
(METEOGIORNALE.IT) Diciamolo subito, l’inverno americano anche quest’anno non sta scherzando affatto. Ha deciso di alzare la voce, e in modo prepotente, con un sistema perturbato che sta letteralmente congelando una fetta enorme degli Stati Uniti. Non è la solita spolverata di Gennaio, insomma. Stiamo parlando di un evento atmosferico massiccio che sta ridisegnando la mappa del gelo, estendendosi con una facilità quasi disarmante dalle pianure del sud fino al cuore pulsante del Nord Est. Un’ondata di maltempo che sta mettendo a dura prova infrastrutture e nervi di milioni di cittadini.
La sorpresa vera, quella che fa notizia, arriva da dove meno te lo aspetti. Prendete Dallas, per esempio. Chi associa il Texas a paesaggi siberiani? Eppure, la città si è svegliata sotto una coltre bianca inaspettata, quasi surreale per queste latitudini. Non stiamo parlando di quei fiocchi sporadici che si sciolgono appena toccano l’asfalto, ma di neve vera, compatta. Al suolo si misurano circa 8-10 centimetri, una quantità che ha mandato in tilt un sistema stradale assolutamente non abituato a gestire il ghiaccio. Le temperature sono crollate verticalmente, toccando i -6°C durante la notte. Un freddo che morde, secco, che ha bloccato cavalcavia e creato un caos prevedibile ma difficilmente gestibile per i texani.
Risalendo la costa est, lungo quel corridoio frenetico e densamente popolato che collega la capitale alla Grande Mela, la situazione si fa più complessa, se possibile. È una zona di transizione questa, dove l’aria gelida in discesa dal Canada combatte con le influenze oceaniche leggermente più miti. A Washington D.C., la neve si è fermata attorno ai 5-7 centimetri, sufficienti comunque a imbiancare suggestivamente i monumenti del National Mall, con il termometro inchiodato sullo 0°C. Ma è a New York che si percepisce la vera tensione metropolitana.
A Manhattan la situazione è viscida, infida. Central Park segna stamattina circa 12 centimetri di accumulo fresco. Pochi? Forse per gli standard del profondo nord, ma bastano a trasformare le strade in una trappola di fanghiglia ghiacciata, quel “slush” grigio e pesante che rende ogni marciapiede un’avventura. Con temperature che oscillano pericolosamente tra -3°C e 1°C, il rischio vero è il rigelo notturno, che trasforma le strade in lastre di vetro.
Poi si arriva dove l’inverno fa sul serio, senza sconti. Il New England è sotto assedio. Boston sta affrontando una nevicata “vecchio stile”, intensa e continua, con accumuli che hanno già superato i 35 centimetri nelle aree suburbane e venti gelidi che spazzano la baia, facendo percepire temperature ben al di sotto dei -10°C reali registrati. Ma la vera regina del gelo, come spesso accade in queste configurazioni, rimane Buffalo. Lì, la vicinanza con le acque ancora relativamente tiepide del Lago Erie ha innescato il famigerato “Lake Effect Snow”. Il risultato è impressionante: una montagna di neve che in alcune zone periferiche a sud della città sfiora gli 80-90 centimetri. Sì, quasi un metro in meno di 48 ore. Le immagini che arrivano dallo stato di New York occidentale mostrano auto sepolte e case che sembrano igloo. Lì il termometro segna un impietoso -15°C. Insomma, decine di milioni di americani sono alle prese con pale e spargisale, in un inverno che si sta facendo decisamente ricordare.
