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Home A La notizia del giorno

Maltempo senza fine, Italia in un corridoio perturbato atlantico: ecco la durata

Davide Santini di Davide Santini
26 Gen 2026 - 15:00
in A La notizia del giorno, Alla Prima Pagina Meteo, Meteo News
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Dal 12 maggio temperature oltre 30 gradi, ma non sarà ancora la vera estate

(METEOGIORNALE.IT) Ancora tanto tantissimo maltempo in vista per l’Italia. In realtà non saranno mai del tutto condizioni meteo invernali. Possiamo assimilarle a un contesto tardo autunnale. Non a caso, si trattano di fasi di maltempo di chiara origine atlantica che, pur risultando intense, non sono tipiche dell’inverno. E soprattutto, chiariamo subito senza problemi, non sarà nulla di paragonabile al ciclone Harry.

 

Continua maltempo

Niente da fare. Il quadro atmosferico resterà compromesso anche nel corso di questa settimana, quella che conclude gennaio. Dal momento che altre perturbazioni provenienti dall’Atlantico riusciranno a transitare con grande facilità sul bacino del Mediterraneo. Abbiamo trattato della possibile neve a bassa quota per mercoledì 28. Vi consigliamo di leggere il nostro approfondimento.

 

Questa situazione, in linea generale, è favorita dalla persistente assenza dell’alta pressione, che continuerà a rimanere lontana dall’Italia ancora per diversi giorni. E questo è già un risultato, visti gli ultimi inverni! Soprattutto, gli orribili 2022 e 2023, tallonati da anticicloni africani fuori scala anche per settimane.

 

Quanto durerà questo maltempo?

Non si vede nulla di particolare entro i primissimi di febbraio. Anzi, sembra proprio che, modelli meteo alla mano, le perturbazioni si susseguiranno senza particolari interruzioni, una dopo l’altra. Vi mostriamo due mappe a riguardo. Che chiariscono il tutto.

 

Importante e vasto corridoio instabile a livello europeo, fino ai primi di febbraio. Italia sarà nel cuore di molte perturbazioni, soprattutto nelle regioni settentrionali e in quelle tirreniche.

 

Intensa fase di maltempo anche per i primissimi giorni di febbraio. Secondo il modello europeo, tra l’uno e il 4 del prossimo mese potrebbe cadere – ancora una volta – tantissima acqua. Staremo a vedere l’evoluzione.

 

E il prosieguo?

Non è mica finita qui Tra il 30 e il 31 gennaio, infatti, un’ulteriore perturbazione in arrivo da ovest potrebbe determinare nuove piogge al Nord, condita da neve a bassa quota, e lungo il versante tirrenico, accompagnate da altre nevicate a bassa quota sul Nord-Ovest. Ma andiamo ancora oltre. Un’altra fase di maltempo potrebbe interessare l’Italia tra il 3 e il 4 febbraio. Gli effetti sono ancora da valutare ma pare proprio che il maltempo sarà davvero duraturo.

 

Forte maltempo a più riprese nei prossimi 10 giorni. La mappa delle precipitazioni è chiara. Tutte le regioni tirreniche e buona parte del Nord sarà interessato pioggia e neve in maniera insistente.

 

Le valutazioni finali

Concludiamo dicendo che non stiamo vivendo ha fatto un pattern meteo congruo all’inverno. Fa piuttosto caldo, soprattutto al centro e al Sud, mentre in Valle Padana si percepiscono valori più invernali solo grazie alla sua conformazione geografica. Si può trattare di una configurazione meteorologica tipica di fine novembre.

 

Ma, alla luce di quanto visto negli ultimi anni, piuttosto che tre mesi di alta pressione è meglio 3 mesi di precipitazioni, ovviamente senza sconfinare in alcun eccesso. Questo perché le scorte idriche non sono e non saranno un problema per molti mesi, se arriviamo adeguatamente carichi di pioggia e neve alla stagione estiva.

 

Credits

L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE (METEOGIORNALE.IT)

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Davide Santini

Davide Santini

Davide Santini, laureato magistrale in Fisica. Ha effettuato una tesi triennale con il professor Vincenzo Levizzani sui temporali, sulla loro suddivisione e sui fenomeni più violenti. Ha poi approfondito la tesi magistrale, con il professor Maugeri e il professor Miglietta, analizzando la correlazione tra aumento termico della temperatura estiva e probabilità di promontori di alta pressione di matrice subtropicale. Ha collaborato e collabora tuttora con Nimbus, la rivista di meteorologia italiana. Collabora dal 2018 per diverse testate meteorologiche italiane (5 in totale) e in particolare ha una esperienza quinquennale con il sito web Meteo Giornale. Tratta numerose tematiche, tra le quali previsioni a breve, medio e lungo termine; climatologia; cambiamenti climatici; etica ambientale. È esperto di analisi modellistica, di tendenze a lungo termine e analisi di radiosondaggi e profili termici verticali dell'atmosfera. È inoltre insegnante rinomato, dove prepara gli studenti delle superiori e dell'università, idoneo a trattare concorsi pubblici e privati, con professionalità e impegno.

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