
(METEOGIORNALE.IT) Abbiamo passato un periodo molto freddo in questo gennaio, anche se apparentemente contraddittorio. Condizioni meteo gelide per diversi giorni, ma quasi totale mancanza di neve. Sì è vero, è nevicato bene in Emilia Romagna, ci sono state ingenti galaverne, qualche episodio di neve da nebbia.
Ma ovviamente la Valle Padana non si è riempita di neve. E men che meno le Alpi. Ma abbiamo ancora un’altra chance. Sappiamo che verrà un periodo piuttosto perturbato, ma non farà particolarmente freddo. Le temperature rimarranno abbastanza invernali ma senza essere così fredde da garantire neve fino in pianura o sulle coste.
Possiamo giocarci un nuovo Jolly
Lettori e meteo appassionati sanno che esiste un fenomeno molto particolare, chiamato Riscaldamento Stratosferico Improvviso. È un po’ tecnico, ma vogliamo proporvelo. Ci troviamo nella Stratosfera, tra i 10 e i 50 km sopra la superficie terrestre.
È qui che, in maniera occasionale, nel cuore dell’inverno, si verifica un fenomeno del tutto straordinario, capace di condizionare il tempo per settimane e nell’intero continente europeo. Si tratta del famoso Sudden Stratospheric Warming (SSW). Il termine tecnico è comunque in lingua inglese.
Gli esperti lo conoscono oramai da decenni, ma rimane un episodio molto studiato. Siamo sul Polo Nord e di colpo avviene una vera e propria impennata termica. In pochi giorni, la temperatura può aumentare di 40, 50, perfino 70 gradi! Giova ricordare che non stiamo affatto parlando dei livelli del suolo, ma a 10-50 km di quota.

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Le conseguenze
Si tratta di uno sconquasso che distrugge il celebre Vortice Polare. Questo termine ormai è familiare anche a chi non segue la meteorologia, ma per capire davvero di cosa si tratta, bisogna immaginarlo come una sorta di trottola, a 10-30 km di quota, che gira vorticosamente e che può rompersi o sfaldarsi.
Vediamo questa metafora. Finché gira compatta e veloce, mantiene il freddo confinato all’Artico, mentre alle medie latitudini le correnti miti oceaniche c’è un clima relativamente temperato. Italia inclusa. Non è detto che ci sia per forza l’altra pressione sopra le nostre teste. Possono esserci anche correnti occidentali molto miti, magari portatrici di maltempo. Ma la neve in pianura non si vede.
Ecco che arriva lo Stratwarming
Quando però si verifica uno Stratwarming può addirittura invertire il senso di rotazione. I venti iniziano a soffiare da est verso ovest, dando le probabilità di avere una colata gelida da nord-est. Che è una condizione essenziale per avere freddo straordinario. Parliamo in genere sul bacino del Mediterraneo.
Ma attenzione a non cadere in faccia di giochi. Esattamente come accade in molti altri campi della scienza, non è così semplice la situazione. Si possono essere dei SSW molto forti e non arrivare praticamente nulla in Italia. Magari finisce nei Balcani. Oppure più a ovest e noi veniamo coinvolti da un anticiclone di matrice africana. Come vedete, sono tante le possibilità.

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Un altro fattore da tenere in conto
C’è un altro indice essenziale che regola le condizioni atmosferiche dell’inverno a livello europeo. L’Oscillazione Nord Atlantica, in termini tecnici NAO. Quando uno Stratwarming riesce ad arrivare nella bassa atmosfera, la NAO ha un crollo improvviso. Ecco cosa succede. Si forma un blocco di alta pressione sull’Atlantico e l’aria gelida è costretta a scendere verso l’Europa centrale e il Mediterraneo.
Quando essa incontra correnti umide provenienti dall’Atlantico o dal Mediterraneo, si creano condizioni perfette per nevicate diffuse e anche a quote basse. Rimarchiamo di nuovo il concetto. Non è mai una certezza. Basta un leggero aumento della temperatura o un minimo ritardo nelle correnti per trasformare la neve in pioggia.
Inoltre, in epoca di global warming piove sempre di più a quote di montagna e nevica di meno in pianura. Vogliamo concludere dicendo che non abbiamo fatto una previsione meteo. Non ci sono ancora dei segnali forti per l’arrivo di questi Pattern. Ma intanto è l’ultima carta che ci possiamo giocare in vista del mese di febbraio.

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Credits
Global Forecast System del NOAA,
IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change)
