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Scenari meteo seconda metà del mese: FREDDO di nuovo protagonista

Davide Santini di Davide Santini
07 Gen 2026 - 09:00
in A La notizia del giorno, Alla Prima Pagina Meteo, Meteo News
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ID 167748938 ©
Cherylramalho | Dreamstime.com

 

(METEOGIORNALE.IT) In questo articolo andiamo ad analizzare se ci sono le possibilità di un periodo freddo Dopo la metà del mese. Fermo restando che stiamo vivendo una fase meteo prettamente invernale, pare oramai abbastanza Certo che L’inverno si prenda una breve pausa proprio attorno a metà mese. Tra il 12 e il 15 gennaio, di fatti, le temperature fredde prenderebbero una veloce battuta d’arresto. Ma è proprio qui che partono le novità.

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Flusso zonale lento

La classica spinta da ovest verso est, responsabile del trasporto di aria più mite e umida dall’oceano verso il continente europeo, potrebbe subire un rallentamento o addirittura un temporaneo stop. In uno scenario meteo di questo tipo, entrerebbero in gioco degli anticicloni che potrebbero disporsi in modo tale da ostacolare efficacemente l’avanzata delle correnti oceaniche temperate, creando una sorta di blocco atmosferico persistente. Vi ricordate quando avevamo trattato del Rex Block? Ecco, una sorta di bis.

 

Cosa comporterebbe tutto questo?

Agendo come vere e proprie barriere, un eventuale anticiclone in posizione scandinava favorirebbe la discesa verso l’Europa centrale e meridionale di masse d’aria molto fredde, provenienti dalle regioni orientali del continente. Le correnti gelide, incanalate dai quadranti nord-orientali ed orientali, troverebbero così una via preferenziale per spingersi fino a latitudini più basse, venendo a coinvolgere sicuramente l’Europa centro-meridionale.

 

In questa mappa ipotetica attorno al 20 gennaio si vedrebbe un violento ciclone di stampo invernale, che porterebbe enormi nevicate su buona parte dell’Europa. Ovviamente, non solo serviranno conferme, ma bisognerà vedere se tale pattern riuscirà a coinvolgere o meno anche il nostro paese.

 

Ipotesi basse pressioni?

Oltretutto, non si può escludere che, nello stesso intervallo temporale, si formino o si avvicinino sistemi depressionari. Se riuscissero a spingersi verso sud e poi, parallelamente, risalendo verso nord, potrebbero interagire con l’aria fredda di origine continentale presente sul continente.

 

Il che sarebbe interessante per la formazione di ciclogenesi in pienamente invernali. Una sorta di remake di quello che ha vissuto la Mitteleuropa in questi giorni. Con estese e diffuse e nevicate in diversi paesi fino a quote di pianura.

 

Possibili vere e proprie bufere di neve in Europa. E in Italia? Ovviamente è assolutamente precoce provare a dare una previsione. Vedremo se le tendenze verteranno in questa direzione o meno.
ID 303626819 ©
Martin Graf | Dreamstime.com

 

Chiariamo subito il concetto

È importante rimarcare che ci si muove ancora nel campo delle ipotesi e delle tendenze a medio-lungo termine. I nostri lettori sanno che tale evoluzione meteo potrebbe cambiare anche in maniera considerevole, data la distanza temporale.

 

E allora sorge la seguente domanda. Perché proporla? È utile sottolineare che le ultime simulazioni del modello ECMWF sembrano puntare con decisione verso questa possibile evoluzione. Ovviamente non ci addentriamo in dettaglio ulteriori. E non diamo alcun tipo di temperatura, né al suolo né tantomeno in quota.

 

Ma concludiamo l’articolo con questa precisazione. Se tali proiezioni meteo dovessero essere realmente confermate, ci troveremmo di fronte a un’ondata di freddo di notevole intensità, capace di stabilire condizioni pienamente invernali su gran parte del continente europeo. Magari per più giorni. Ne riparleremo…

 

Credit

L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE (METEOGIORNALE.IT)

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Davide Santini

Davide Santini

Davide Santini, laureato magistrale in Fisica. Ha effettuato una tesi triennale con il professor Vincenzo Levizzani sui temporali, sulla loro suddivisione e sui fenomeni più violenti. Ha poi approfondito la tesi magistrale, con il professor Maugeri e il professor Miglietta, analizzando la correlazione tra aumento termico della temperatura estiva e probabilità di promontori di alta pressione di matrice subtropicale. Ha collaborato e collabora tuttora con Nimbus, la rivista di meteorologia italiana. Collabora dal 2018 per diverse testate meteorologiche italiane (5 in totale) e in particolare ha una esperienza quinquennale con il sito web Meteo Giornale. Tratta numerose tematiche, tra le quali previsioni a breve, medio e lungo termine; climatologia; cambiamenti climatici; etica ambientale. È esperto di analisi modellistica, di tendenze a lungo termine e analisi di radiosondaggi e profili termici verticali dell'atmosfera. È inoltre insegnante rinomato, dove prepara gli studenti delle superiori e dell'università, idoneo a trattare concorsi pubblici e privati, con professionalità e impegno.

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