendo il marciapiede e il dehors di un ristorante proprio vicino a Corso Sempione. Un boato, poi il silenzio irreale della polvere che si mescola alla pioggia. I clienti sono fuggiti terrorizzati, lasciando i piatti a metà, in una scena che ricorda purtroppo il recente e tragico cedimento di Formello. Fortunatamente stavolta non si piangono vittime, ma il rischio è stato enorme.
Nel frattempo, il Vento da sud-ovest soffiava con raffiche che parevano voler sradicare tutto. In Via Aurelia Antica, a due passi dai polmoni verdi di Villa Doria Pamphilj, diversi alberi hanno ceduto, schiantandosi sull’asfalto e bloccando la circolazione. Non sono mancati i problemi elettrici, insomma, la tecnologia si è arresa agli elementi. Un Fulmine particolarmente potente ha centrato in pieno la centrale termica di Via di Grottarossa, costringendo i tecnici dell’Enel a un lavoro straordinario per evitare che interi blocchi abitativi rimanessero al buio e al freddo.
La mareggiata che ha travolto Fiumicino
Spostandoci verso la costa, la situazione non è stata certo migliore. Anzi. Una Mareggiata impressionante ha colpito la foce del Tevere, con le onde che sembravano voler riprendersi la terra ferma. A Fiumicino, il punto critico è stato Via Passo della Sentinella. Qui l’acqua è entrata prepotentemente nelle case a ridosso degli scogli, obbligando all’evacuazione di circa 50 famiglie. È stato un risveglio traumatico, verso le 07:30, con le squadre speciali dei Vigili del Fuoco e i sommozzatori impegnati a trarre in salvo chi non poteva scappare da solo. Tra i soccorsi più toccanti, quello di un’anziana disabile, rimasta intrappolata mentre il livello dell’acqua saliva inesorabilmente tra le mura domestiche.
La provincia di Frosinone in ginocchio
Se la Capitale piange, la Ciociaria non ride affatto. Il territorio della provincia di Frosinone si è dimostrato ancora una volta terribilmente fragile di fronte al Riscaldamento Globale e alle sue manifestazioni estreme. Ad Atina, la viabilità è andata in tilt quando un enorme masso si è staccato dal costone roccioso, piombando su Via Capodichino, l’arteria che collega il centro alla zona della discoteca Millaenya. Solo per un caso fortuito non passava nessuno in quel momento.
Scendendo più a sud, nel Cassinate, il Fiume Rapido ha fatto onore al suo nome. È esondato tra Cassino e Sant’Elia Fiumerapido, allagando le zone periferiche e arrivando a lambire il cimitero monumentale. A Frosinone città, invece, gli occhi sono tutti puntati su Via Ciamarra. Un movimento franoso proprio vicino al parcheggio multipiano ha costretto il sindaco Riccardo Mastrangeli a chiudere l’area e ad attivare il Centro Operativo Comunale. Si monitora ogni centimetro di terra, perché il fango non dà preavviso. Criticità pesanti si segnalano anche a Piedimonte San Germano e nella Valle di Comino, dove molte strade sono state chiuse per la presenza di detriti.
L’Allerta Arancione resterà attiva per l’intera giornata di questo Sabato. La perturbazione dovrebbe allentare la presa, ma la terra è ormai satura d’acqua e il pericolo di nuovi smottamenti nelle zone collinari resta altissimo. Il consiglio delle autorità è sempre lo stesso, scontato ma vitale, limitare gli spostamenti allo stretto necessario. Perché contro la forza della natura, a volte, l’unica difesa è l’attesa. (METEOGIORNALE.IT)
